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Inflazione: per Confcommercio prezzi sotto controllo, domanda debole ma in ripresa

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In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% Credits: FashionUnited, immagine generata con l'ausilio dell'Intelligenza artificiale
Scritto da Isabella Naef

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Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di dicembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente).

In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1,0% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2,0% nell’anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024).

La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), in parte attenuata dalla diminuzione di quelli degli energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e dal rallentamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%), si legge in una nota dell'Istat.

Nel mese di dicembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,7% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,7% a +1,9%).

Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,2%) e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,2%) si accentua.

Per Confcommercio, il moderato incremento registrato dall’inflazione nel mese di dicembre, dopo un trimestre di riduzioni congiunturali dei prezzi al consumo, è un dato in linea con gli andamenti storici specifici dell’ultimo mese dell’anno, periodo su cui pesano gli effetti di alcuni aumenti stagionali. "In termini prospettici il dato diffuso oggi (ieri, ndr) desta poche preoccupazioni anche in considerazione del permanere dell’inflazione di fondo su valori contenuti e dell’eredità nulla lasciata all’anno che è appena iniziato. Va anche sottolineato come l’inflazione nel nostro paese si confermi, sia a dicembre che nel complesso del 2025, tra le più contenute all’interno dell’euro area", scrive l'Ufficio studi di Confcommercio commentando i dati Istat.

"In questo contesto, almeno fino alla fine del terzo trimestre del 2025, la bassa inflazione, pur favorendo importanti recuperi del potere d’acquisto delle famiglie, non ha prodotto effetti significativi sulle decisioni di spesa. La propensione al risparmio si è, infatti, collocata nel terzo trimestre del 2025 su livelli storicamente molto elevati. La ripresa della domanda per consumi è un elemento cruciale per rendere possibile una crescita prossima all’1% nel 2026", aggiunge Confcommercio.

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