Il lusso sceglie testimonial maschili per dare status alle linee donna e atleti per risvegliare il desiderio d'acquisto

Dalla esclusività "radicale" dei marchi che puntano sulla segretezza alle maison del lusso che scelgono gli ambassador tra sportivi e attori
Moda|Opinione
Nella campagna The original Sinner, la pallina da tennis viene trasformata in una mela Credits: Gucci
Scroll down to read more

Una volta c'era "l'unisex", ma ora è un termine appassito che ha ceduto il passo al politicamente corretto "genderless", ma anche questo termine, alla luce delle evoluzioni delle campagne di marketing e del plotone di brand ambassador, è un po' limitativo. Insomma, nel 2026 per vendere vale tutto, o quasi, e ai marchi sta stretta la classificazione, soprattutto quando sono al lavoro per far tornare i conti e, quindi, per riaccendere il desiderio dei consumatori. E se non sono più gli abiti a fare sognare, è l'esperienza, l'allure, lo status, l'esclusività che circonda il marchio e il chiacchiericcio sui social a rialimentare la voglia di comprare.

Anche alle fiere dedicate al menswear trovano spazio, accanto alle proposte del marchio per l'uomo, piccole capsule dedicate alla donna, mentre le sfilate co-ed sono ormai una tendenza consolidata. I marchi più giovani si spingono più in la e aboliscono le collezioni uomo e donna in favore di proposte genderless.

Maison come Chanel poi, pur non avendo una linea di abbigliamento uomo, vedono ambassador maschili indossare borse e camicie scelte tra le collezioni femminili. L'attore Pedro Pascal, per esempio, è stato recentemente lanciato come nuovo ambassador della maison.

Insomma, scegliere testimonial maschili per rappresentare collezioni femminili è una strategia di marketing che intende affascinare e catturare un pubblico trasversale, vendere uno status. Il mondo del cinema è da sempre molto caro alla maison francese che ha da poco scelto Jacob Elordi come ambassador della fragranza maschile Bleu de Chanel, evocando un uomo dallo spirito libero che rifiuta l'ordinario e aspira a una vita straordinaria.

Chanel Resort Women Off Season 2027 Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Su questo fronte, anche il mondo dello sport e gli atleti che lo popolano sono sempre più gettonati. Arruolare campioni sportivi, così come puntare sulle competizioni internazionali e sulle macchine, tradizionale balocco maschile, consente di catturare l'attenzione e di registrare una impennata di popolarità immediata.

Non è un caso, quindi, se partire dalla stagione 2027, Alpine correrà con il nome di “Gucci Racing Alpine Formula One Team”. Questa iniziativa vede per la prima volta un luxury fashion brand che si assume il ruolo di title partner di un team che compete al vertice dell'automobilismo sportivo, la Formula 1.

Insomma, le regole del gioco cambiano e le strade da percorrere sono tante: quella del marketing di status è una e pare vada per la maggiore, contrapponendosi in maniera sempre più evidente a quella della "riservatezza" scelta, con discreto successo, da altri marchi che intendono l'esclusività in maniera radicale fino ad arrivare alla segretezza.

Foto di gruppo della dirigenza del gruppo Kering e di Alpine Formula One Team Credits: Kering, ph Jean-François Robert Modds
Chanel
Genderless
Gucci
Jacob Elordi
Jannik Sinner
Marketing
Pedro Pascal