Il Politecnico di Milano tiene a battesimo il Circular fashion-tech lab
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Materiali biofabbricati, design rigenerativo e tecnologie digitali per la moda sostenibile: il Dipartimento di design del Politecnico di Milano ha appena inaugurato il B.Lab - Biodesign and materials design for transition lab e il Circular fashion-tech lab, due nuove infrastrutture di ricerca dedicate alla transizione ecologica e digitale dei sistemi produttivi.
"L’inaugurazione dei due laboratori si inserisce nelle strategie di crescita dell’ateneo che intende consolidare il proprio ruolo nel sistema della ricerca responsabile. Circolarità, rigenerazione, nuovi materiali sono concetti chiave che, se applicati a settori di grande richiamo, quale la moda, possono ridefinire interi processi industriali e di consumo verso una dimensione sostenibile. Sperimentare in questa direzione è per noi essenziale", ha commentato, attraverso una nota, Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano.
Il Circular fashion-tech Lab nasce per supportare il settore moda nella “twin transition” digitale e sostenibile
"Con B.Lab e Circular fashion-tech lab il Dipartimento di design rafforza la propria leadership nella ricerca orientata a produrre impatti reali, mettendo il progetto al centro delle grandi trasformazioni contemporanee e al servizio della sostenibilità. Due laboratori complementari che mostrano le potenzialità del design lungo tutto il ciclo dell’innovazione, dai materiali alla progettazione e sviluppo dei prodotti, e rendono tangibile il lascito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di cui sono uno dei risultati concreti", ha aggiunto Paola Bertola, direttrice del Dipartimento di design del Politecnico di Milano.
Nel dettaglio, B.Lab è un laboratorio di ricerca dedicato al biodesign e allo sviluppo di pratiche di design dei materiali orientate alla circolarità e alla rigenerazione. Il laboratorio è concepito come uno spazio in cui il design opera nello sviluppo di nuovi materiali a partire da risorse non convenzionali, locali, abbondanti e rinnovabili, rifiuti organici e non, sottoprodotti e flussi di scarto della tecnosfera, attraverso processi di biofabbricazione, approcci Diy e tecniche produttive più tradizionali.
Avviato nell’ambito del progetto Fashion-tech design for circularity e finanziato tramite l’iniziativa Mics - Made in Italy circolare e sostenibile, B.Lab indaga modelli alternativi di produzione e progettazione in risposta alle sfide ambientali, sociali e materiali contemporanee. Il suo approccio distintivo risiede nell’integrazione del “bio” come dimensione attiva del processo progettuale, intesa come intelligenza materiale fatta di comportamenti, temporalità e vincoli, con cui il design dialoga attraverso pratiche di osservazione, negoziazione e cura.
Il Circular fashion-tech Lab nasce per supportare il settore moda nella “twin transition” digitale e sostenibile, integrando design e tecnologie dell’industria 4.0 e 5.0. Si configura come un ecosistema di ricerca diffuso e flessibile, specifica la nota, "orientato a superare le barriere tecnologiche, organizzative e socioculturali che rallentano l’adozione di modelli circolari lungo l’intera filiera fashion".
Responsabile scientifica del laboratorio è Daria Casciani, che coordina un’infrastruttura dotata di tecnologie di scansione 3D e digitalizzazione del corpo, sistemi Cad 2D e 3D per la progettazione parametrica, stampanti 3D desktop e un braccio robotico collaborativo per la manifattura additiva e il disegno digitale su tessuto.
"Il Circular fashion-tech lab si propone come luogo di sperimentazione per la transizione digitale del settore moda verso modelli più sostenibili e a misura d’uomo. Superando un approccio esclusivamente tecnologico, il laboratorio promuove l’integrazione tra competenze umane e strumenti digitali attraverso un design responsabile", ha affermato, nel comunicato, Daria Casciani.