Il “Cardato riciclato pratese” protagonista a Bruxelles

Il "Cardato riciclato pratese" è vicino al riconoscimento dell'Indicazione geografica protetta (Igp)
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Il "Cardato rciclato pratese" è vicino al riconoscimento dell'Indicazione geografica protetta (Igp) Credits: Pexels. Arina-krasnikova
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Il "Cardato rciclato pratese" è vicino al riconoscimento dell'Indicazione geografica protetta (Igp). Per cardato si intende un tessuto di lana composto da filati grossi e pelosi, particolarmente caldi e con pesantezze medio alte, che lo rende ideale per la stagione invernale. Il tessuto cardato è il prodotto tradizionale e principale dell'industria pratese dalla metà dell'Ottocento fino alla metà del Novecento, soprattutto nella sua versione 'rigenerata'. Questa fibra è ottenuta dal recupero di vecchi indumenti e scarti di produzione destinati ad essere nuovamente filati e tessuti.

In questi giorni, a Bruxelles, nell'ambito della settimana europea delle Regioni e delle Città, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme all'assessora ai rapporti con la delegazione toscana alla Ue Cristina Manetti e l'assessore alle attività produttive Leonardo Marras, hanno parteciparo all'incontro dedicato alla valorizzazione di una delle eccellenze storiche del distretto tessile pratese, simbolo di economia circolare, sostenibilità e innovazione.

All'iniziativa, ospitata nella sede della Regione Toscana a Bruxelles, sono intervenuti il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, l'onorevole Dario Nardella, il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, rappresentanti delle istituzioni europee, delle associazioni di categoria, della Camera di commercio e delle imprese della filiera. Presenti anche gli assessori regionali al lavoro, Alberto Lenzi, e all'ambiente, Davide Barontini.

Il percorso verso l'Igp coinvolge oltre cento imprese del distretto pratese

“Il riconoscimento Igp per il Cardato riciclato pratese è un obiettivo fondamentale che stiamo perseguendo con determinazione. Siamo a Bruxelles per rafforzare questo percorso, sostenuto formalmente dalla Regione Toscana, grazie alla nuova normativa europea che estende le indicazioni geografiche anche ai prodotti artigianali e industriali. Il cardato racchiude tutto il genio pratese: la capacità di trasformare stracci e cenci in tessuti di qualità, competitivi sui mercati internazionali, facendo del recupero delle fibre un modello di economia circolare. È un patrimonio produttivo e di identità che merita di essere tutelato”, ha sottolineato Giani, come riporta Toscana Notizie, agenzia di informazione della Giunta Regionale Toscana.

“Il Cardato riciclato pratese è il secondo prodotto toscano che arriva alla soglia del riconoscimento Igp per le produzioni artigianali e industriali", ha spiegato l'assessore Marras . "Abbiamo creduto fin dall'inizio in questa opportunità europea e censito ben 56 produzioni tradizionali legate ai territori. Dopo lo Stile orafo fiorentino e il Cardato pratese, potranno seguire i coltelli di Scarperia, la pietra serena di Firenzuola, la ceramica di Montelupo, l'alabastro di Volterra e molte altre eccellenze. L'obiettivo è proteggere il valore delle nostre lavorazioni, rafforzare la competitività delle imprese e la loro capacità di generare reddito, valorizzando sui mercati internazionali non soltanto la qualità dei prodotti, ma anche il legame con i territori e con il nome della Toscana, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.

Il percorso verso l'Igp coinvolge oltre cento imprese del distretto pratese, dalla raccolta e selezione degli scarti tessili fino alla realizzazione del prodotto finito. La candidatura, presentata lo scorso agosto dall'Associazione del Cardato riciclato pratese al Ministero delle imprese e del made in Italy, ha già ottenuto il parere favorevole della Giunta regionale il 21 settembre.

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