Rifiuti tessili e sostenibilità al centro della prossima edizione di Ecomondo

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Una immagine dell'area tessile e riciclo di Ecomondo Credits: Ecomondo
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La gestione dei rifiuti tessili e la normativa che dal 19 luglio vieta ai marchi di abbigliamento di bruciare le scorte in eccesso o 'distruggerle' in alcun modo, è un tema che verrà approfondito durante la 29esima edizione di Ecomondo, in programma dal 3 al 6 novembre, alla Fiera di Rimini.

A questo proposito va ricordato che in Europa si stima che ogni anno venga distrutto tra il 4 e il 9% degli abiti invenduti prima ancora che siano stati indossati. Secondo i dati della Ue questo spreco genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di Co2, quasi l'equivalente delle emissioni nette totali della Svezia nel 2021.

Per affrontare il problema a Bruxelles è stato, quindi, ideato uno strumento nell'ambito del Regolamento sulla Progettazione ecocompatibile (Espr): il divieto sulla distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti.

Il divieto è accompagnato da un obbligo di rendicontazione: a partire da febbraio 2027, infatti, le grandi aziende dovranno rendere pubblico, in un formato standard, il numero di prodotti invenduti che eliminano e il loro destino (come riciclo o smaltimento in discarica).

Si tratta di temi all'ordine del giorno per molte aziende, motivo per cui, come ha spiegato a FashionUnited Eleonora Rizzuto, membro del Comitato tecnico scientifico di Ecomondo e fondatrice e presidente dell’Associazione italiana per lo sviluppo dell’economia circolare (Aisec), Ecomondo ha promosso un'integrazione crescente del tema tessile all'interno della fiera negli ultimi dieci anni. Questo impegno si è concretizzato anche attraverso l'istituzione di un padiglione dedicato esclusivamente al tessile e l'organizzazione di convegni focalizzati sull'Extended producer responsibility (Epr).

Eleonora Rizzuto, membro del Comitato tecnico scientifico di Ecomondo e fondatrice e presidente Aisec Credits: Ecomondo

Il padiglione dedicato al tessile si configura come hub internazionale per tutta la filiera, in un momento storico decisivo per l’implementazione delle nuove normative europee legate alla sostenibilità del comparto. Il settore, inoltre, può contare sul supporto di associazioni europee come Euric ed Euratex, oltre che dei consorzi e delle associazioni italiane specializzate.

Inoltre, Ecomondo lavora con le principali associazioni di Paesi europee come Spagna, Portogallo, Uk, Francia, Bulgaria ma anche Bangladesh per ospitare in fiera delegazioni di buyer internazionali profilate.

Rizzuto ha anticipato a FashionUnited anche qualche suggerimento pratico destinato ai marchi che intendono migliorare la propria sostenibilità. "Raccomando un'analisi rigorosa, ossia un audit, della filiera produttiva per tracciare con precisione l'origine dei materiali". Le pratiche suggerite includono l'adozione di un ecodesign avanzato e la gestione dell'invenduto attraverso il riuso o la donazione a enti benefici, tra cui associazioni che collaborano con le carceri o donne in difficoltà.

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