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In tartan ma molto femminile: come la collezione di Lantink ha conquistato il Woolmark prize

Scritto da Isabella Naef

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Moda
La collezione di Duran Lantink Credits: FashionUnited

E' piaciuta molto alla giuria dell'International Woolmark prize, presieduta da Donatella Versace, dal primo aprile chief brand ambassador di Versace, la collezione, in gran parte in tartan, dell'olandese Duran Lantink. "Ho disegnato questa collezione in tartan, con tessuti in lana, in collaborazione con Woolmark e, pur utilizzando un tessuto molto classico e tradizionale, ho voluto dare femminilità agli abiti, con i disegni dello scozzese che segnano ed esaltano il corpo", ha raccontato a FashionUnited, ieri sera, al Palazzo del Ghiaccio, a Milano, il 37enne Lantink.

Lo stilista, che ha studiato alla Gerrit Rietveld Academie e al Sandberg Instituut, diplomandosi presso quest'ultimo nel 2017, è conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Già in lizza per il Premio Lvmh nel 2019, ha un approccio innovativo all'upcycling, la filosofia “zero-waste” (zero rifiuti) di Lantink utilizza capi d'abbigliamento usati e tessuti non più disponibili per creare una moda tanto etica e all'avanguardia.

Dopo aver ricevuto l'attenzione internazionale per i pantaloni “vagina” che ha creato per il video musicale “Pynk” di Janelle Monáe nel 2018, il designer ha continuato a disegnare pezzi per artisti come Beyonce, Doja Cat, Paris Hilton, Billie Eilish, Solange.

Duran Lantink con Donatella Versace, Ib Kamara e una modella Credits: Woolmark

Insomma, con il premio ricevuto ieri, pari a 300.000 dollari australiani, lo stilista avrà modo di proseguire la scalata al successo. "Viviamo un momento in cui abbiamo bisogno di sentirci meglio. Duran ci trasmette proprio questo. La sua collezione è una meravigliosa combinazione di rispetto per la fibra e di un senso gioioso del futuro", ha affermato Donatella Versace durante la premiazione. L'etichetta Lantink è in vendita anche presso il milanese 10 Corso Como. I prezzi dei capi vanno dai 450 euro per il pantalone corto in jersey stretch a righe, ai 390 del top in jersey, ai 1245 euro dell'abito smanicato in canvas.

Alessandro Dell'Aqua, fondatore di N21: tutti i finalisti accomunati da una forte personalità

Il designer olandese è piaciuto molto anche ad Alessandro Dell'Aqua, fondatore e direttore creativo di N21, che sedeva in giuria. "Ho trovato molto interessanti tutti gli otto finalisti, accomunati da una forte personalità", ha raccontato a FashionUnited, Dell'Acqua. "Peccato ci fosse solo un italiano nella rosa dei finalisti. Molti di questi sono già ben conosciuti a livello internazionale; in giro ci sono ancora tanti talenti freschi da scoprire".

"Consiglio a chi ha talento ed è alle prime armi di fare tanta consulenza per i marchi, di imparare il più possibile da chi ha già esperienza in modo da essere in grado di ponderare bene la crescita del proprio brand, passo dopo passo. Vedo, invece, che molti designer hanno fretta, tantissima fretta di sfilare, di farsi apprezzare. E' comprensibile, anche io a quella età ero un po' così, ma lavorare per altri paga molto anche in termini di acquisizione di competenza ed esperienza e, soprattutto, consente di mantenersi indipendenti", ha concluso Dell'Acqua.

Questo, per esempio, è il percorso che ha fatto l'unico italiano in lizza per il premio: Act N°1. Il marchio è stato fondato nel 2016 Luca Lin, originario di Reggio Emilia. La contaminazione tra culture, nella fattispecie quella cinese e quella italiana, è nel Dna del marchio che vende molto in Asia. "Fin da piccolo ho apprezzato le porcellane e l'arte cinese, i miei genitori sono sempre stati appassionati di antichità, mi piace l'idea di accostare stili apparentemente diversi, mescolando le mie radici e facendo in modo che gli abiti parlino di tradizioni e culture diverse", ha spiegato, ieri sera, Lin. Lo stilista, che ha studiato alla milanese Haute future fashion academy, scuola di moda e design, ha mosso i primi passi nella moda entrando nella sartoria della zia.

Un capo della collezione di Act N°1 Credits: FashionUnited

Le collezioni dei finalisti sono per la maggior parte no gender

Interessante anche la collezione della stilista belga Merril Rogge. "Vivo in Belgio, fa molto freddo e siamo da sempre abiuati a vestirci di lana", ha detto a FashionUnited, Rogge. Giacche con imbottitura in lana "e non in materiali sintetici", pantaloni unisex, cappotti in wool fanno parte della collezione presentata ieri sera.

Una clientela ormai affezionata e capi prodotti su ordinazione per l'irlandese Michael Stewart, che ha fondato Standing Ground. "Produco su ordinazione in base alle esigenze dei miei clienti", ha spiegato Stewart, la cui collezioni si compongono di abiti da sera moderni e ornamenti per il corpo. Tecniche di drappeggio, scultura e artigianato contraddistinguono i capi del designer che si è laureato al Royal College of Art nel 2017.

La collezione di Standing Ground Credits: FashionUnited
Vincitore e finalisti presenti ieri, a Milano, riceveranno supporto per far crescere i propri marchi. "Da oltre 70 anni, l'International Woolmark prize celebra la bellezza e la versatilità della lana Merino, desideriamo offrire a questi stilisti gli strumenti e le conoscenze necessarie per promuovere una crescita sostenibile attraverso innovazione e mentorship industriale in tutte le aree del business", ha sottolineato John Roberts, managing director di Woolmark. "Abbiamo dei partner retail che possono aiutare questi designer a promuovere le loro collezioni", ha detto Roberts. "Offriamo un aiuto concreto per lo sviluppo delle collezioni, così come consulenza per il business".
Un abito da sera di Standing Ground Credits: FashionUnited
Alessandro Dell'Acqua
Donatella Versace
Duran Lantink
International WoolMark Prize
The Woolmark Company