Anche Inditex rinuncia alla lana d'angora

Dopo Lacoste (vedi FashionUnited del 9 dicembre) anche Inditex non utilizzerà più la lana d'angora. Si allunga così la lista di Peta, fondazione il cui acronimo è People for the ethical treatment of animals, dei rivenditori che non vendono angora.

Tra gli altri marchi che non utilizzano più questo materiale figurano & Other Stories, Accessorize, Burton, Calvin Klein, Cheap Monday, Coast, Cos, French Connection, Gap, H&M, House of Fraser, Lidl, Mango, Marks & Spencer, Miss Selfridge, Monki, Monsoon, Primark, Puma, Quicksilver, Stella McCartney, Tommy Hilfiger, Topshop, Uniqlo, Van Heusen, Victoria's Secret e Yumi International.

Peta invita Benetton a imparare dall'esperienza di Lacoste

Il gigante tessile spagnolo Inditex, proprietario di Zara, ha rinunciato a vendere vestiti di lana angora, come ha sootolineanto un portavoce dell'azienda, aggiungendo che la decisione è legata al maltrattamento di conigli in Cina.

Presente in 88 paesi attraverso i suoi marchi ( tra cui Zara, Bershka, Stradivarius, Massimo Dutti, Oysho), l'azienda ha smesso di vendere questi prodotti "l'anno scorso", ha detto il portavoce. "Sono stati ritirato dai negozi di prodotti angora che erano soprattutto nella collezione autunno-inverno dello scorso anno", ha aggiunto.

Questa decisione è stata presa dopo il lancio, nell'autunno 2013, della campagna di Peta che ha denunciato la produzione di questo tipo di lana.

"La produzione di angora è crudele, e Peta invita i pochi rimanenti rivenditori, tra cui Benetton, a imparare dall'esperienza di Lacoste e a dimostrare che la crudeltà verso gli animali non trova posto nei loro negozi".

 

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