Pitti Uomo fa il pieno di buyer da Germania, Giappone e Spagna

Pitti Uomo è una vetrina internazionale, un appuntamento a cui non bisogna mancare. Questo il ritornello ripetuto dagli espositori intervistati da FashionUnited, alla Fortezza da Basso di Firenze, sede della 96esima edizione di Pitti Uomo, andata in scena dall’11 al 14 giugno con le proposte della moda uomo per la primavera estate 2020.

Pitti Uomo fa il pieno di buyer da Germania, Giappone e Spagna

La moda maschile italiana ha archiviato l’anno 2018 facendo registrare una crescita pari al +2,4 per cento, oltrepassando i 9,5 miliardi di euro.

Una kermesse che ha visto protagonista la moda maschile italiana (aggregato che comprende l’abbigliamento in tessuto, la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle). Il settore ha archiviato l’anno 2018 in area positiva, facendo registrare una crescita pari al +2,4 per cento, oltrepassando i 9,5 miliardi di euro.

Pitti Uomo è una vetrina dove i buyer arrivano e si fermano, magari solo a “curiosare”, perché spesso gli ordini si fanno in showroom, a Milano, o nelle altre capitali europee, ma comunque è un appuntamento da non mancare. Firenze, ma non è una novità di quest’anno, sta diventando una piazza sempre più importante, capace di attrarre marchi internazionali, come Givenchy che ha sfilato tra le piante di Villa Palmieri. Clare Waight Keller, direttrice creativa della maison, ospite d'onore di Pitti, ha evocato Baudelaire, il poeta maledetto de "I fiori del male”, attraverso completi con giacche a tre bottoni o doppio petto, dai volumi ampi.

Altra scelta azzeccata dal management di Pitti Uomo è stato l’omaggio a Karl Lagerfeld che, attraverso un ampio stand nel cortile della Fortezza, ha rievocato il genio dello stilista tedesco con una collezione sportiva, da costumi per uomo e donna, alle sacche da viaggio, alle polo, alle sneakers.

Di grande richiamo, soprattutto per la straordinaria location di piazzale Michelangelo e per i nomi della moda presenti, come le sorelle Bella e Gigi Hadid, la sfilata di LuisaVia Roma, organizzata da Carine Roitfeld, ex direttore di Vogue Francia e ora direttrice di Cr Fashion Group assieme al ceo di LuisaVia Roma, Andrea Panconesi. L’evento ha visto sfilare marchi selezionati dalla Roitfeld, tra questi: Alberta Ferretti, Alexandre Vauthier, Alexander Mcqueen, Alexander Wang, Balenciaga, Balmain, Berluti, Bottega Veneta, Burberry, Christian Louboutin, Christopher Kane, Coach, Dorteymur, Dior, Dior Men, Dsquared2, Fendi, Giambattista Valli, Gianvito Rossi, Giorgio Armani, Gucci, Manolo Blahnik, Marc Jacobs, Margiela, Max Mara, Miu Miu, Moncler, Moschino, Mugler, Rabanne, Prada, Proenza Shouler, Redemption, Roger Vivier, Salvatore Ferragamo, Simone Rocha e Stella Mccartney.

Pitti Uomo fa il pieno di buyer da Germania, Giappone e Spagna

Insomma, eventi “glamour e paillettes” in grado di far parlare di Pitti, in Italia e all’estero. Tornando in Fortezza, sede del salone, ad aspettare gli oltre 30.000 visitatori e gli oltre 18.500 i buyer arrivati a Firenze da 100 paesi esteri, c’erano i nomi del made in Italy, i brand che si sono votati alla sostenibilità, e quelli che hanno scelto di cavalcare la moda con tessuti tecnici, performanti e super leggeri.

Per la primavera estate 2020 Drumohr, marchio scozzese, dal 2006 nelle mani del gruppo italiano, Ciocca, per esempio, ha messo a punto un mix and match di forme classiche, texture elaborate e colori vibranti, vitaminici.

