Fashion cities coalition: Milano raccoglie il testimone della transizione circolare per il tessile-moda
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La transizione verso modelli industriali circolari e rigenerativi entra nella sua fase operativa a Milano. La sede milanese di Kpmg ha ospitato la seconda tappa della Fashion cities coalition (Fcc), l’alleanza internazionale nata per accelerare l’adozione di pratiche sostenibili lungo l'intera catena del valore entro il 2030. L'iniziativa, coordinata a livello locale con la Camera nazionale della moda italiana (Cnmi), ha visto la partecipazione di rappresentanti della filiera produttiva, del mondo accademico, delle istituzioni e delle startup.
La terza tappa della coalizione è fissata per il 15 gennaio a Singapore
"Milano, oltre a essere una capitale della moda, deve diventare anche una capitale della circolarità, rafforzando il proprio ruolo nella transizione verso modelli di produzione e consumo più sostenibili e responsabili", ha sottolineato, attraverso una nota, Carlo Capasa, presidente di Cnmi.
"La sostenibilità è una leva strategica per il futuro della moda e una responsabilità condivisa, che richiede l’impegno concreto di tutti gli attori del settore. Come Camera nazionale della moda italiana, lavoriamo da anni per accompagnare l’evoluzione dell’industria attraverso iniziative volte a promuovere la durabilità dei prodotti, l’armonizzazione degli standard, lo sviluppo di un quadro normativo europeo efficace e la tutela dei diritti lungo tutta la filiera. In questo contesto, la Fashion cities coalition rappresenta un’importante opportunità di confronto e collaborazione internazionale, nella consapevolezza che le città, attraverso il dialogo tra industria, istituzioni e nuove generazioni, possano svolgere un ruolo determinante nel promuovere un cambiamento concreto e sistemico".
Nel corso della sessione di lavoro milanese sono intervenuti, tra gli altri, Alessia Cappello (assessora allo Sviluppo economico, Moda e design del Comune di Milano), Isabelle Lefort (co-founder ed executive director di Paris Good Fashion), Gemma D’Auria (senior partner McKinsey & Company), Lorenzo Solimene e Alessandro Manzo (partner Kpmg), Pascal Morand (executive Ppresident Fédération de la haute couture et de la mode).
L'alleanza, promossa da Paris Good Fashion in sinergia con Global fashion agenda e presentata formalmente il 9 luglio scorso a Parigi, riunisce otto hub strategici globali: Copenaghen, Cotonou, Dubai, Londra, Milano, New York, Parigi e Singapore. L'approccio operativo punta a superare la frammentazione delle singole strategie aziendali facendo perno sul contesto urbano, inteso come cluster industriale integrato in grado di allineare brand, fornitori, centri di ricerca e Ong sui parametri di impatto sistemico e tracciabilità.
"Il workshop organizzato a Milano da Cnmi con il contributo di Kpmg ha confermato la rilevanza della Fashion cities coalition", ha aggiunto Isabelle Lefort. "Lo dimostrano la qualità delle best practice condivise, la riaffermazione dei punti di forza del made in Italy, i lavori sulla durabilità e la partecipazione attiva di attori dell’ecosistema italiano. Unendo le forze possiamo amplificare concretamente il cambiamento e creare un effetto domino".