Il richiamo alla trasparenza, alle citazioni d'archivio e alle formula co-ed della fashion week milanese
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Chiude oggi con le sfilate digitali, la fashion week dedicata alle collezioni uomo per l'autunno inverno 2026-27 e Milano pensa già alla kermesse dedicata alla donna, in agenda dal 24 febbraio al 2 marzo. Ma come sono andati questi giorni? Sicuramente ci sono state collezioni interessanti, anche se nulla di rivoluzionario, l'archivio delle griffe è stato il protagonista: si tiene quel che c'è di buono e si procede per sottrazione oppure per addizione. Sicuramente di buyer in giro, sia alle sfilate, sia negli showroom, appresso alle tante presentazioni, se ne sono visti, ma si può fare di meglio, si aspettano tempi migliori (solo a Pitti Uomo, per esempio, i compratori italiani sono stati 800 in meno rispetto all'edizione del gennaio 2025 quando erano stati 8300 contro i 7500 di questo giro; i buyer esteri sono risultati stabili, a 5mila presenze circa) insomma, i numeri parlano chiaro e le conseguenze della crisi dei consumi sono evidenti.
Sicuramente le sfilate co ed, ossia uomo e donna, vicino a quelle dedicate solo all'uomo, fanno pensare a un sistema in trasformazione, che non ha ancora trovato la quadra. Sicuramente i recenti episodi di caporalato che hanno interessato alcune griffe italiane hanno indotto i marchi a un ripensamento a livello di storytelling e di comunicazione.
A dare un aiuto alla credibilità all'estero dei marchi italiani, proprio in questi giorni, inoltre, è arrivata la Francia che, per mano del suo ambasciatore in Italia, Martin Briens, ha conferito a Renzo Rosso, patron del Gruppo Otb, la Légion d’honneur.
"È un grande onore ricevere la Légion d’honneur, il più grande riconoscimento francese, e desidero esprimere la mia più sincera gratitudine al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e all’ambasciatore di Francia in Italia, Martin Briens, per avermi conferito questa onorificenza", ha sottolineato Rosso. "Questo riconoscimento non è solo un traguardo ma anche uno stimolo a rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Francia, a consolidare l’impegno verso i giovani e le persone che si trovano in situazioni difficili, e a proseguire con determinazione il nostro percorso di sostenibilità".
Un altro assist è giunto, solo qualche settimana fa, dall'Uk. Il primo dicembre 2025, presso la Royal Albert Hall di Londra, nell’ambito dei British Fashion awards 2025, Brunello Cucinelli ha ricevuto l“Outstanding achievement award”.
Il premio, assegnato annualmente sin dal 1989, è stato riconosciuto allo stilista e imprenditore umbro per il suo "eccezionale contributo al mondo della moda, come pioniere che ha saputo unire lusso e design con un modo più responsabile di fare impresa", nonché per la significativa "innovazione apportata nel mondo del cashmere", capace di "trasformare le possibilità dell’intero settore» e stabilire "un modello per l’industria della moda e le imprese in generale". Enfasi su Milano e sulla fashion week è arrivata anche per l'attesa dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, al via a febbraio.
I numeri della fashion week milanese, del commercio e del menswear
La kermesse, che ha aperto i battenti il 16 gennaio e chiude oggi, 20 gennaio, ha ospitato 84 appuntamenti: 19 sfilate, 7 digitali, in scena questa mattina, 39 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 15 eventi.
Nel terzo trimestre del 2025 il fatturato dei settori “core” della moda italiana (tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature) è finalmente tornato a crescere, dopo 8 trimestri consecutivi di calo, secondo i Fashion economic trends diffusi da Camera della moda a dicembre 2025.
Continua invece a essere negativo, per il terzo trimestre consecutivo, l’andamento del fatturato nei settori collegati (gioielli, bigiotteria, beauty e occhialeria), soprattutto a causa della debolezza nei mercati di gioielli e occhialeria.