Il pantalone è sempre comodo, sia quello classico, sia quello di ispirazione chinos, di linea carrot o quello, decisamente più informale, con coulisse. Si indossa con giacche di linea rilassata, in maglia o in tessuti di cotone e lino con motivi tartan, riquadri madras, pied de poule o Principe di Galles in gamme pacate e stemperate da finissaggi speciali e sovratinture.

Al debutto, invece, il marchio italiano di sneaker P448. L'etichetta sta progettando il primo monomarca e annuncia l’apertura a nuovi mercati europei e asiatici. Il marchio presenta anche una mini-capsule di sneaker realizzate in pelle riciclata. "Il sell-out ha sempre restituito ottimi risultati e questo è stato il principale driver per la crescita del fatturato. Ora il nostro focus è lavorare sulla brand awareness, attraverso un posizionamento premium e omogeneo, investendo nei touch-point ufficiali, come il sito web e i social network, nonché attraverso pop-up store, negozi e una più capillare presenza su tutti i mercati mondiali", ha affermato Paolo Griffo, amministratore delegato di P448. Nel 2018 il brand ha chiuso a quota 8 milioni di euro (circa +40 per cento rispetto all’esercizio precedente).

Pitti Uomo fa il pieno di buyer da Germania, Giappone e Spagna

Lumberjack ha presentato la collezione Apparel primavera estate 20

Non un debutto ma l’ampliamento della collezione all’abbigliamento per Lumberjack che ha presentato la collezione Apparel primavera estate 20. Camicie e pantaloni completano l'offerta di capispalla e polo. Un progetto che si affianca all’ampliamento della linea sport. “I risultati positivi confermano la richiesta da parte del mercato di un’offerta sempre più ampia, ragione per cui abbiamo pensato al lancio del primo total look Lumberjack”, ha raccontato Erkan Emre, country director del brand.

Parcoats Florence, marchio che ha debuttato durante la scorsa edizione di Pitti Uomo e che è tornato a Firenze in questo caldo giugno, ha presentato la prima collezione estiva e ha siglato un accordo di produzione e commercializzazione con Landi Confezioni.

A partire dalla stagione primavera-estate 2020 l’azienda si occuperà della produzione, completamente made-in-italy, e della distribuzione con licenza mondiale nei mercati focus Europa e Oriente (Corea del Sud, Giappone e Cina) del brand.

Punta su capi spalla in nylon tinto capo e il nylon camouflage effetto old vintage abbinati al taslan per i dettagli, il marchio Blauer Usa. Modelli basic ma identificativi come il bomber, la field jacket, la overshirt e il parka, sono disponibili in molteplici tessuti: il nylon stretch, il neoprene nastrato, la gabardine di cotone.

Il marchio, che chiuderà l'anno superando i 52 milioni di euro di fatturato, realizza il 60 per cento del giro d’affari in Italia e il 40 all’estero, “ma vorrei arrivare a una percentuale del 50 per cento in Italia e del 50 all’estero”, ha spiegato a FashionUnited, Enzo Fusco, presidente della Fgf Industry, azienda che da 16 anni ha la licenza mondiale per la produzione, la distribuzione e la responsabilità creativa di Blauer Usa.

“La sostenibilità è sicuramente nella nostra strategia, anche se devo dire che non c’è ancora una grande sensibilità da parte della clientela”, ha aggiunto Fusco, anticipando che, a breve, il marchio lancerà un piumino totalmente riciclabile, dall’imbottitura, alla zip. L’etichetta produce già una linea in piuma riciclata e in piuma sintetica.

L’Italia è il primo mercato anche per Ahirain, marchio di nicchia specializzato in capi spalla, che chiuderà l’anno raggiungendo il suo primo milione di euro. “Corea, Giappone, Germania e Usa sono altri mercati su cui stiamo puntando”, ha spiegato a FashionUnited, Andrea Pucci, co-fondatore del marchio assieme ai fratelli Azzurra e Giampaolo Morelli.

