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L'arrivo di Pieter Mulier da Versace segna un nuovo inizio per la maison di lusso

Cosa potrebbe sbloccare la direzione creativa di Pieter Mulier da Versace
Moda
Negozio Versace Credits: Capri Holdings
Scritto da Don-Alvin Adegeest

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L'annuncio di oggi relativo alla nomina di Pieter Mulier a chief creative officer di Versace conferma le voci che circolavano da mesi negli ambienti della moda. Il Gruppo Prada e Versace hanno confermato congiuntamente la nomina, posizionando lo stilista belga al timone creativo di uno dei nomi più iconici della moda, che si appresta a entrare in un nuovo capitolo sotto la proprietà italiana.

Mulier arriva con un curriculum importante e direzionale. Architetto formatosi a Bruxelles e poi diventato stilista, è stato scoperto da Raf Simons nel 2003 e ha continuato a lavorare a stretto contatto con lui per Jil Sander, Dior e Calvin Klein, diventando infine direttore creativo di Calvin Klein quando Simons ne è diventato chief creative officer. Dopo quel periodo formativo, nel 2021 è approdato da Alaïa, primo direttore creativo nominato dalla storica maison parigina dopo la morte del suo fondatore, e in cinque anni si è guadagnato il plauso per aver rinvigorito il marchio pur rimanendo rispettoso dei suoi codici storici.

Il breve mandato di Vitale

Versace arriva a questo momento con un grande potenziale e molte questioni in sospeso. L'ultima stagione del marchio sotto la guida di Dario Vitale è stata ampiamente elogiata, ma il mandato di Vitale si è rivelato fugace, concludendosi poco dopo la finalizzazione dell'acquisizione da parte di Prada alla fine del 2025. Sotto la precedente proprietà americana di Capri Holdings, Versace aveva faticato a definire una chiara identità di lusso a fronte di un calo delle vendite.

Il compito di Mulier non è solo quello di creare bei vestiti, ma di definire ciò che Versace rappresenta nel 2026 e oltre. Ciò significa conciliare il Dna sgargiante della maison, il glamour, le stampe audaci, i codici heritage che rendono "Versace" una parola nota anche ai non addetti ai lavori, con le realtà di mercato del consumatore di lusso di oggi. Anni di "quiet luxury" hanno abituato il pubblico ad aspettarsi sfumature e individualità; il glamour ad alto voltaggio di Versace può rispondere a questa esigenza, ma ha bisogno di una voce coerente per farlo.

Nel suo periodo da Alaïa, Mulier ha dimostrato di saper bilanciare il rispetto per il passato storico di un marchio con la valuta culturale che il pubblico più giovane desidera, sia attraverso accessori di forte impatto, silhouette scultoree o pezzi che diventano essi stessi creatori di tendenza. Questa sensibilità sarà fondamentale da Versace, dove gli accessori e il ready to wear non da red carpet hanno storicamente avuto un ruolo secondario rispetto ai momenti da star. C'è un terreno fertile, dal perfezionamento dello sporty luxury alla ridefinizione delle categorie di borse e scarpe del marchio, il tutto mantenendo al centro l'audacia intrinseca di Versace.

Altrettanto intrigante è la costellazione di relazioni che circonda questa nomina. Con Raf Simons ora co-direttore creativo di Prada, la discendenza Mulier-Simons invita inevitabilmente a speculare su un dialogo creativo tra le maison del gruppo, una dinamica che potrebbe essere tanto determinante nel definire la più ampia strategia estetica del Gruppo Prada quanto una singola sfilata.

In definitiva, la questione non è se Pieter Mulier possa "disegnare" per Versace, ma se possa guidarla: trasformare il suo glamour mitico in una narrazione di lusso sostenibile e lungimirante che abbia risonanza a Milano, New York, Seul e oltre. Sulla carta, l'abbinamento ha senso; in pratica, ciò che accadrà ci dirà se si tratta di una rinascita per Versace o semplicemente di un nuovo capitolo della sua lunga e leggendaria storia.

Raf Simons (a sinistra) e Peter Mulier alla presentazione della SS18 di Calvin Klein. Credits: ©Launchmetrics/spotlight

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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