Fashion graduate 2018: in passerella i designer dell’Istituto Secoli

Si è conclusa ieri la seconda edizione del Fashion graduate Italia.

L’evento si è svolto dal 26 al 29 ottobre al Base di Milano, in zona Tortona. Si tratta di quattro giorni aperti a tutta la città in cui alcune delle scuole e accademie di moda si raccontano attraverso incontri, sfilate, allestimenti e workshop.

Ieri sera hanno sfilato i talenti dell'Istituto Secoli. In passerella i "designer to watch", ovvero sette dei migliori talenti della scuola. Ognuno ha realizzato una capsule collection frutto di progettazione, studio e interpretazione artistica di diversi temi.

Giulia Martera, classe 1996, per esempio ha presentato una collezione urban che riflette sulla riqualificazione di quartieri e centri urbani, l’ispirazione viene dall’oltre oceano ed è nata durante uno dei suoi viaggi a New York. I capi sono rivisitazioni contamporanee delle tute da lavoro degli operai edili; i toni neutri di blu e dei grigi sono accostati a rossi e arancioni fluo delle insegne stradali.

Benedetta Tenan,, classe 1996, ha portato in scena "The elephant and the snake", una collezione che trae spunto da un paragrafo de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, un monito agli adulti per ricordare loro di non perdere il “filtro bambino” e un invito a non nascondere le proprie imperfezioni, perché sono proprio queste a definirci e renderci unici. Plastiche, condom all over, tappezzerie assemblate come object trouvé, colore e capi destrutturati e over-size definiscono il suo stile.

Sara Mattelloni, invece, ha firmato la collezione "Memento" in cui protagoniste sono vecchie foto della sua famiglia. Sofia Confortola con "What’s fashion for you?" si è interrogata, rispondendo con ironia, sul significato della moda contro tutti i diktat. Tutto è frutto di "Perception" per Elena Pasqualin, nata a Padova nel 1994. I capi della collezione della stilista sono frutto di sovrapposizioni, l’abito cambia, si trasforma seguendo il corpo, conferendogli libertà di movimento.

La designer Enrica De Santis, invece, ha puntato su tonalità dark e piene in cui, a dominare, sono i concetti di sovrapposizione e trasformazione dei capi.

A chiudere la sfilata con "I’m Red" la designer cinese Wen Deng di Cheng Du. L’ispirazione proviene dalla natura, dalle sue forme e dai suoi elementi a tratti non definiti e indefinibili, come le cortecce rosse di alcune varietà di alberi o il rosso intenso del ferro ossidato del canyon; volumi e tessuti vaporosi si contrappongono ad accessori in pelle.

Foto: Un look di BenedettaTenan, credit press office Istituto Secoli
 

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