Il miglioramento nei settori “core” ha permesso di contenere il calo complessivo del settore al -3% nei 9 mesi, rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’andamento dei prezzi industriali (prezzi di sell-in dei negozi) resta molto debole, in calo nella filiera tessile e sostanzialmente stabile, ma con un leggero segno positivo, nell’abbigliamento e nelle calzature. Restano invece in crescita nella cosmesi e anche nella gioielleria (+9,1%) malgrado il calo del fatturato.
Gli ultimi dati forniti dall’Istat relativi al mese di ottobre mostrano un andamento delle vendite al dettaglio con forti diversificazioni. I dati positivi riguardano le vendite di prodotti della profumeria e della cura della persona, che crescono del 4,2% e dell’abbigliamento +1,4%, leggermente negativi invece le vendite di gioielli e calzature.
Il commercio mondiale di prodotti tessili e di abbigliamento resta debole e meno vivace rispetto agli altri settori manifatturieri. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del -4.4%, nei primi 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo ha interessato sia i settori “core” (-3,2%) che quelli collegati (-7,0%). La dinamica verso i paesi extra-UE è stata significativamente peggiore della media (-9%).
Le importazioni sono invece in crescita sia nei settori “core” (+6,3%), malgrado la stagnazione delle vendite al dettaglio, che in quelli collegati (+2,5%). Le importazioni dalla Cina (+11,8%) sono in crescita, in linea con il generale recupero dell’export cinese sui mercati mondiali.
Il saldo commerciale complessivo nei primi 8 mesi del 2025 è stato positivo per 26,7 miliardi, ma in diminuzione di 4,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024.024.
La previsione della dinamica del fatturato dell’industria italiana della moda per il 2025, sulla base dei dati disponibili fino al terzo trimestre, sconta il permanere di fattori negativi sui mercati internazionali, debolezza delle esportazioni verso la Cina e gli Stati Uniti e alcuni paesi dell’Ue, ma è sostenuta da una stabilizzazione del mercato interno e dei prezzi.
Il menswear dovrebbe chiudere il 2025 con un fatturato in calo del -2,1% rispetto all’anno precedente
Secondo le stime elaborate dall’Ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda sulla base delle indicazioni provenienti dalle indagini campionarie interne nonché sulla base dell’andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, la moda maschile italiana (in un’accezione che comprende la confezione, la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) dovrebbe chiudere il 2025 con un fatturato in calo del -2,1% rispetto all’anno precedente.
Nel 2025 il fatturato del menswear italiano, pertanto, si porterebbe a 11,2 miliardi di euro, rappresentando così il 19,3% del fatturato complessivo della filiera Tessile- Abbigliamento italiana. Questi i dati diffusi dagli organizzatori di Pitti Uomo, kermesse che si è chiusa il 16 gennaio, a Firenze.
"Il 2025 si è aperto in un contesto ancora caratterizzato da elevata incertezza per la moda e per il menswear italiano, con l’assenza di segnali concreti di ripresa. Il quadro macroeconomico internazionale continua a essere influenzato da tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e dal ricorso a misure protezionistiche, soprattutto da parte degli Stati Uniti", si legge in una nota.
Tornando ai dati, nel dettaglio, nel 2025 il valore della produzione risulterebbe anch’esso in flessione, con una riduzione stimata del -2,3% su base annua, riflettendo le difficoltà del contesto produttivo.
L'armadio di famiglia per Zegna, la collezione cangiante di Armani, i tessuti pregiati di Kiton e i piumini oversize di Dsquared2
Partiamo da Giorgio Armani, che ha sfilato ieri. La collezione autunno inverno 26-27 di Giorgio Armani, sotto la direzione creativa di Leo Dell'Orco, che è uscito a fine sfilata con il suo braccio destro, il nipote Gianluca Dell'Orco, vede protagonista una silhouette fluida, con volumi sciolti. Blouson, giacche dalle abbottonature basse, cappotti avvolgenti, camicie con o senza collo e pantaloni ampi che ricadono su scarpe di suede e boot.
Anche l’abbigliamento da neve è permeato dalla stessa idea di eleganza facile e dai bagliori vellutati. Tutto accompagna il corpo e il movimento senza costringere.
