Ibeliv: il marchio che impiega 4mila artigiane in Madagascar
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Sarà a Firenze, a Pitti Uomo, a giugno, con un'installazione immersiva dedicata al mondo sottomarino, e in Italia è già molto conosciuto e in passato ha partecipato anche a diverse edizioni di White Milano: stiamo parlano del marchio Ibeliv, fondato 13 anni fa dal designer Liv Ramanandraibe, classe 1981, originario del Madagascar.
La storia di questa etichetta di accessori, soprattutto borse, è legata alla versatilità e alla naturalezza della rafia, materiale presente in Madagascar. "La rafia è un materiale che cresce unicamente in Madagascar", spiega a FashionUnited Liv Ramanandraibe, "abbiamo una vegetazione molto ricca e particolare. Io, che mi sento un ambasciatore del mio Paese, ho pensato che attraverso Ibeliv avrei potuto fare del bene alle persone del territorio, alla gente, alla natura e far crescere l'economia".
E' così che dopo gli studi in finanza fatti in Francia: "mia madre mi mandò li a studiare" e dopo un'esperienza di lavoro in uno studio contabile che non ha dato le soddisfazioni attese, almeno in termini di creatività, Ramanandraibe decide di fare qualcosa per essere utile al suo Paese sfruttando la passione, trasmessa dalla sua famiglia, per l'artigianato locale.
Ripensando alle proprie radici culturali, il designer decide di creare accessori che valorizzano la ricca tradizione artigianale e le risorse naturali del Madagascar, aggiungendo un tocco contemporaneo derivato dalle sue esperienze.
Il marchio è presente anche in Giappone e in Usa e si sta sviluppando negli Emirati Arabi
Con l'ambizione di "creare bellezza facendo del bene", infatti, Ibeliv è fedele a valori sociali e ambientali che fanno parte del suo Dna e guidano le sue scelte produttive. Partito con due dipendenti, a distanza di 13 anni il marchio conta 4mila donne artigiane che lavorano in Madagascar. La sede del brand si trova in Francia, ad Avignone, "siamo una decina di persone che operano a livello manageriale".
Sempre in tema di numeri, i negozi attraverso cui vengono distribuite le collezioni sono circa 800, oltre all'eshop. Italia, Francia e Germania sono i primi mercati.
"Siamo presenti anche in Giappone, in Usa e ci stiamo sviluppando negli Emirati Arabi", sottolinea il fondatore, aggiungendo che la crescita registrata dall'etichetta anno su anno è stata del 20%. Il marchio non rilascia i dati finanziari.
"Dal 2013 a oggi i prodotti venduti sono stati un milione" racconta Liv Ramanandraibe, insistendo sul fatto che il marchio contribuisce alla salvaguardia di un patrimonio unico, essenziale per la biodiversità del pianeta.
Ibeliv valorizza l'artigianato e garantisce la trasmissione alle generazioni future di un'eredità ancestrale. "Ibeliv offre alle donne malgasce prospettive di sviluppo e autonomia e fornisce un lavoro stabile e equamente retribuito a migliaia di artigiane", aggiunge il fondatore che, a Pitti Uomo, oltre all'installazione immersiva ispirata al mondo sottomarino, svelerà anche la capsule collection Ibeliv Bach club, un invito al viaggio e a uno stato mentale di estate infinita.