L'associazione animalista Peta spiega come distinguere la finta pelliccia da quella vera
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Mentre si allunga la lista di griffe che non utilizzano più pellicce per le loro collezioni e di fashion week che le escludono dalle passerelle, l'ultima, dopo Londra, Copenaghen, Berlino, Stoccolma, Amsterdam, Helsinki e Melbourne, è stata New York, l'associazione animalista Peta, acronimo di People for the ethical treatment of animals, fornisce suggerimenti pratici per comprendere se una la pelliccia sia vera o finta.
Peta: oggi le pellicce sintetiche e bio sono così simili a quelle vere che identificare i manti prelevati da un animale richiede un occhio esperto
"Al giorno d'oggi, le pellicce sintetiche e bio (prive di derivati animali e plastica) sono così simili a quelle vere (ma senza la crudeltà) che identificare i manti prelevati da un animale richiede un occhio esperto. Le etichette a volte possono trarre in inganno: persino noti rivenditori di alta moda sono stati sorpresi a vendere pellicce animali spacciandole per sintetiche. Quindi, come si fa a capire se la pelliccia è vera o finta?", sottolinea Peta.
Iniziare identificando le differenze di consistenza e aspetto è indispensabile. A meno che non siano stati tosati o tagliati, i peli degli animali, infatti, terminano con una punta sottile, mentre la pelliccia sintetica tipicamente presenta estremità piatte dove i macchinari hanno effettuato il taglio. "Se le punte delle fibre si restringono verso la fine, rimettilo a posto. Inoltre, i peli sintetici tendono a essere più uniformi, mentre quelli animali variano in lunghezza", spiega Peta.
Ispezionare la base del materiale
Successivamente, va ispezionata la base del materiale. La pelliccia animale è la pelle di un animale morto, quindi la radice del pelo sarà attaccata alla pelle (cuoio), mentre la pelliccia sintetica sarà attaccata a una trama tessile.
Come la pelle, le piume e la lana, la pelliccia "ha un costo imperdonabile: la vita degli animali. Ma non dare per scontato che una pelliccia economica debba essere per forza finta. Gli allevamenti intensivi di animali da pelliccia sono a basso benessere e, di conseguenza, a basso costo; piccoli oggetti in pelliccia, come i pompon decorativi, potrebbero non avere il prezzo elevato che ci si aspetterebbe da una pelliccia vera", aggiungono gli esperti dell'associazione animalista.
Metodi di prova per identificare la vera pelliccia
"Se possiedi già il capo, il test del fuoco può confermare se la pelliccia è vera. Strappa delicatamente alcuni fili con una pinzetta e bruciali con cura con un fiammifero o un accendino. Il pelo animale bruciato puzza come i capelli umani bruciati. La pelliccia sintetica (come l'acrilico o il poliestere) si scioglie e odora di plastica bruciata. Presta molta attenzione durante questo test: non inalare troppi fumi e mantieni il controllo della fiamma", avvisano gli esperti.
Il test dello spillo è un altro metodo efficace indicato da Peta. La pelle animale è più dura dei tessuti, il che significa che uno spillo infilzato in essa offrirà più resistenza rispetto a uno spillo che attraversa la base tessile della pelliccia sintetica. Se lo spillo è difficile da spingere attraverso la base, è probabile che si tratti della pelle di animale.
Utilizzare il microscopio è un altro sistema valido. La vera pelliccia mostrerà le cellule; quella sintetica no. "Alcune associazioni per i diritti degli animali offrono test gratuiti nel caso si volesse inviare loro un campione", hanno affermato gli esperti di Peta, sottolineando anche che la vera pelliccia è più impopolare che mai. Nel 2025, Condé Nast (editore di Vogue) è diventato l'ultimo gruppo a rifiutare la pelliccia, seguito subito dopo da Hearst (editore di Harper’s Bazaar).
"L'impatto devastante sull'ambiente è uno dei motivi principali che sta allontanando il favore dei consumatori, spingendo i produttori di pellicce sintetiche a superare i materiali plastici. Gli artigiani francesi di Ecopel hanno creato il materiale Flur, al 100% bio-based, mentre il materiale Savian di BioFluff è interamente vegetale ed è già scelto da designer di alto livello come Ganni e Stella McCartney", spiegano, ancora, gli esperti di Peta.