White Milano porta in città creatività, marchi internazionali e proposte fresche
loading...
L'edizione di White Milano appena conclusa ha accolto 450 marchi. La kermesse storica, nata oltre 20 anni fa, andata in scena a Milano, in zona Tortona, dal 24 al 27 settembre, ha contato sulla presenza di oltre 300 top buyer e su una superficie espositiva ampliata: alle storiche location T 27 e T 54 si sono aggiunte il T 35, che ha ospitato On the beach, progetto dedicato al resortwear, e il T 31, che insieme al T 54 è la sede della nuova area More, dedicata ai mondi beauty, lifestyle e design.
Al debutto anche un nuovo progetto di aggregazione del Tortona fashion district, attraverso un programma diffuso di eventi aperti alla fashion community con musica, pop up, esperienze e momenti di intrattenimento che animeranno il distretto ogni giorno, dal primo pomeriggio in avanti. "Un palinsesto pensato per prolungare l’esperienza della fiera oltre l’orario espositivo, trasformando il quartiere in uno spazio di incontro, marketing e networking diffuso per gli espositori, i buyer e tutta la fashion community, che anima la settimana della moda milanese", ha sottolineato Massimiliano Bizzi, fondatore di White.
Tra i progetti presentati in fiera anche quello del gruppo tessile internazionale Keqiao che ha portato alla kermesse una selezione di 15 marchi già protagonisti del calendario di Milano fashion week, a conferma del ruolo del salone come hub di incontro tra i più dinamici scenari creativi globali. Tra i marchi protagonisti di questa sezione Alberto Zambelli, Angelo, Massimo Foroni, Oliva, Puremono e Yinan Group.
"L’incontro tra Keqiao e Milano segna un passo decisivo nel superamento dei tradizionali ruoli di filiera, trasformando il rapporto bilaterale in un'autentica partnership creativa. In questo scenario, l’eccellenza del design e il know-how sartoriale italiano si fondono con l’avanguardia tecnologica, la ricerca tessile e la capacità industriale cinese", hanno sottolineato gli organizzatori.
Non si tratta di una semplice contaminazione estetica, ma di una cooperazione strategica che mette in rete due patrimoni manifatturieri e culturali straordinari. Milano si riconferma così l'hub ideale per accogliere e proiettare sui mercati internazionali la nuova identità stilistica dei brand di Keqiao, dimostrando come il dialogo tra Italia e Cina sia in grado di generare valore, nuove opportunità commerciali e un linguaggio della moda contemporaneo e globale.
Il T 54 di White Milano ha ospitato tre nuove sezioni
Il T 54 di White Milano ha ospitato tre nuove sezioni: Nuvola, dedicata agli accessori moda, Box, nuovo hub urban focalizzato su streetwear, activewear e denim e More dedicato al mondo beauty, al lifestyle e al design. Il progetto è stato pensato per coinvolgere sia gli operatori del settore, sia il pubblico dei trend follower, contribuendo a rafforzare il ruolo del Tortona district come destinazione internazionale durante la Milano fashion week.
Guest designer di White è stato il marchio del designer Alessandro Enriquez che ha presentato il suo lifestyle ironico e sofisticato in un’area interamente ispirata al mood del brand.
In scena una collezione colta e pop, cosmopolita e universale, capace di farci entrare in una macchina del tempo e del luogo anche senza muoversi. In questo Olimpo d'amore trovi di tutto: Tersicore che danza da un'anfora a una gonna, la conchiglia di Venere che diventa un segno grafico, le classiche righe estive che sottolineano la parola “amore” in greco, un'onirica visione di Santorini e un'ironica versione della casa degli dei. I disegni si muovono con il corpo che li indossa e le parole sono segni grafici o messaggi.
Le forme sono semplici e contemporanee con tutti i tagli di pantaloni che si possono desiderare dal capri al palazzo, con le gonne pencil oppure a ruota, cortissime ma anche longuette e senza riferimenti al peplo tranne in alcuni abiti da sera monospalla o con la linea a colonna che scivola dallo scollo all'americana.
Al salone anche una collaborazione con ApexBrasil
Interessante anche la collaborazione con ApexBrasil, Agenzia brasiliana per la promozione delle esportazioni e degli investimenti, infatti, porta nel cuore del sistema internazionale della moda una rappresentazione articolata del fashion system brasiliano, dalla dimensione creativa e progettuale alla filiera tessile e dell’abbigliamento.
Dal 24 al 27 settembre 23 brand brasiliani hanno partecipato a White attraverso Fashion label Brasil
Una presenza trasversale che ha attraversato differenti segmenti della moda.
