E' stata recepita la direttiva Ue sul greenwashing
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Entra in vigore il 24 marzo 2026 il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 recante “Attuazione della direttiva (Ue) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/Ce e 2011/83/Ue per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2026.
Le disposizioni del decreto si applicheranno a decorrere dal 27 settembre 2026
Il provvedimento rafforza tutele e strumenti contro le pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti, i cosiddetti “green claims” ingannevoli, e introduce nuove modalità di informazione chiara e verificabile a beneficio dei consumatori.
In pratica, come sottolineano gli esperti di TuttoAmbiente, il decreto amplia l’elenco delle pratiche commerciali vietate, aggiornando il d.lgs. n. 206/2005 (Codice del consumo). Sono considerate scorrette e sanzionate le affermazioni ambientali generiche o ingannevoli, quando tali dichiarazioni non siano attendibili, comparabili e verificabili.
La normativa prevede anche regole di trasparenza nelle informazioni ai consumatori
Il provvedimento introduce definizioni puntuali di asserzione ambientale, marchio di sostenibilità, durabilità e riparabilità dei beni, per rendere più trasparente e verificabile la comunicazione sulle caratteristiche ambientali dei prodotti e consentire ai consumatori di riconoscere con maggiore chiarezza quelli realmente sostenibili.
La normativa prevede anche regole di trasparenza nelle informazioni ai consumatori, anche per i contratti conclusi a distanza, con l’introduzione di un avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformità e di un’etichetta armonizzata per la garanzia commerciale di durabilità.