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Firmato il protocollo d’intesa 2026 sulla formazione tra ministero dell’Istruzione Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda

Il documento è stato siglato ieri in occasione dell’inaugurazione delle Fiere Micam Milano e Mipel
Moda
La firma: al centro il ministro Giuseppe Valditara, con Luca Sburlati e Giovanna Ceolini Credits: Confinudtrsia Moda
Scritto da Isabella Naef

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Ieri, 22 febbraio, in occasione dell’inaugurazione delle Fiere Micam Milano e Mipel, il ministero dell’Istruzione e del merito, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda hanno sottoscritto il nuovo protocollo d’intesa 2026, che rinnova e amplia il precedente accordo del 2021. L’obiettivo dell’intesa, sottoscritta alla presenza del ministro Giuseppe Valditara, è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e filiera produttiva della moda, al fine di valorizzare i talenti, sostenere l’orientamento e favorire l’occupabilità dei giovani, in un’ottica di scuola aperta al territorio, dialogo intergenerazionale e cittadinanza attiva.

Ceolini: "il presente e il futuro della moda dipendono dalla capacità di formare e accompagnare i giovani verso professioni che richiedono conoscenze tecniche"

“La moda italiana non è soltanto creatività o espressione estetica. È soprattutto manifattura, competenze, occupazione. È una filiera che produce valore industriale e culturale, che genera identità e sostiene l’economia dei territori. Tuttavia, senza nuove competenze e senza un adeguato ricambio generazionale, tutto questo rischia di disperdersi. Il presente e il futuro della moda dipendono dalla capacità di formare e accompagnare i giovani verso professioni che richiedono conoscenze tecniche, digitali e artigianali sempre più integrate", ha sottolineato Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda.

"Oggi, con la firma di questo Protocollo, non celebriamo soltanto un accordo, ma riaffermiamo l’impegno del nostro settore verso la crescita del Paese, la valorizzazione del capitale umano e la costruzione di un futuro solido e sostenibile per le nuove generazioni”, ha specificato Ceolini.

Il protocollo "segna un passaggio significativo rispetto alla sua ultima edizione: si passa da una logica settoriale a una visione sistemica, in cui scuola, formazione tecnica superiore e mondo delle imprese collaborano in modo strutturato per costruire competenze, innovazione e occupabilità lungo l’intera filiera tecnico-professionale", si legge in una nota.

Nel dettaglio, il nuovo documento introduce riferimenti aggiornati al quadro legislativo e organizzativo più recente, con particolare attenzione alla definizione del Sistema Ita, alla formazione tecnologico- professionale, alla riforma dell’esame di stato e della riorganizzazione del ministero dell’Istruzione e del merito.

Quest’ultima ridefinisce competenze e risorse per la didattica digitale e l’inclusione e prevede, tra i nuovi uffici dirigenziali, l’istituzione della direzione generale per l’istruzione tecnica, professionale e la formazione tecnica superiore, che coordinerà le azioni previste dal protocollo, contribuendo a migliorare l’efficienza e la gestione delle politiche educative.

Rispetto alla versione 2021, il protocollo 2026 si distingue per un ampliamento di orizzonte e di contenuti. Parla infatti di personalizzazione dei percorsi e di formazione integrata, introducendo i temi dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie digitali, della sicurezza informatica e della protezione dei dati, con esplicito riferimento all’Agenda 2030 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Inoltre, per la prima volta il protocollo assume una dimensione internazionale con azioni volte a favorire la formazione in loco di giovani provenienti da Paesi extra-Ue, con possibilità di successivo inserimento nel mercato del lavoro italiano.

“La firma del protocollo con il ministero dell’Istruzione e del merito rappresenta per Confindustria Moda un investimento strategico sul futuro dell’industria della moda nel nostro Paese. Rafforzare e mantenere attuale e focalizzato sul futuro il legame tra scuola e impresa significa costruire competenze solide, valorizzare i talenti e garantire alle nostre filiere le professionalità necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale, sostenibile e generazionale", ha sottolineato Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda.

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