Cangiante, così è stata battezzata la collezione, è sinonimo di iridescente, un aggettivo che descrive ciò che, pur rimanendo com’è, cambia a seconda dell’angolo di osservazione. "Che si tratti di un'idea, di un segno o di un impasto di colori, non fa differenza. La metafora ben si adatta allo stile Giorgio Armani oggi, fatto di una coerenza creativa che si illumina di nuovi riflessi e consente allo sguardo di posarsi su ciò che è in continuo mutamento, mantenendo la sottigliezza di sempre e una disinvoltura fresca", si legge in una nota della maison.
Il punto di vista di Leo Dell’Orco nasce con naturalezza da un’esperienza nel marchio lunga quarant’anni al fianco di Giorgio Armani e dal desiderio di imprimere un segno personale a quello che si presenta come il suo debutto, prosegue la nota. È il colore che emerge in questa collezione: discreto, ma deciso; brillante, ma sottile. Verde oliva, viola ametista e blu lapislazzuli spiccano in una palette di grigi, beige, neutri, neri e blu intensi. Velluto, crêpe e ciniglia, amalgamate ai cashmere garzati, alle lane battute e alle pelli dalla mano ricca, tattile e opaca, sono i tessuti utilizzati.
A poche settimane dall’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, Ea7 Emporio Armani, partner della Fondazione Milano Cortina 2026 e official outfitter dell’Italia team, ha realizzato un evento presso il suo store presentando in anteprima la nuova campagna video dedicata agli atleti Olimpici e Paralimpici dell’ Italia Team.
Se la praticità è d'obbligo per le divise degli atleti, questa volta lo è stata anche per Brunello Cucinelli. I codici dell’eleganza maschile cari al marchio, infatti, sono stati riletti attraverso un distintivo equilibrio tra praticità e stile, tradizione e libertà. La giacca, con spalla leggermente costruita e linee lievemente più morbide, è l’emblema di un'eleganza misurata. La cravatta si afferma come accento importante, dettaglio capace di equilibrare il tono disinvolto dei pantaloni tinto capo, arricchiti da tasche cargo o utility.
I capispalla esprimono una nuova utilità estetica: i cappotti doppiopetto si distinguono per costruzioni e bottoni in metallo, mentre gli outerwear si elevano grazie a materiali preziosi e nuovi tessuti dal gusto tecnico.
Come anticipato l'archivio e la tradizione degli storici marchi italiani è protagonista delle collezioni uomo per il prossimo autunno inverno.
Battezzata The Essential prestige, la collezione del brand italiano del lusso specializzato in calzature e pelletterie dal 1929, Testoni, punta sull’essenzialità, non come rinuncia ma come atto di prestigio. Modelli iconici del guardaroba maschile, oxford, mocassini, boot, sneaker, reinterpretati in chiave contemporanea. Le silhouette sono sobrie, i volumi calibrati, i dettagli ridotti all’essenza. La palette cromatica riflette l’ispirazione minimal: tonalità profonde e naturali, che valorizzano le superfici e la costruzione della scarpa, lasciando spazio alla materia e alla qualità artigianale: il classico nero, toni del marrone dal più scuro al più chiaro e il grigio.
In collezione figurano anche i modelli Beatles, Oxford, Derby e Desert, espressione diretta dei canoni estetici del brand. Tra i modelli di punta spicca la nuova forma Pienza, che prende il nome dall’omonima città toscana, simbolo di equilibrio formale e di armonia architettonica. Considerata la “città ideale” del Rinascimento, Pienza rappresenta una visione estetica fondata sulla misura, sulla proporzione e sulla ricerca dell’essenziale. Gli stessi principi guidano il design della calzatura: una forma pulita, priva di eccessi, in cui ogni elemento risponde a una funzione precisa.
Anche Zegna si ispira al passato. La collezione, disegnata dal direttore artistico Alessandro Sartori, attinge al Dna del marchio e alla sua storia. Ambientata in un armadio immaginario pieno di oggetti reali provenienti dal guardaroba di famiglia di Gildo, presidente esecutivo del gruppo, e Paolo Zegna, entrambi membri della terza generazione della famiglia Zegna, con pezzi personali e abiti ereditati da gli avi, questa collezione nasce da un amore per il tessere e l'indossare.
