In Italia ogni anno sono generate circa 615mila tonnellate di rifiuti tessili
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In Italia si generano ogni anno circa 615mila tonnellate di rifiuti tessili, a fronte di appena 154mila tonnellate intercettate dalla raccolta differenziata. Questo è uno dei dati principali emersi dalla ricerca “Sustainability in fashion value chains”, presentata da Tecno (società benefit quotata su Euronext Growth Milan attiva nel comparto SustainTech), in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Istituto Marangoni. Lo studio evidenzia come la gestione dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) rappresenti una leva strategica per l'efficienza industriale e il controllo della catena del valore nel settore della moda.
Oltre l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto può essere determinato già in fase di design
Secondo le evidenze richiamate nel paper, oltre l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto può essere determinato già in fase di design, quando vengono operate le prime scelte relative a materiali e processo di realizzazione. Nei casi di Lca (Life cycle assessment, il metodo scientifico per misurare l'impatto ambientale di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita) ed economia circolare analizzati nel paper, l’impatto delle materie prime rappresenta oltre il 97-99% degli impatti valutati.
Attualmente, meno del 19% dei marchi esercita un controllo completo sulla propria catena di fornitura, sebbene oltre il 60% dei consumatori dichiari che i parametri sostenibili orientano le decisioni d'acquisto.
Ciononostante, di fronte a un capo sostenibile con un prezzo maggiore, solo il 24% degli acquirenti sceglie l'opzione ecologica, mentre il 40% vira verso il prodotto tradizionale e più economico.
Le leve d'acquisto primarie restano legate a fattori tradizionali: costo (74%), vestibilità e comfort (69%), qualità e durabilità (64%), a fronte di attributi ambientali che incidono per una quota compresa tra il 15% e il 30%. Parallelamente, cresce il segmento del secondo mano, un mercato stimato in 50 miliardi di euro che registra ritmi di espansione da due a tre volte superiori rispetto al canale di vendita primario.