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Adidas: nel 2021 oltre il 60 per cento dei prodotti realizzato con materiali sostenibili

Scritto da Isabella Naef

30 dic 2020

Adidas spinge l'acceleratore sulla sostenibilità. Nel 2021, per la prima volta, più del 60 per cento di tutti i prodotti Adidas saranno realizzati con materiali sostenibili come il poliestere riciclato o il cotone coltivato in modo sostenibile. I consumatori possono riconoscerli facilmente grazie alle etichette "Primeblue" e "Primegreen", introdotte nel 2020. Il grande obiettivo dell'azienda di articoli sportivi è di porre fine alla crisi globale della plastica e, con essa, ai rifiuti plastici. Per questo motivo, a partire dal 2024, l'azienda passerà a utilizzare solo poliestere riciclato. Dal 2018 il marchio utilizza esclusivamente cotone sostenibile.

"La sostenibilità è parte integrante della filosofia aziendale di Adidas. Abbiamo continuato a investire in iniziative di sostenibilità durante la pandemia del coronavirus e nel 2021 amplieremo in modo significativo la nostra gamma di prodotti sostenibili. A tal fine, per esempio, abbiamo lavorato con i nostri fornitori per creare le strutture che consentono di lavorare materiali riciclati su larga scala. Il nostro impegno non solo rende Adidas più sostenibile, ma guida anche lo sviluppo dell'intero settore", ha sottolineato il ceo Kasper Rorsted in un comunicato stampa.

Dal 2015 l'azienda collabora con l'organizzazione ambientale Parley for the Oceans

Dal 2015 l'azienda collabora con l'organizzazione ambientale Parley for the Oceans. Nel 2021, Adidas mira a produrre 17 milioni di paia di scarpe con i rifiuti di plastica riciclata raccolti dalle spiagge e dalle regioni costiere, dopo più di 15 milioni nel 2020.

"Per Adidas, sostenibilità significa usare meno plastica e meno materiali animali", promette il gigante dell'abbigliamento sportivo. Nel 2020, il marchio ha lanciato versioni vegan di diversi classici come le Stan Smith, che sono diventati rapidamente bestseller. Inoltre, insieme ai partner, l'azienda sta sviluppando un nuovo materiale, un'alternativa di pelle puramente biologica a base di micelio, e lo utilizzerà per la prima volta nella creazione di calzature.

Ma l'azienda si concentra anche sulla sostenibilità al di là dei suoi prodotti: Adidas sta lavorando con i suoi fornitori per raggiungere la neutralità climatica in tutto il mondo e nell'intera catena di fornitura entro il 2050. Per le proprie attività, l'azienda si affida a sistemi fotovoltaici con una capacità installata di 1,4 megawatt che generano elettricità verde.

In autunno Adidas ha emesso obbligazioni green del valore di 500 milioni di euro con scadenza a otto anni che saranno quotate alla borsa del Lussemburgo. Il bond da 500 milioni di euro ha una durata di otto anni. "Dopo i primi collocamenti obbligazionari come emittente con rating investment grade all'inizio di questo mese, l'odierna offerta (del 29 settembre, ndr) di obbligazioni di sostenibilità segna un'altra pietra miliare per la nostra azienda", spiegava, in una nota, il chief financial officer di Adidas, Harm Ohlmeyer. "Il ricavato contribuirà a finanziare le iniziative ambientali e sociali di Adidas, poiché ci impegniamo a continuare a costruire la nostra leadership nel settore della sostenibilità".

I progetti sostenibili ammissibili riguardano investimenti in materiali e processi più sostenibili e iniziative che hanno un impatto positivo sulle comunità. Nel dettaglio, specifica il management, i proventi dell'offerta saranno utilizzati in conformità con la nuova struttura di obbligazioni di sostenibilità. I progetti sostenibili ammissibili riguardano investimenti in materiali e processi più sostenibili e iniziative che hanno un impatto positivo sulle comunità. In particolare, ciò include l'acquisto di materiali riciclati per prodotti di origine sostenibile, investimenti nella produzione di energia rinnovabile e in edifici efficienti dal punto di vista energetico, nonché varie iniziative per creare un cambiamento duraturo per le comunità sottorappresentate.

Adidas figura nei primi posti del Fashion transparency index, un report annuale che analizza la capacità dei principali marchi di moda di tutto il mondo di divulgare informazioni credibili sulla propria catena di fornitura. Ai primi posti della classifica figura H&M che ha totalizzato un punteggio del 73 per cento, seguito da C&A al 70 per cento e dalla coppia Adidas e Reebok al 69 per cento. Subito dopo figurano Esprit, Marks & Spencer, Patagonia, The North Face, Timberland, Vans Wrangler. Segue Puma, Asos e, al decimo posto, Converse/Jordan/Nike.

Pubblicato da Fashion Revolution, dal 2013 il Fashion transparency index analizza il livello di trasparenza di 200 grandi marchi e retailer di abbigliamento, valutando cinque categorie: l’aderenza a impegni ambientali e sociali, la governance delle policy ambientali e sociali, la tracciabilità della catena di fornitura, il controllo e l’intervento sui fornitori e la capacità di trattare temi specifici come la gestione dei rifiuti, la libertà di associazione o l’uso di materiali sostenibili.

Foto: Adidas media centre