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Imperfetto, mutevole e ricco di illusioni: i trend della moda uomo da Milano

La settimana della moda maschile di Milano ha presentato per l'autunno inverno 26 tendenze come l'imperfezione, il trompe-l'œil e le scollature profonde.
Moda
Pdf mette in scena un teatro della moda per il finale della settimana della moda di Milano Credits: ©Launchmetrics/spotlight
Scritto da Ole Spötter

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La settimana della moda maschile di Milano per la stagione autunno inverno 2026 non ha offerto un calendario fitto di appuntamenti e solo pochi grandi nomi hanno presentato le loro collezioni nella metropoli della moda, tuttavia non sono mancati alcuni momenti salienti che hanno esplorato i temi del cambiamento e della trasformazione.

Ecco una panoramica delle tendenze attuali da Milano.

Imperfetto

Domenico Orefice, Prada e Qasimi (da sinistra a destra) Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Sulle passerelle maschili di Milano, questa stagione ha visto un ritorno a un'estetica più grezza. Diversi brand si sono discostati dal look perfetto, primo fra tutti Prada. La casa di moda ha deliberatamente "sporcato" le sue camicie, presentato cappotti stropicciati e manipolazioni di tessuto volte a rappresentare l'usura.

Il marchio londinese Qasimi, nel frattempo, ha presentato diversi capi bucherellati, come se fossero stati mangiati dalle tarme. Meno evidente, ma comunque chiaramente riconoscibile, è stata anche la dichiarazione di imperfezione di Domenico Orefice. Il brand ha mostrato, tra le altre cose, una camicia a righe nere e verdi, in cui le strisce orizzontali nere applicate erano sfilacciate ai bordi.

Trompe-l’œil

Saul Nash, Mordecai e Domenico Orefice (da sinistra a destra) Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Il trompe-l'œil è stato utilizzato questa stagione da diversi brand per i capi più svariati. Mentre il designer londinese Saul Nash ha imitato il gessato con una stampa su un abito e ha presentato un top cut-out, compreso il petto nudo, su una semplice t-shirt, il designer milanese Domenico Orefice ha utilizzato il concetto per applicare un gioiello da collo su un top.

Ludovico Bruno, che dalla fine dello scorso anno è anche direttore creativo del marchio canadese di outerwear Moose Knuckles, ha giocato con un tipo di pelliccia sintetica per il suo brand Mordecai. Invece di imitarne la texture, ha stampato l'effetto pelliccia su diverse giacche.

Inside Out

Prada e Oakley Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Nel segmento sportivo e outdoor, la giacca reversibile non è una novità. Solitamente è progettata solo per la funzionalità, facendo compromessi sul design. Oakley dimostra che si può fare diversamente con la sua giacca da sci alla moda, a metà tra streetwear e sportswear. Invece di nascondere le tasche interne applicate, il brand le mette abilmente in risalto, presentando non solo due colori diversi, ma due giacche completamente differenti.

Ten C x Comoli Credits: Ten C / FGF Industry

Anche Ten C ha integrato il tema nella sua presentazione. Lo specialista di outerwear ha offerto un'anteprima della sua ultima capsule con il brand giapponese di menswear Comoli. Questa include un completo a due pezzi con giacca e pantaloni, oltre a un cappotto.

Ma questa inversione di tendenza non si è vista solo nel look sportivo e urbano. Anche Prada ha mostrato diversi trench più sobri che nascondono all'interno un tessuto diverso e un'abbottonatura aggiuntiva.

Il mix fa la differenza

Maragno, Simon Cracker, Dsquared2 e Mordecai (da sinistra a destra) Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Mentre molti brand si concentrano su un unico materiale per capo, alcuni designer giocano anche con un mix. L'etichetta italiana Maragno unisce tessuti e texture diverse, provenienti come deadstock da grandi case di moda come Max Mara, spiega l'omonimo designer durante la sua presentazione. Nei look, il secondo tessuto viene integrato, tra le altre cose, come inserto sulla manica. I brand Dsquared2 e Mordecai combinano il denim con tessuti sintetici per diversi modelli di giacche.

Sguardi profondi

DSquared2, Prada, D&G (da sinistra a destra) Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Che l'ispirazione provenga sempre più dagli anni 2010, sostituendo così l'estetica Y2K, è una tendenza che si delinea da alcune stagioni. Per l'autunno/inverno 2026, i designer sembrano essersi concentrati sulla scollatura. Queste diventano ora più profonde, che si tratti di girocollo o scollo a V.

Al momento non arrivano ancora all'ombelico, in quel caso gli stylist preferiscono eliminare del tutto la t-shirt sotto la giacca, ma offrono comunque uno sguardo decisamente più profondo di prima. Modelli di questo tipo si sono visti, tra gli altri, da Prada, Dsquared2 e Dolce & Gabbana.

Cappotti da sci

Oakley, K-Way e Li-Ning Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Nel settore degli specialisti di outerwear e sportswear, si è notata una tendenza verso la giacca da sci più lunga. Rispetto al piumino, finora molto popolare, questi capi, visti tra gli altri da K-Way e Oakley, oltre a un look urbano, dispongono di tutte le funzionalità necessarie per la pista.

Anche per quanto riguarda le silhouette ci sono state delle differenze. Mentre K-Way ha presentato un modello lineare, il marchio sportivo cinese Li-Ning ha mostrato diverse versioni di un cappotto dal taglio ampio, la cui forma ricorda mantelle o tute alari.

Le scarpe più audaci

Setchu (a sinistra, entrambi) e DSquared2 (a destra, entrambi) Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Per concludere, lo sguardo si sposta verso il basso. A Milano, due brand hanno attirato particolarmente l'attenzione con le loro calzature. Il designer giapponese Satoshi Kuwata, dietro al marchio milanese Setchu, ha presentato diversi modelli di scarpe, dalle ciabatte basse agli stivali, intrecciati in paglia.

Il marchio di lusso Dsquared2, con la sua collezione ispirata agli sport invernali, si è concentrato sullo scarpone da sci, offrendo diversi modelli per uomo e donna. Mentre nella moda uomo la scarpa è stata mixata con uno stivale da cowboy, nella moda donna si è trasformata in uno stivale con tacco alto.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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