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Pitti Uomo racconta la sostenibilità tra capsule collection, lana, cupro e vintage

Scritto da Isabella Naef

10 gen 2020

Le buone pratiche di riciclo, l'utilizzo di materiali e fibre naturali o il riutilizzo della plastica sono alcuni dei temi affrontati e dibattuti dall'edizione di Pitti Uomo che si chiude oggi alla Fortezza da Basso, a Firenze.

La lotta all'inquinamento ma anche la sostenibilità sociale, ossia l'impegno dei marchi nell'aiutare categorie sociali deboli o svantaggiate, sono all'ordine del giorno di molte imprese e, da qualche tempo, anche di quelle della moda che, a onor del vero, sono state tra le ultime a mobilitarsi su questi fronti.

Oggi una considerevole percentuale degli oltre 1200 marchi presenti a Pitti, di cui il 45 per cento per cento esteri, ha realizzato capsule collection in tessuti riciclati; qualcuno sta provando a utilizzare materiali innovativi come quelli ottenuti dagli scarti di frutta, oppure sta investendo nel sociale e nel welfare di dipendenti e ambiente.

"I materiali naturali hanno un ruolo importante da giocare nell'enorme sfida del cambiamento climatico", ha spiegato, in un video messaggio, Carlo d'Inghilterra

Tra tutti i materiali biodegradabili, come ha ricordato a FashionUnited, Giorgio Todesco, ceo di Marzotto Wool Manufacturing, cui fa capo anche il brand Guabello, la lana la fa da padrona. "Ma quando parliamo di sostenibilità non possiamo non partire dal controllo della materia prima in ingresso, fino allo smaltimento degli scarti di produzione, siamo impegnati nel controllo dell'intera filiera produttiva. Tutte le fibre sono analizzate nei nostri laboratori, per certificarne il rispetto agli standard che il Gruppo Marzotto esige lungo tutta la filiera, dal punto di vista qualitativo, ambientale e di sicurezza", ha detto il ceo.

Per Latorre, azienda pugliese fondata da Michele Latorre nel 1965, presente nel padiglione centrale di Pitti Uomo, la sostenibilità si declina anche capsule collection di capi spalla "Deco" e nell'utilizzo di grucce in cartone riciclato. "Devo dire che i nostri clienti, sia italiani, sia esteri (dei 13 milioni di fatturato del 2019 circa il 60 per cento arriva dall'estero, ndr) sono attenti al look, allo stile più che alle questioni ambientali", ha raccontato a FashionUnited, Alberto Latorre, brand manager dell'azienda.

Non solo gli abiti ma anche i manichini e le grucce diventano eco

Insomma. l'attenzione è sicuramente alta nei confronti dell'ambiente ma, più che da una specifica richiesta dei consumatori finali e dei retailer, l'iniziativa nasce da un senso etico imprenditoriale che porta anche alcune azienda a scegliere grucce, imballaggi e manichini "eco". "Abc Mannequins, per esempio, realizza la propria produzione con una elevata percentuale di materiale organico, che per il 47 è bioresina di alta qualità. Tale resina è composta al 100 per cento da materie prime rinnovabili", ha spiegato a FashionUnited, Marco Bordonaro, direttore commerciale dell'azienda attiva nell'ideazione e creazione dei manichini. "L'utilizzo della bioresina, che assicura anche robustezza, qualità e resistenza, da parte della nostra azienda è arrivata per rispondere alla richiesta di alcune griffe sensibili alle questioni ambientali".

Una tendenza, quello dell'utilizzo di materiali naturali, richiamata anche dal video messaggio di Carlo d'Inghilterra per il progetto Campaign for Wool a sostegno della lana. "I materiali naturali, non provenienti da combustibili fossili, non infiammabili e naturalmente biodegradabili, hanno un ruolo importante da giocare nell'enorme sfida del cambiamento climatico", ha spiegato in un video messaggio Carlo d'Inghilterra, proprio durante la conferenza stampa di apertura di Pitti Uomo.

