Giorgio Armani punta su silhouette morbide ma definite
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Sorprende con grazia, look dopo look, la collezione ready to wear donna autunno inverno 2026-27 di Giorgio Armani, presentata ieri, penultimo giorno di fashion week milanese, e disegnata da Silvana Armani, che ha assunto la direzione creativa dopo la scomparsa del fondatore della maison.
Nessuno stravolgimento ma una direzione creativa precisa, che lascia il segno anche nella continuità. Un'impronta che parla di una libertà maggiore di vestirsi, che lascia intravedere il desiderio di coccolare le donne, regalando un'eleganza scivolata, fluida, avvolgente, misurata ma comoda, assertiva ma delicata.
Nuovi Orizzonti, così è stata battezzata la sfilata, si chiude sulle note del brano inedito "A costo di morire", cantato da Mina in onore di Giorgio Armani.
Il brano, cantato da Mina per la prima volta in omaggio a Giorgio Armani è una canzone di Fausto Leali, "A costo di morire", pubblicata nel 1967. Si tratta di una cover che Mina ha voluto dedicare allo stilista scomparso lo scorso settembre.
Tornando alla collezione presentata ieri, la silhouette diventa morbida ma definita, costruita eppure sciolta: un equilibrio naturale, riconoscibile. Protagonisti materiali tattili come flanelle, cachemire, crêpe e velluti, fuse tra loro in combinazioni armoniche. Le giacche sono completamente svuotate di ogni imbottitura, i cappotti e blouson avvolgono il corpo, ampi e destrutturati, i pantaloni liquidi dal piglio maschile toccano terra, i pullover lasciano intravedere le camicie.
La palette si sviluppa attorno a toni di grigio, di salvia e blu, illuminati da tocchi di bianco che ne esalta la purezza. Presente anche il bordeaux che fa da filo conduttore cromatico, accompagnando il racconto fino alla sera, quando gli abiti sono così leggeri da diventare drappeggi impalpabili di tessuto. Via libera a tuniche su pantaloni, increspati e ricamati.