La sfilata, che si è svolta al Palazzo del Ghiaccio di Milano, è ambientata tra tappetti e armadi, con un sapore da casa di famiglia. Non è un caso che Edoardo e Angelo Zegna, membri della quarta generazione della famiglia Zegna, siano stati nominati co-ceo del brand Zegna. Succedono a Gildo Zegna, che ha ricoperto questo ruolo per oltre 20 anni.
Tornando alla collezione appena presentata, "in quanto manto esterno scelto con consapevolezza, gli abiti sono le pagine di un diario che scriviamo lungo tutta la nostra esistenza”, ha affermato Sartori. “In questa collezione, un passaggio di testimone generazionale avviene all'interno di un armadio di famiglia in cui gli oggetti sono protetti dall'incuria affinché altri membri della famiglia possano utilizzarli. Mi interessa il senso di meraviglia che si prova quando si ritrova un oggetto appartenuto al padre, al nonno, allo zio; la scoperta che deriva dallo studio di altri modi di vestire, che spinge a provare qualcosa di nuovo; il dialogo silenzioso che si instaura tra corpi e modi di comportarsi".
La nuova collezione dell'azienda di Trivero, è caratterizzata da silhouette lunghe e morbide, l'atteggiamento dégagé, il portamento appropriato. Cappotti e giacche sono più lunghi e ampi, con spalle squadrate; il volume pieno dei pantaloni fluisce da una vita alta e stretta. Simbolo di una certa formalità, l’abbottonatura doppiopetto diventa giocosa: in alcune giacche è ridotta a 1/3, mentre in altre è rielaborata con l'aggiunta di un bottone centrale orizzontale posizionato tra le chiusure tradizionali, permettendo alla giacca di essere indossata sia come un classico doppiopetto che con l'opzione intermedia, creando una vestibilità più morbida e aperta.
Anche l'uomo Prada affronta il futuro con basi salde nel passato. Cappotti asciutti e lunghi, avvitati su corpi sottili, cappelli appiattiti sul retro, polsini allungati delle camicie che non spuntano dalle maniche dei cappotti ma che avvolgono parte del braccio. Via libera a mantelline colorate messe sui cappotti e sui trench come delle piccole cappe, con cappelli abbinati.
"Sappiamo così poco che non possiamo prevedere il futuro, quindi negli abiti abbiamo bisogno di chiarezza, di precisione. C'è un'appartenenza al passato che ci interessa, anche mentre cerchiamo la novità. È un segno di rispetto: andare avanti senza cancellare ciò che è venuto prima, mantenere un'idea di bellezza e trasformarla in qualcosa di nuovo", ha spiegato Miuccia Prada, amministratore esecutivo del Gruppo Prada, nonché co-direttore creativo di Prada insieme a Raf Simons, e direttore creativo di Miu Miu. Una nuova silhouette, allungata e precisa, è consapevole della forma umana che racchiude, della sua postura e dei suoi atteggiamenti. Costruiti sulle tracce della tradizione, i capi sono composti da elementi familiari trasformati attraverso una messa in discussione delle convenzioni.
Nel parterre della sfilata, che si è svolta ieri, domenica scorsa, nel deposito della Fondazione Prada, Kentaro Sakaguchi, attore e modello giapponese, la cantante Gawon, membro del gruppo femminile Meovv, Nicholas Hoult, attore britannico, e Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud, cantautore e paroliere italiano.
La sfilata è andata in scena immersa in una scenografia di boiserie su muri con camini disposti su diversi piani a rappresentare un palazzo durante i lavori di riqualificazione quando vengono abbattute parti della casa e resta il segno delle stanze che furono. Quello che di solito è nascosto viene rivelato, quello che è chiuso diventa aperto. Richiama i valori della trasparenza e dell'artigianalità, che danno appeal al made in Italy nel mondo, la collezione presentata da Kiton.
