Al via oggi, a Milano, le presentazioni delle collezioni uomo
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Al via oggi la Milano fashion week men’s collection che presenterà le collezioni per l'autunno inverno 2026-2027. La kermesse è in programma dal 16 al 20 gennaio. In calendario per questa edizione 84 appuntamenti: 19 sfilate, 7 digitali, 39 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 15 eventi.
Saranno presenti per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate Domenico Orefice, Ralph Lauren e Victor Hart.
Per la prima volta nel calendario delle sfilate digitali, che si svolgeranno martedì 20 gennaio, Absent Findings, Ajabeng, Kente Gentlemen, Raimondi, State of Chaos e Subwae. Ritornano in calendario sfilate Zegna e Dsquared2.
Tra le new entry in calendario figura Bottega Bernard, Dunhill, K-Way, Oakley, Salvatore Santoro e Stone Island.
Ritorna in calendario presentazioni anche il marchio fiorentino Ferragamo. Tra gli altri marchi conosciuti a livello internazionale, Brunello Cucinelli presenterà la collezione oggi, venerdì, così come Bikkembergs, Paul Smith sfila sabato, Prada domenica e Giorgio Armani sfilerà lunedì in mattinata.
Inoltre, anche per questa edizione Fondazione Sozzani diventa lo spazio di Cnmi dedicato alla Men’s fashion week, con l’obiettivo di sostenere e promuovere i designer della nuova generazione. Al suo interno sfileranno, tra gli altri, Pronounce e Simon Cracker
Questa edizione vede anche la celebrazione del 25esimo anniversario di Blauer, il decimo di Pronounce e il quinto di Marcello Pipitone-Bonola.
Il commercio mondiale di prodotti tessili e di abbigliamento resta debole
La fashion week che parte oggi, e quella dedicata alla donna di febbraio, potranno dare un'idea più concreta dei cambiamenti in atto nel mondo della moda e dell'andamento economico di questa industria.
Nel terzo trimestre del 2025 il fatturato dei settori “core” della moda italiana (tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature) è finalmente tornato a crescere, dopo 8 trimestri consecutivi di calo. Questi alcuni dei dati di Fashion economic trends diffusi da Camera della moda a dicembre 2025.
Continua invece a essere negativo, per il terzo trimestre consecutivo, l’andamento del fatturato nei settori collegati (gioielli, bigiotteria, beauty e occhialeria), soprattutto a causa della debolezza nei mercati di gioielli e occhialeria.
Il miglioramento nei settori “core” ha permesso di contenere il calo complessivo del settore al -3% nei 9 mesi, rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’andamento dei prezzi industriali (prezzi di sell-in dei negozi) resta molto debole, in calo nella filiera tessile e sostanzialmente stabile, ma con un leggero segno positivo, nell’abbigliamento e nelle calzature. Restano invece in crescita nella cosmesi e anche nella gioielleria (+9,1%) malgrado il calo del fatturato.
Gli ultimi dati forniti dall’Istat relativi al mese di ottobre mostrano un andamento delle vendite al dettaglio con forti diversificazioni. I dati positivi riguardano le vendite di prodotti della profumeria e della cura della persona, che crescono del 4,2% e dell’abbigliamento +1,4%, leggermente negativi invece le vendite di gioielli e calzature.
Il commercio mondiale di prodotti tessili e di abbigliamento resta debole e meno vivace rispetto agli altri settori manifatturieri. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del -4.4%, nei primi 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo ha interessato sia i settori “core” (-3,2%) che quelli collegati (-7,0%). La dinamica verso i paesi extra-UE è stata significativamente peggiore della media (-9%).
Le importazioni sono invece in crescita sia nei settori “core” (+6,3%), malgrado la stagnazione delle vendite al dettaglio, che in quelli collegati (+2,5%). Le importazioni dalla Cina (+11,8%) sono in crescita, in linea con il generale recupero dell’export cinese sui mercati mondiali.
Il saldo commerciale complessivo nei primi 8 mesi del 2025 è stato positivo per 26,7 miliardi, ma in diminuzione di 4,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024.024.
I dati sull’andamento del commercio mondiale di merci (fonte Unctad) sono disponibili per il primo semestre del 2025. I dati mostrano una ripresa nel secondo trimestre, malgrado il persistere di pressioni depressive sui prezzi dopo la battuta d’arresto del primo. Le stime sull’andamento dei flussi commerciali di tessile e abbigliamento mostrano, tuttavia, una dinamica meno vivace rispetto agli altri settori industriali. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del -9% nei primi 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo ha interessato sia i settori “core” (-3,2%) che quelli collegati (-7,0%).
La previsione della dinamica del fatturato dell’industria italiana della moda per il 2025, sulla base dei dati disponibili fino al terzo trimestre, sconta il permanere di fattori negativi sui mercati internazionali, debolezza delle esportazioni verso la Cina e gli Stati Uniti e alcuni paesi dell’Ue, ma è sostenuta da una stabilizzazione del mercato interno e dei prezzi.