Brexit, guerre tariffarie ed eco-moda guidano il cambiamento strategico alle "Big four fashion week"

New York – Con quattro importanti settimane della moda (New York, Londra, Milano, Parigi) che si sono appena concluse, FashionUnited fa il punto della situazione per vedere come si stanno adattando a un'industria in continua evoluzione e un'economia politicamente complessa.

Gli investitori spesso si chiedono quanto siano importanti questi eventi costosi e occasionali in un'epoca in cui il modo in cui le persone acquistano e connettono con i marchi è drammaticamente cambiato. Una sfilata di moda in una delle principali settimane può facilmente costare da 300.000 dollari a 1 milione di dollari, una volta presi in considerazione i costi di modelli, scenografia, illuminazione, suono e tutti gli altri elementi. Per coloro che investono in aziende di moda, potrebbe essere davvero difficile vedere l’utile sul capitale investito.

Nyfw: più breve, più tecnologica e rinnovata attenzione sui designer internazionali

Le due settimane della moda newiorchesi tenute annualmente a febbraio e settembre rappresentano ogni anno quasi 900 milioni di dollari di impatto economico, secondo l'analisi del New York Economic Development corporation.

La settimana della moda di New York langue negli ultimi anni, come hanno notato gli esperti dell'industria, a causa di una stagione che ha segnato un cambiamento ideologico e di deisgner che hanno messaggi più profondi. Il "Wall Street Journal" sottolinea come l’opposizione ai pregiudizi culturali, all'esperienza di essere neri in America, la celebrazione dei corpi sinuosi e ogni età della donna siano stati tutti i temi principali quest'anno.

Nel frattempo, sia le prime file, sia il backstage hanno fatto eco a preoccupazioni riguardo a come le tariffe commerciali e le crescenti tensioni tra gli Usa e la Cina, Brexit e i cambiamenti comportamentali economici da parte dei consumatori possano influenzare il settore.

Come spiegato dall'esperto del settore Cameron Silver (fondatore di Decades and fashion director di H by Halston e H Halston) in un'intervista a Forbes, “La Nyfw e l'industria della moda in generale sono nel mezzo di una crisi esistenziale. Il modo in cui le giovani generazioni consumano in un'economia condivisa pone enormi sfide e le sfilate di moda interessano più i consumatori come facevano una volta. Le connessioni viscerali con le fashioniste sono attualmente uno dei modi più efficaci per creare relazioni transazionali. I consumatori vogliono conoscere i creatori degli articoli che acquistano e i social media hanno creato una piattaforma che offre trasparenza e accesso ".

Londra: la Brexit domina tutti i discorsi dietro le quinte

L'industria della moda vale oltre 32 miliardi di sterline per l'economia del Regno Unito. Fonti ufficiali sottolineano che la London fashion week (Lfw) genera 100 milioni di sterline in ordini di abbigliamento su base annuale e impiega una forza lavoro internazionale che comprende oltre 10,000 dipendenti europei.

Questo è esattamente il motivo per cui la Brexit rappresenta un rischio reale. Se non viene raggiunto alcun accordo, fonti di mercato anticipano un esodo di designer (il 90 per cento dei deisgner ha votato per rimanere nell’Ue, come ricorda l’ “Indipendent"). Inoltre, il British Fashion council (Bfc) afferma che gli aumenti di tariffa sui produttori, tessuti e importazioni potrebbero costare all'industria 900 milioni di sterline.

Parigi:

Durante il calvario di 9 giorni (Parigi è la settimana della moda più lunga tra le quattro principali), le fonti di mercato calcolano in media 10.3 miliardi di euro di vendite. Secondo la Fédération De La Haute couture et de la mode, la settimana della moda di Parigi è una forza trainante nell'economia della capitale francese, con 1.2 miliardi di euro generati all’anno.

Oltre 300 sfilate si svolgono ogni anno e vi si tengono 27 fiere professionali con oltre 14000 espositori. La metà dei marchi presenti sono stranieri, mentre qusta percentuale sale fino al 75 percento per i marchi presenti alle fiere.

Milano: il "made in Italy" genera oltre 37 milioni di euro per stagione

I dati disponibili al pubblico mostrano che, sebbene la settimana della moda di Milano attiri meno visitatori di Parigi, New York e Londra, questi spendono in media di più rispetto agli altri eventi, con quasi 2,000 euro di spesa individuale. Ciò significa che l'economia locale aggiunge circa 37 milioni di euro a stagione.

In particolare, la piattaforma di ecommerce business to consumer di Alibaba Group, Tmall, ha portato i designer cinesi emergenti all'ultima edizione della settimana della moda di Milano, per continuare a lanciare il suo progetto "China Cool" nelle capitali della moda nel mondo. Tmall collabora con la New York fashion week dal 2017, ma questa è la prima volta che è in passerella a Milano, uno degli appuntamenti più attesi del settore della moda in tutto il mondo, ha affermato Christina Fontana, direttrice di Fashion and Luxury Europe presso l’Alibaba group.

Miuccia Prada è stata la prima a percorrere la passerella di Milano, impostando il tono della fashion week italiana: inclusione, eco-coscienza e una priorità dello stile rispetto alle tendenze sono al centro della visione del colosso della moda italiana. Come evidenziato da "The Guardian", Prada ha aperto lo show mostrando di avere un nuovo modo di pensare.

L'evento si tiene dal 1958 e ogni stagione attira oltre 22.000 visitatori. I principali marchi italiani sono a capo dell'evento, ma anche i designer emergenti hanno l'opportunità di promuovere i loro marchi.

Immagini: Charlie Kwai. Crediti: Bora Aksu, London Fashion Week Official.

 

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