"Il valore della responsabilità. Il coraggio della trasparenza. Non è un’ideale, è un modo di essere. Un’arte silenziosa che si riconosce nella coerenza, nella dedizione, nella mano che lavora con rispetto e precisione. A chi non desidera per esibire, ma per condividere una cultura di valori autentici e visibili. A chi non cerca l’effimero, ma un’estetica della verità", ha sottolineato, attraverso una nota, il management dell'azienda, fondata da Ciro Paone a Napoli nel 1968.
In questo contesto la collezione uomo di Kiton per la stagione autunno inverno 2026-27 punta su tessuti sviluppati in esclusiva dal proprio lanificio di Biella. Attenzione è dedicata allo studio dei volumi, pensati per garantire una vestibilità confortevole senza compromettere linea, proporzioni e struttura. I dettagli assumono un ruolo centrale, definendo un’estetica raffinata e misurata.
Retori ha aperto le porte del primo flagship store globale del brand e Blauer ha festeggiato un anniversario
La fashion week, naturalmente ha visto anche l'apertura di nuovi negozi e la celebrazione di anniversari. Retori, per esempio, ha aperto le porte del primo flagship store globale del brand pensato come luogo di cultura e celebrazione dell’arte, della connessione e della creatività.
Salotto Retori, questo il nome del negozio situato in via della Spiga, copre una superficie di 400 metri quadrati ed è distribuito su due livelli. “Lo abbiamo creato per offrire un’esperienza di meraviglia, che possa accompagnare i visitatori a lungo, anche dopo aver lasciato lo spazio", ha spiegato Salma Rachid, fondatrice e direttrice creativa di Retori.
Legni naturali, pietre scolpite, bronzo invecchiato e ceramiche materiche contribuiscono a definire lo spirito sensoriale degli spazi dominati da tonalità naturali, sabbia, pergamena e colori della terra, avvolti in una luce unitamente museale e domestica. L’intervento conservativo valorizza le precedenti stratificazioni architettoniche dello spazio, tra cui spicca il muro in “cemento borchiato” di Tadao Ando, elemento centrale del progetto. Al piano terra, affacciato su una corte settecentesca, lo spazio retail, si apre attraverso una sequenza di grandi arcate al salotto, un ambiente pensato per la conversazione e lo scambio. Il negozio ospita le collezioni donna e uomo del Chapter 03. Retori reinterpreta l’outerwear drappeggiato in tessuti leggeri, come le rivisitazioni primaverili dell’iconico cappotto del marchio con rever a scialle. Il guardaroba smartorial femminile e maschile esplora l’abito formale, via libera a giacche sahariane e gilet funzionali. L’iconico abito drappeggiato Retori è avvitato, mentre la maglieria evoca familiarità e attitude artigianale. Interamente disegnata e prodotta in Italia la collezione è declinata in una palette di blu marini, turchesi, marroni assolati e verde salvia.
Punta sui materiali pregiati la collezione per il prossimo autunno di Jacob Cohën. “Stagione dopo stagione lavorare con materiali preziosi ed esclusivi è sempre più la cifra stilistica di Jacob Cohën che nella sua naturale evoluzione creativa, conserva a pieno il rispetto per le proprie radici”, ha detto Jennifer Tommasi Bardelle, direttore artistico del brand.
Nappa, anche scamosciata, cervo e montone per giacche, bomber e gilet. Double di cachemire, tinta unita, a contrasto o nella versione principe di Galles, per cappotti dal taglio rigoroso e dall’anima decisamente sartoriale. Il denim attraversa la nuova collezione grazie a camicie e cinque tasche dalle forme rilassate. Blue Silk Cloud, nuovo progetto del brand, vede le imbottiture interne dei capi realizzate con denim riciclato, mescolato a seta e poliestere. Le maglie, nei filati preziosi di cachemire e cachemire-seta, sono polo, collo alto o dolce vita, in color block o con giochi di fantasie geometriche.
Tra i colori, le sfumature dei marroni, dei bruciati, del tortora, dei grigi, del verde muschio, passando per gli ocra e il color ghiaccio. Fa rivivere i colori dei paesaggi invernali delle Marche, terra di origine di Santoni, la collezione messa a punto dal marchio per la prossima stagione invernale.
