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Inditex e Basf insieme per il riciclo del tessile

Scritto da Isabella Naef

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Moda

Zara ha realizzato una giacca interamente composta da Loopamid Credits: Courtesy of Inditex
Riciclo al centro della strategia di molte aziende del fashion. Inditex e Basf, per esempio, hanno lanciato Loopamid, una poliammide 6 (Pa6, noto anche come nylon 6) ottenuta interamente da rifiuti tessili. In particolare, si legge in una nota, "Basf offre la prima soluzione circolare per l’abbigliamento in nylon realizzata esclusivamente con rifiuti tessili".

Zara ha realizzato una giacca interamente composta da Loopamid disponibile in tutto il mondo al prezzo di 179 euro. "Grazie alla capacità di tollerare tutte le miscele di tessuti come Pa6 e elastane, la tecnologia all’avanguardia consente un’attività di riciclaggio textile-to-textile dei rifiuti tessili post- industrial e post-consumer. Le fibre e i materiali possono essere riciclati in più cicli e, al contempo, il materiale presenta le medesime caratteristiche della poliammide vergine", prosegue la nota.

Zara ha realizzato una giacca interamente composta da Loopamid

“L’innovazione è fondamentale per promuovere un’industria più responsabile. Questa collaborazione è un ottimo esempio di come, lavorando insieme, possiamo utilizzare le nuove tecnologie per trasformare i rifiuti tessili in una nuova risorsa. Questo progetto rappresenta un primo passo nella direzione di una soluzione circolare, dal momento che l’industria deve ancora incrementare le nuove strutture di raccolta e riciclaggio per chiudere il ciclo e portare su scala il riciclaggio dei rifiuti post-consumer”, ha sottolineato Javier Losada, chief sustainability officer di Inditex.

La collaborazione tra Basf e Inditex si basa su un percorso condiviso: entrambe le aziende si pongono ambiziosi obiettivi di sostenibilità. Entro il 2030, infatti, Basf si propone di raddoppiare il fatturato generato dalle soluzioni dedicate all’economia circolare, portandolo a 17 miliardi di euro. Per far ciò, l’azienda si sta focalizzando su tre campi d’azione: materie prime circolari, nuovi cicli di materiali e nuovi business model. Entro il 2030 Inditex, invece, punta a produrre la totalità dei suoi prodotti tessili esclusivamente con materiali a minore impatto ambientale. Per raggiungere questo obiettivo, il Gruppo prevede di realizzare il 25 per cento delle fibre tessili con materiali di nuova generazione che ancora oggi non esistono su scala industriale, il 40 per cento con materiali riciclati convenzionali e il 25 per cento con fibre organiche e rigenerative.

Inditex ha stipulato partnership con altri gruppi attivi nell’industria manifatturiera dell’abbigliamento per integrare perfettamente Loopamid in vari elementi dei capi, compresi tessuti, cerniere, bottoni, imbottiture, chiusure a strappo e filati per cucito. ModaRe, un programma di take-back gestito dall’organizzazione benefica Caritas, ha classificato, smistato e messo a disposizione i tessuti scartati per farne una materia prima.

L’azienda italiana RadiciGroup ha lavorato al processo di trasformazione del polimero Loopamid in varie tipologie di filati con caratteristiche diverse. "Anche l’azienda giapponese di prodotti per il fissaggio Ykk e le multinazionali Velcro hanno svolto un ruolo cruciale nell’utilizzo del polimero Loopamid per la creazione di componenti in plastica destinati a cerniere e bottoni a pressione, nonché a chiusure a strappo", prosegue la nota. Inoltre, la società spagnola Uniter, l’italiana Tessitura Vignetta e le tedesche Freudenberg e Gütermann hanno partecipato a questo progetto per sviluppare altri componenti per capi di abbigliamento, come etichette interne, imbottiture e filati per cucire, utilizzando Loopamid.

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