L’etichetta, che nel 2020 lancerà il suo ecommerce, ha presentato una collezione uomo per la primavera estate 2020 sulle tonalità profonde del blu della laguna, del verde sottobosco delle foreste tropicali, e quelle luminose del giallo e dell’arancio. Volumi comodi e generosi, studiati attorno all’anatomia del corpo maschile e alla necessità di movimento caratterizzano la collezione realizzata in materiali speciali antivento e antipioggia, come il gloss rain, cotone in tinta unita o camouflage abbinato a una pellicola in poliuretano che crea un effetto bagnato; il cotek, cotone con una membrana tecnica a tre strati che garantisce traspirabilità, tinto in capo e spruzzato a mano con giochi di ombre.

Punta sulla circular economy, invece, Save the Duck, marchio animal free per vocazione fin dalla sua fondazione. Il brand ha presentato a Pitti la capsule che celebra la collaborazione con Sea Shepherd, organizzazione per la tutela degli oceani e della fauna marina. La capsule dedicata a Sea Shepherd è composta da parka antipioggia black e navy per l'uomo e bianchi per la donna, felpe e t-shirt che riportano il logo della flotta di Sea Shepherd e i claim condivisi dalle parti: Defend, Conserve - Protect e We respect animals.

Presente a Firenze anche la collezione Recycled, contraddistinta dal logo verde. Il simbolo della collezione è la Circular economy jacket: primo capo prodotto con 100 per cento di materiali totalmente riciclabili. Il tessuto esterno è il Nety: realizzato in nylon 100 per cento riciclato Econyl, fibra ottenuta dalla rigenerazione delle reti da pesca e dal riciclo di nylon. In questo modello anche le zip sono in Nylon 6, l'imbottitura e la fodera, sono completamente riciclabili.

Pitti Uomo fa il pieno di buyer da Germania, Giappone e Spagna

Pitti Uomo ha ospitato 11 designer cinesi

La 96esima edizione di Pitti ha dato anche spazio alla creatività di un mercato che, di anno in anno, è diventato fondamentale per il giro d’affari dei marchi di tutto il mondo e che, a poco a poco, si sta cercando di imporre con etichette locali. La nazione ospite dell’ultima edizione del salone fiorentino, è stata, infatti, la Cina. Sono stati 11 i designer scelti, moti dei quali hanno studiato a Londra, come i designer di Pronounce e di Samuel Guì Yang.

Fondato nel 2016 da Yushan Li e Jun Zhou con sede a Milano e a Shanghai., il marchio spinge i confini del concetto di "gender sharing", mentre Samuel Guì Yang, esprime la passione per la moda concentrandosi sulle modalità in cui permette il contatto o la vicinanza al corpo.

“Il progetto Guest Nation è una delle iniziative di punta della Fondazione Pitti Immagine Discovery per esplorare i nuovi scenari ad alto coefficiente di creatività della moda oggi", ha sottolineato Lapo Cianchi, segretario generale della Fondazione e direttore comunicazione ed eventi speciali di Pitti Immagine.

Insomma, quello offerto da Pitti Uomo quest’anno è stato un mix di marchi ampio, da quelli di nicchia e di ricerca, alle maison che hanno fatto la storia del made in Italy, alle etichette che faranno, probabilmente, la storia della moda dei prossimi anni. Una strategia che ha attirato 30mila visitatori e 18500 compratori da 100 paesi esteri.

“Alcuni importanti mercati sono aumentati, come Francia, Turchia, Hong Kong, Belgio e Russia; altri hanno perso qualche punto percentuale, come Germania, Spagna, Giappone e Stati Uniti e Italia”, ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

Nella classifica dei primi 15 mercati esteri sempre in testa la Germania, seguita da Giappone, Spagna, Regno Unito, Olanda, Francia, Turchia, Stati Uniti, Svizzera, Cina, Belgio, Corea del Sud, Russia, Austria e Hong Kong.

Foto: Save the Duck, dall'ufficio stampa. Blauer Usa, dall'ufficio stampa, Givenchy, ufficio stampa, FashionUnited

 

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