Il ministro Urso incontra a Parigi il ceo di Kering per "consolidare la filiera industriale con un patto Italia-Francia"

Durante l’incontro, de Meo ha ribadito che l’Italia rappresenta un Paese centrale per la strategia e l’identità di Kering
Moda
L'ambasciatrice Emanuela D’Alessandro, Luca de Meo e Adolfo Urso Credits: Mimit
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Si è svolto oggi, a Parigi, un incontro tra il senatore Adolfo Urso, ministro per le imprese e il made in Italy, e Luca de Meo, ceo del Gruppo Kering. Alla base dell'incontro una rotta comune per contrastare ogni forma di illegalità e consolidare la filiera della moda.

“Dobbiamo lavorare insieme per consolidare la filiera industriale, rafforzare le piccole e medie aziende e contrastare ogni forma di illegalità, con tutte le misure necessarie, anche attraverso un Patto di sistema tra Italia e Francia”, ha spiegato Urso, incontrando de Meo, nella sede del gruppo del lusso. Alla riunione era presente anche l’ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro.

I marchi italiani costituiscono più della metà del portafoglio di Kering

“Condividiamo questa necessità con il ministro dell’Industria francese Sébastien Martin, che ho incontrato a Bruxelles anche giovedì scorso, e con il ministro Per le pmi, il commercio e l’artigianato, Serge Papin, con cui firmammo un documento comune per sollecitare la commissione a realizzare misure efficaci per contrastare l’ultra fast fashion che minaccia i consumatori europei e pregiudica l’attività delle pmi del settore moda. Siamo consapevoli che insieme dobbiamo agire perché condividiamo un unico ecosistema industriale in cui l’Italia rappresenta la fabbrica del lusso globale”, ha aggiunto Urso.

Un momento dell'incontro Credits: Mimit
Come riporta una nota del Mimit, durante l’incontro, de Meo ha ribadito che l’Italia rappresenta un Paese centrale per la strategia e l’identità di Kering, il primo gruppo come valore, con oltre il 80% della propria supply chain sul territorio, circa un terzo dei dipendenti che lavora in Italia e i marchi italiani che costituiscono più della metà del portafoglio, con Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato, DoDo, Ginori 1735 e Kering Eyewear, generando oltre il 60% del fatturato complessivo. De Meo ha ribadito, inoltre, “l’intenzione di continuare a investire in Italia con un progetto che veda Kering punto di riferimento del settore”, in grado di consolidare la filiera produttiva, contrastare ogni forma di illegalità e migliorare qualità e condizioni di lavoro.

Gli esuberi del marchio McQueen ridotti da 54 a 35; il 4 giugno la firma dell'accordo

Il 20 maggio si è svolto a Firenze uno sciopero dei lavoratori del Gruppo Kering contro i licenziamenti dei dipendenti di Alexander McQueen. "Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti annunciati nel Gruppo Kering e la tutela di tutti i posti di lavoro. Una vertenza che coinvolge lavoratrici e lavoratori di realtà centrali per il comparto moda e lusso, tra cui Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Balenciaga, Ginori 1735, Brioni, Kering, Gt, Gpa, Garpe", si leggeva in una nota dei rappresentanti dei lavoratori.

Alle richieste Kering rispondeva cosi: "come comunicato alcuni mesi fa, McQueen sta attraversando una procedura di riduzione collettiva del personale che riguarda le attività del marchio in Italia. Tale difficile decisione è stata presa precedentemente e a prescindere dal piano di gruppo "ReconKering" presentato lo scorso mese di aprile a Firenze. È una decisione che purtroppo non era più procrastinabile, coerente con il nuovo modello operativo della maison, e con la revisione strategica delle sue attività a livello globale, finalizzate a riportare il business a una redditività sostenibile nei prossimi anni".

Intanto pare che il numero dei licenziamenti previsti nei tre stabilimenti italiani dal brand londinese Alexander McQueen, Novara, Scandicci (Firenze) e Parabiago (Milano), sia passato da 54 a 35. Questo, come riporta l'edizione online della Stampa, quanto annunciato il 28 maggio dai vertici dell’azienda nella videoconferenza con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla quale erano collegati anche rappresentanti del gruppo Kering, delegati territoriali di Filctem Cgil, Uiltec Uil e Femca Cisl Piemonte Orientale, il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, e il governatore piemontese Alberto Cirio.

Il ministero del Lavoro, per lasciare ai sindacato il tempo di parlare con i dipendenti, ha concesso un ultimatum straordinario: la firma dell’accordo, prevista il 28 maggio secondo le normative, è rimandata a giovedì 4 giugno.

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