Al centro della collezione figura Velatura, la tecnica di colorazione a mano che incarna la quintessenza di Santoni. Il colore viene applicato strato dopo strato, fino a ottenere profondità inattese. Questa ritualità cromatica percorre l’intera proposta attraverso tonalità radicate nel territorio: il verde edera, fitto e resinoso; il verde mura, minerale e pacato; il marrone Autunno, profondo e terroso; il caldo rosso Mosto e l’arancione bruciato Aurora. Presentata a Milano anche la linea Santoni Easy, la collezione che unisce leggerezza e dinamicità. Tra i modelli, il Chelsea Easy Nova che reinterpreta il classico stivaletto con una suola ultraleggera.
Tra i brand che hanno scelto la fashion week milanese per celebrare una ricorrenza, figura Blauer che ha ha festeggiato i 25 anni di licenza del marchio. Il marchio, come ha spiegato Enzo Fusco, presidente, ceo e socio fondatore e titolare di Fgf Industry-Blauer, è stato fondato a Boston nel 1936 per fornire abbigliamento tecnico a polizia, marina e altre forze armate. "Noi festeggiamo i 25 anni di licenza del marchio, di cui abbiamo acquisito metà della proprietà nel 2017 attraverso la società Bwf (Blauer world fashion)", ha raccontato Fusco.
La prima licenza tra Fgf Industry e Blauer è stata siglata nel 2001 ed è riuscita a traghettare un marchio nel mondo della moda.
"Ho avuto l'idea di provare a rendere un marchio di abbigliamento tecnico, che vestiva anche la polizia, appetibile per i clienti della moda. E' così che sono andato dai signori Blauer e ho chiesto loro la licenza e l'ho ottenuta. Dopo i primi tre anni hanno deciso di affidarci una master license per tutto il mondo", ha spiegato Fusco.
Nato per fornire capi tecnici alla polizia, alla marina e ad altri corpi militari, oggi Blauer reinterpreta il concetto di uniforme nel mercato della moda, per vestire uomini e donne indipendenti, cosmopoliti e sensibili alla qualità, all’autenticità e alla ricerca di materiali pregiati e performanti.
Oltre la metà del fatturato di Fgf Industry (cui fanno capo anche i marchi Ten c, il brand di caschi Hd e Bpd), che nel 2025 supera i 90 milioni di euro, è realizzato all'estero. Germania, Austria Spagna, Polonia, Repubblica Ceca. Francia, Belgio, Olanda, sono alcuni dei mercati esteri attualmente più interessanti per il brand. Per l'anniversario è stata messa a punto una capsule collection in edizione limitata: Chiara Perano by Francine. Quattro giubbotti in pelle vintage, due da donna e due da uomo, presi dall’archivio di Enzo Fusco, sono stati reinterpretati da Chiara Perano, artista e illustratrice italo-inglese, in collaborazione con Francine, la piattaforma di Amy Bannerman dedicata al nuovo mondo dell’usato di lusso.
Dal vintage di lusso, alla montagna, che è parte integrante della storia di K-Way, marchio che fa capo al Gruppo torinse BasicNet che, recentemente, ha messo a segno le acquisizioni di Woolrich e di Sundek.
La collezione sci per la prossima stagione autunno inverno del marchio, è stata presentata presso il quartier generale milanese del marchio: BasicVillage. La proposta comprende completi giacca e pantalone caratterizzati da trattamenti idrorepellenti Durable water repellent. Accanto all’outerwear tecnico trovano spazio i mid-layer isolanti, progettati.
Sceglie la neve anche il marchio Dsquared2 che ha trasformato la passerella in un winter wonderland a tema hockey, sullo sfondo di un paesaggio con foglie d’acero canadesi, evocando il Paese di provenienza dei fondatori del brand.
Registro completamente diverso per il marchio collettivo Lessico Familiare, che ha sfilato nella nuova sede di Istituto Marangoni, in via Meravigli. La collezione "New age" è una raccolta di tutte le tracce lasciate da lessico familiare negli anni: abiti in ovatta, silhouette cocoon, sottovesti preziose, capispalla logori, citazioni plateali, fiocchetti leziosi e animali talismani.