"Milano rappresenta un passaggio strategico nel percorso di internazionalizzazione della moda brasiliana: un'opportunità per ampliare la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali e metterle in relazione con buyer, partner e opinion leader", ha affermato Maria Paula Velloso, business director di ApexBrasil, in una nota. "Il Brasile possiede un patrimonio straordinario di creatività, diversità, know-how e capacità di innovazione. Il nostro obiettivo è contribuire a trasformare questo patrimonio in valore aggiunto, nuove opportunità di business e una presenza sempre più competitiva sui mercati globali, valorizzando al tempo stesso la sostenibilità come uno degli elementi qualificanti della nostra offerta".
Hidn-Ander ha presentato un progetto che mette in dialogo prodotto, fotografia e cultura contemporanea
Al centro dell’installazione, Starless Rainbow, una delle espressioni più immediate del principio creativo che guida il brand di sneaker: il Clash of cultures. Per Hidn-Ander, infatti il Clash of cultures è il punto in cui culture, generazioni, identità, linguaggi e archetipi differenti entrano in relazione, mantenendo la propria individualità e dando origine a qualcosa di nuovo. "È da questa contaminazione che nasce il linguaggio del brand: codici e riferimenti provenienti da mondi diversi vengono reinterpretati e messi in dialogo per dare vita a prodotti contemporanei, essenziali e riconoscibili", ha spiegato il direttore creativo Alessandro Viganò.
"Con Starless Rainbow, questa visione assume anche una dimensione simbolica. L’arcobaleno diventa metafora di una pluralità capace di convivere: colori distinti che, insieme, danno origine a un unico segno. Un riferimento alla pace e, allo stesso tempo, una riflessione più ampia su identità, genere, culture e generazioni", ha aggiunto Viganò.
Ad accompagnare il progetto a White anche una selezione di fotografie di Alex Majoli, costruita a partire dal suo archivio e letta attraverso la stessa idea di incontro e contaminazione. Culture e sottoculture, età, origini, generi e modi di vivere differenti condividono lo stesso spazio. Le immagini non rappresentano la diversità in modo didascalico, ma raccontano quei momenti in cui mondi apparentemente lontani entrano in contatto.
Fondato nel 2019 dal creative director Alessandro Viganò, Hidn-Ander è oggi parte di Giano, realtà italiana fondata nel 1946 e guidata da Enrico Paniccià, rappresentante della terza generazione della famiglia fondatrice. L’ingresso nel gruppo apre una nuova fase di sviluppo per il brand, mantenendo al centro il suo principio creativo originario: costruire prodotti attraverso l’incontro tra culture, linguaggi, archetipi e discipline differenti.
E' tornato a White anche Ibeliv: il marchio che impiega 4mila artigiane in Madagascar
Fondato da Liv Ramanandraibe 13 anni fa, il brand ha presentato a White i nuovi caftani. "Sono in cotone, ricamati e disponibili nella versione corta o lunga. Rappresentano la novità della prossima primavera estate", ha raccontato Ramanandraibe.
La storia di questa etichetta di accessori, soprattutto borse, è legata alla versatilità e alla naturalezza della rafia, materiale presente in Madagascar. "La rafia è un materiale che cresce unicamente in Madagascar, abbiamo una vegetazione molto ricca e particolare. Io, che mi sento un ambasciatore del mio Paese, ho pensato che attraverso Ibeliv avrei potuto fare del bene alle persone del territorio, alla gente, alla natura e far crescere l'economia". La sede del brand si trova in Francia, ad Avignone.
Ricerca dei materiali anche per Once Milano presente al padiglione T27. Accanto alla collezione di capi resort, l'etichetta ha esposto anche alcuni prodotti dell'universo homeware, cuore storico del brand. Coperte, lenzuola, tovaglie, tovaglioli, teli bagno e complementi in lino raccontano una filosofia fondata sulla qualità dei materiali, sull'artigianalità, sulla semplicità delle forme e su un modo autentico e rilassato di vivere gli spazi quotidiani.
È da questa stessa visione che è nata la collezione resort: capi per donna e per uomo facili da indossare, materiali naturali, forme essenziali e una libertà d’uso che accompagna i diversi momenti della giornata, dentro e fuori dagli spazi domestici, in città come in vacanza. Accanto ad alcuni capi iconici della collezione precedente, come i top Positano e Marrakech, sono stati introdotti nuovi elementi per presidiare con naturalezza tutte le aree del vestire: dalla gonna al pareo, dall’abito ai pantaloni e gli short.