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Il Gufo: Cina e Middle East nella strategia di espansione

Scritto da Isabella Naef

12 gen 2016

Moda |INTERVISTA

Ulteriore internazionalizzazione con l’apertura di monomarca e corner, potenziamento dell’ecommerce e rafforzamento della partnership con Woolmark: questi i progetti per l’anno che è appena cominciato per Il Gufo, azienda attiva nel childrenswear che prevede di archiviare il 2015 con un fatturato aggregato pari a 26 milioni di euro. FashionUnited ha parlato dei progetti che vedranno impegnato il marchio nei prossimi mesi con il ceo, Alessandra Chiavelli, che ha confermato il dinamismo di un settore come quello della moda bimbo che è cresciuto molto negli ultimi anni.

Secondo i dati elaborati da FashionUnited le previsioni di mercato a livello globale indicano una ulteriore accelerazione del 6,2 percento considerando il periodo 2013-2018, che porterà il mercato a toccare quota 291,5 miliardi di dollari entro la fine del 2018.

Come è andato il 2015 anche a fronte di una difficile situazione sul mercato russo, tradizionalmente una piazza importante per il childrenswear?

Per il 2015 è prevista una chiusura che conferma il risultato dell’anno precedente grazie all'ottima performance del fatturato generato dalle esportazioni e dal retail che hanno recuperato la flessione del canale wholesale Italia. Il fatturato aggregato totale relativo all'esercizio 2015 si attesta a 26 milioni di euro. Da segnalare un +20 percento del canale retail e un +90 percento del canale ecommerce. Per quanto riguarda la Russia posso dire che per noi rimane uno dei principali mercati nonostante ci sia stato un contenimento dei volumi di acquisto. Su questa piazza abbiamo registrato un momento di assestamento e, ovviamente, le previsioni non sono esaltanti, ma continuiamo investire tant’è che è in agenda l’apertura di un corner Il Gufo presso Tsum, a Mosca, e l’intensificazione del business e delle attività di promozione in modo sinergico con il gruppo Bosco dei Ciliegi.

Quali sono gli altri mercati rilevanti per la vostra azienda?

Il secondo mercato per noi è rappresentato dal Middle East, seguito dalla Cina. In particolare, nel Middle East continua la proficua collaborazione con il gruppo Chalhoub, che porterà nel 2016 all’espansione della nostra presenza nella Regione. E’ infatti in corso di negoziazione con la divisione retail del gruppo l’apertura di un corner su Dubai presso il nuovo mall City Walk. A oggi Il Gufo è distribuito in più di 45 Paesi nel mondo con oltre 500 clienti wholesale attivi. Abbiamo circa 11 negozi monomarca e 13 corner presenti in alcuni dei più prestigiosi mall. Nel 2015 è positivo il risultato dell'andamento delle vendite all'estero, con un fatturato export che ormai pesa quasi il 50 percento sul totale e che globalmente ha compensato il rallentamento del mercato interno, dovuto principalmente alla chiusura di diversi punti vendita storici. Inoltre, nel 2016 amplieremo la metratura del monomarca in Madison avenue, a New York, ma non escludiamo l’apertura di una seconda boutique in città.

Qual è la vostra strategia di espansione sul mercato cinese?

Proseguiamo la collaborazione con il partner cinese con cui sono stati tenuti a battesimo i corner all’interno di Shin Kong Place a Pechino e Hangzhou Tower, con l’apertura di un nuovo corner nella extension appena inaugurata di Hisense Plaza a Qingdao, e di un altro presso G-Yuan Bao a Tianjin.

Che progetti avete per l’Europa? Sono in agenda aperture anche su questo mercato?

Devo dire che abbiamo aperto un monomarca a Parigi, in boulevard Saint Germain, lo scorso settembre e nel 2016 prevediamo di tenere a battesimo un negozio a Londra. La fase di ricerca della location dovrebbe concludersi entro i primi sei mesi dell’anno. Sul mercato italiano lavoreremo per consolidare la nostra presenza anche attraverso un percorso di riallineamento distributivo, sviluppando il business con i partner più importanti e maggiormente rappresentativi e coerenti con il posizionamento del brand.

Il canale ecommerce, che voi presidiate dal 2011, come sta andando?

Questo canale performa in maniera più che positiva. La chiusura dell’anno 2015 prevede una crescita del 90 percento rispetto all’anno precedente. Gli acquisti dall’Italia hanno un peso superiore al 50 percento, seguiti da Germania, Francia e Uk. Vorrei sottolineare che vendiamo le nostre collezioni online anche attraverso estore come Childrensalon, Smallable e Melijoe.

Può darci qualche anticipazione sulla collezione che presenterete a Firenze, a Pitti Bimbo, in programma dal 21 al 23 gennaio?

L'autunno inverno 2016/17 de Il Gufo è un viaggio nello spazio, dove il buio è illuminato dalle stelle e i bimbi giocano sul loro tappeto magico volando tra i pianeti del sistema solare, lasciando una scia luminosa di paillette, fili di lurex, glitter e stampe luminescenti. La collezione è ricca di capi morbidi e caldi. La scelta dei colori si concentra su nuance delicate ma con tocchi brillanti: il nero addolcito dal bianco, il grigio che abbraccia il rosso e il fucsia, il blu e il verde wimblendon. La nostra maglieria è certificata The Woolmark Company perché in pura lana merino. Prosegue anche quest’anno, infatti, la collaborazione avviata nel 2012 con The Woolmark Company, massima autorità globale della lana, controllata da Australian Wool Innovation, azienda no-profit che rappresenta oltre 25mila allevatori di pecore. Oltre il 75 percento della collezione maglieria è realizzato con l’utilizzo di un filato 100 percento merino extra fine, prodotto dall’azienda biellese Lanecardate.