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Dall'Intrecciato di Bottega Veneta, marchio registrato, al rifiuto dell'Ufficio brevetti Usa di quello di Naghedi

La distintività nel diritto dei marchi della moda dipende dalla percezione del consumatore. La riconoscibilità visiva è necessaria, ma non sufficiente
Moda
Bottega Veneta Ss 26 Credits: Launchmetrics/spotlight
Scritto da Isabella Naef

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Naghedi, brand di borse made in Usa, fondato da Sara Naghedi nel 2016, al momento molto in voga tra le celebrità come Jennifer Lawrence, Jessica Alba, e il marchio italiano, che fa capo a Kering, Bottega Veneta, riconosciuto per il suo motivo Intrecciato, sono due casi da manuale in tema di proprietà intellettuale.

Nel 2025 Bottega Veneta, ha festeggiato il 50esimo anniversario dell'Intrecciato, la lavorazione che caratterizza il brand fondato a Vicenza nel 1966. La tecnica dell'intrecciato utilizza lunghe fettucce di pelle che vengono intrecciate in diagonale su una base di pelle, invece del comune motivo verticale. Ne consegue una struttura più morbida. Bottega Veneta che nelle sue prime campagne pubblicitarie dichiarava: "la gente riconosce una Bottega appena la vede. Così abbiamo messo il nostro nome solo all'interno delle borse".

Le borse di Naghedi, amate da celebrità come Jennifer Lawrence, Jessica Alba, sono caratterizzate da neoprene intrecciato

Parte della ragione per cui le borse Naghedi sono diventate un oggetto di culto è la loro varietà di stili. Offrono una gamma di silhouette che include borse shopper, hobo, tracolle, ma anche pochette e beauty case. Molti dei modelli iconici, tra cui la St. Barts e la Tulum, sono disponibili nelle varianti petite, small, medium e large, oltre a una vasta gamma di colori intensi e divertenti motivi a doppia trama. I prezzi delle borse vanno dai 284 euro del modello Soho Envelope crossbody, ai 294 euro della Gramercy bucket.

Ma torniamo alla proprietà intellettuale e soprattutto al perchè l'intreccio di Bottega Veneta è un marchio registrato dal maggio del 2013 (nel dettaglio la registrazione per la Classe 18, borse, articoli in pelle, è stata ufficializzata il 13 maggio 2014) e quello di Naghedi no, almeno non ancora.

Recentemente, infatti, l'Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (Uspto), ha respinto la domanda di Naghedi di registrare il suo motivo in neoprene intrecciato. L'intreccio di Bottega Veneta, invece, è stato registrato.

Come scrivono gli esperti della piattaforma Lux Juris, entrambi i marchi si affidano alla tessitura come elemento centrale della loro identità visiva, costruendo il riconoscimento attraverso la texture, la ripetizione e la coerenza dei materiali. "I diversi esiti riflettono un principio cardine della dottrina dei marchi: il design è protetto solo laddove i consumatori lo percepiscano come indicatore della provenienza dei beni, e non semplicemente come parte dell'estetica di un marchio", sottolinea Lux Juris.

Insomma, l'intrecciato di Bottega Veneta consiste in una precisa configurazione di sottili strisce di pelle, intrecciate secondo un angolo definito e applicate costantemente su tutti i prodotti in pelle del marchio. In questo caso l'intreccio non è accompagnato da loghi o marchi denominativi, ma opera invece come un identificatore visivo autonomo. Tanto per avere una idea dei prezzi delle borse di Bottega Veneta la tracolla modello Giorno costa 2900 euro, il modello Andiamo, piccola con catena, costa 4300 euro.

Bottega Veneta, Ss 26 Credits: Launchmetrics/spotlight

L'Uspto inizialmente trattò l'Intreccio di Bottega Veneta come ornamentale e sollevò preoccupazioni di "funzionalità estetica", basandosi sul fatto che la pelle intrecciata è una tecnica di design comune. In appello il Trademark trial and appeal board ha accettato che, nel contesto dell'effettivo uso sul mercato, l'intrecciato aveva acquisito la capacità di fungere da marchio identificativo della fonte.

Questa conclusione, aggiungono gli esperti di Lux Juris, è stata supportata da diversi fattori, tra cui l'uso costante dello stesso Intreccio in tutte le linee di prodotti, il riconoscimento da parte della stampa e dell'industria dell'intreccio come caratteristica distintiva di Bottega Veneta, materiali di marketing che posizionano l'intreccio come elemento centrale del brand e l'uso limitato della stessa configurazione da parte dei concorrenti. Insieme, questi elementi hanno sostenuto l'idea che l'intreccio fosse andato oltre la semplice decorazione e fosse arrivato a operare come un "trade dress" (immagine commerciale) capace di fungere da marchio.

Il motivo in neoprene intrecciato di Naghedi è formato da cinghie sottili e uniformi sulle sue borse. Sebbene sia centrale per i prodotti del marchio, non è stato possibile dimostrare che fungesse da identificatore della fonte.

Una borsa del marchio amato dalle celebrità Naghedi Credits: Naghedi, via Facebook

L'Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti ha concluso che i consumatori avrebbero probabilmente percepito il motivo come un design decorativo di superficie piuttosto che come un indicatore di provenienza. "Questa valutazione è stata influenzata dalla prevalenza di design simili in neoprene intrecciato su tutto il mercato, il che ha reso difficile trattare il motivo come visivamente esclusivo", spiega Lux Juris.

Il diritto dei marchi non protegge il design fine a se stesso. Protegge il design solo nella misura in cui opera come segno di origine.

L'Ufficio ha identificato diversi fattori rilevanti per la sua valutazione, tra cui la natura generica della tecnica di intreccio, l'ampio uso da parte di terzi e l'assenza di una configurazione sufficientemente distintiva che collegasse il motivo specificamente a Naghedi. In questo contesto, il design è stato caratterizzato come ornamentale piuttosto che distintivo ai fini della registrazione del marchio.

Inoltre, la stesura della domanda ha giocato un ruolo nel determinare gli esiti dell'esame. La registrazione di Bottega Veneta si è basata su una descrizione dell'intreccio definita in modo restrittivo, specificando l'orientamento e il metodo di interlacciamento. Ciò ha permesso all'Uspto di valutare il marchio come una configurazione specifica piuttosto che come un concetto di design generale.

La domanda di Naghedi, secondo Lux Juris, rivendicava un ampio motivo intrecciato ripetuto senza identificare chiaramente caratteristiche strutturali distintive. Ciò ha reso più difficile distinguere il design rivendicato dai comuni stili intrecciati presenti sul mercato. In generale, rivendicazioni ampie su elementi di design ampiamente utilizzati hanno maggiori probabilità di incontrare obiezioni basate sull'ornamentalità e sulla mancanza di distintività.

Bottega Veneta
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Naghedi