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“La coerenza è la masterclass”: Florian Wortmann, Chief Brand & Commercial Officer di bugatti, parla della nuova forza del marchio

Moda|Intervista
Florian Wortmann, chief brand & commercial officer di bugatti. Foto: bugatti
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Scritto da FashionUnited Media

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Quando l'identità del marchio e la distribuzione globale si intrecciano sempre di più, nasce una nuova forma di incisività. Con la nomina di Florian Wortmann a chief brand & commercial officer, bugatti ha fatto di questa sinergia una priorità assoluta. Wortmann, che aveva già riposizionato l'azienda come chief brand officer, sta ora portando avanti con coerenza l'integrazione tra prodotto, marketing e vendite. FashionUnited ha parlato con lo stratega del cambiamento culturale, delle ambizioni globali e dell'immersivo “Brand Universe” a Forte dei Marmi.

Nuova struttura: tutto sotto un unico cappello

Con l'ampliamento delle sue responsabilità, bugatti lancia un chiaro segnale strategico a favore di una gestione aziendale olistica. “In passato, marketing, design del prodotto e vendite erano separati. Ora l'intera filiera è nelle mani di una sola persona”, spiega Wortmann. Per l'azienda, questo passo è la logica conseguenza della sua comprensione del mercato. “Vengo dal retail. So che, alla fine, sono i clienti finali a determinare il successo, a prescindere che si parli di intelligenza artificiale o di altre tendenze”. Per questo, oggi, una leadership moderna deve seguire ogni fase: dal primo schizzo di design alla presentazione sul punto vendita.

Heritage vs. Evoluzione

Wortmann non vede bugatti solo come un marchio, ma come un “bene culturale” profondamente radicato nella società. Tuttavia, chi si aspetta una rottura radicale con la tradizione si sbaglia. “Non sto cambiando molto le fondamenta. Voglio rafforzare i nostri punti di forza”. La sua ricetta per il successo risiede nell'assoluta fedeltà di esecuzione. “La cosa più difficile è portare avanti una visione con coerenza. Il brand building è quasi come una religione: prima si convincono i collaboratori interni, poi il settore retail e infine i consumatori”.

Dass diese Ambitionen Früchte tragen, zeigt sich aktuell bei Partnern wie dem Bekleidungshändler Peek & Cloppenburg. Dove prima c'era spesso solo un tavolo funzionale con capi basici, oggi il pubblico trova un mondo del marchio altamente emozionale. Wortmann riassume il concetto: “Lo stile di vita italiano si combina con un rapporto qualità-prezzo tradizionalmente buono, tipicamente tedesco. La leggerezza dell'essere, la ‘sprezzatura’, è il nostro core”.

AI26. Foto: bugatti

Prova di realtà: “Dobbiamo muoverci”

Un'attenzione particolare è posta da Wortmann sulla rilevanza demografica, un tema che affronta con notevole franchezza. “La nostra clientela storica sta semplicemente invecchiando. Dobbiamo muoverci con decisione verso i quarantenni per rimanere competitivi in futuro”.

I numeri ne confermano l'importanza: ovunque bugatti si affacci su nuovi canali digitali e marketplace, il marchio registra una crescita a tre cifre. “Nel nostro negozio online, spesso registriamo sette nuovi clienti ogni dieci ordini. Naturalmente, si perde qualcosa con la fascia di clientela più anziana, ma senza questo coraggio, tra dieci anni non avrai più motivo di esistere”.

Lifestyle per eccellenza

Dal punto di vista economico, bugatti mantiene una rotta prudente. In quanto azienda a conduzione familiare, si dà priorità a una crescita redditizia e sostenibile piuttosto che a volumi aggressivi. Un motore centrale è il womenswear: entro il 2030, la sua quota dovrebbe salire al 20 per cento. “Stiamo unendo stilisticamente il menswear e il womenswear. Da noi una coppia può fare acquisti e apparire esteticamente coordinata alla perfezione, senza sembrare mascherata”.

La forma più emozionale di questa strategia prende vita nel “Brand Universe” a Forte dei Marmi, in Italia. In occasione di Pitti Uomo, il marchio trasforma un esclusivo beach club in un ecosistema immersivo del brand. “Qui si tratta di un vero e proprio community building. Invitiamo a vivere bugatti con tutti i sensi, dal design degli asciugamani al sound curato”, spiega Wortmann. Mentre altri puntano su sfilate distaccate, il marchio crea vicinanza. “Non servono testimonial. Le nostre star sono i clienti e i partner che condividono con noi questo stile di vita. Creiamo momenti che restano impressi”.

AI26. Foto: bugatti

In conclusione, Wortmann rivolge lo sguardo al settore. “L'industria della moda viene spesso dipinta peggio di come sia in realtà”, afferma. Per lui, la chiave non risiede tanto nelle condizioni esterne, quanto nel proprio atteggiamento. “Mio nonno diceva sempre: finché nessuno va in giro nudo, hai un lavoro. Dovremmo investire meno energia nell'incertezza e mostrare più coraggio”. Le opportunità ci sono, l'importante è coglierle. Per bugatti, questo significa proseguire con coerenza sulla strada intrapresa: con una strategia chiara, una stretta integrazione di tutte le aree e fiducia nel proprio sviluppo. “La torta dell'industria della moda è enorme. Anche se quintuplicassimo la nostra fetta, ce ne sarebbe ancora abbastanza per tutti, e noi abbiamo appena iniziato”.

SUL MARCHIO
Per saperne di più su bugatti, visitate la pagina aziendale

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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