Il Bemberg, o il cupro, nome con cui è conosciuta la fibra di cellulosa rigenerata ottenuta mediante il procedimento cuprammoniacale, è un altro materiale antistatico e traspirante, prodotto dall'azienda giapponese Bemberg che, nel corso della kermesse fiorentina, ha presentato una collezione moda composta da 8 pezzi commissionata e sviluppata con studenti della Scuola Triennale di Alta sartoria maschile dell’Accademia nazionale dei Sartori di Roma e dai produttori premium di lining Brunello spa., Gianni Crespi Foderami spa, nonché con Manifattura Pezzetti e Tessitura Marco Pastorelli spa.

Riciclo e vintage rendono la moda durevole

Nel dettaglio, Bemberg by Asahi Kasei è un materiale di nuova generazione derivato dalla trasformazione smart-tech dei linter di cotone, attraverso un processo a circuito chiuso tracciabile e trasparente. Oggi Bemberg presenta anche una nuova certificazione di compostabilità. Il report stilato da Innovhub-Ssi ha confermato, infatti, che il filato si disintegra al 100 per cento entro i limiti specificati dalla normativa Uni En 13432, attraverso il processo di compostaggio. Il brand giapponese di fibre di cellulosa rigenerata ha incaricato gli studenti dell'Accademia Nazionale dei Sartori che hanno creato 8 capi di abbigliamento contemporaneo in collaborazione con produttori di lining che hanno offerto jacquard premium e fantasie in colori vivaci che seguono le tendenze stagionali. Tessuti in tinto filo con design contemporanei e d'impatto hanno creato interessanti contrasti con le proposte sartoriali.

Un messaggio che deve arrivare a cliente finale e ai retailer: il look e la sartorialità si sposano anche con i tessuti e le fibre eco, come sottolinea dal 2007 la piattaforma Class, acronimo di Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy, specializzata nell’integrazione di nuovi valori smart all’interno dei prodotti e delle aziende fashion e arredamento. "Questi nuovi valori sono necessari per rivolgersi al nuovo consumatore contemporaneo", ha detto Giusy Bettoni, fondatrice di Class, introducendo un nuovo approccio al design che rappresenta una svolta nella cultura, e consente un nuovo business competitivo e socialmente innovativo.

Gli organizzatori di Pitti Immagine, per l'edizione che si avvia oggi alla fase conclusiva, hanno pensato anche di dedicare uno spazio anche alla sostenibilità con "Think Green, from waste to new materials". Lo spazio ospita un'installazione di Andrea Caputo. Con Land Flag sono stati esposti come un'isola i rifiuti in plastica prodotti in una settimana da uno studio professionale di circa 600 metri quadrati, in cui lavorano sessanta persone, circondati dai materiali che possono risultare dal loro riutilizzo.

In questa sezione sono stati raggruppati anche alcuni marchi che sono nati in un'ottica sostenibile. Tra questi figura Regenesi che ha presentato la collezione Re-Flag. realizzata in collaborazione con la giornalista Michela Gattermayer. La linea è formata da borse shopper e postina. Proposte unisex, nate da una interpretazione contemporanea di un tessuto rigenerato al 100 per cento e proveniente dal riciclo di bottiglie di plastica. Presente anche una linea ottenuta da jeans rigenerato. "Attraverso la collezione “rigenera i tuoi jeans”, ogni cliente può riportare in negozio i propri jeans usati e vederli trasformati in un nuovo accessorio, potendo scegliere fra diversi modelli di borse, uno zaino, un marsupio e una cintura", ha spiegato a FashionUnited, Maria Silvia Pazzi fondatore e ceo di Regenesi, azienda premiata Best performer dell’Economia circolare 2019 nella categoria piccole e medie imprese, La realtà si dedica alla rigenerazione di materiali di post-consumo trasformandoli in oggetti e accessori moda dal design innovativo e completamente sostenibile.

Sulla stessa lunghezza d'onda Kiliwatch Collect.Or, marchio francese che si occupa di riciclo e recupero degli abiti di seconda mano per dare vita a una moda durevole. Nello stesso stand anche l'etichetta italiana Surplus che in primavera sbarcherà con un corner da Coin in piazza Cinque Giornate, a Milano.

Foto: FashionUnited, Bemberg