Le donne nella moda: partecipazione femminile del 31,4% negli organi societari dei grandi marchi nel 2025
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Nella moda italiana un ruolo apicale su tre è coperto da donne, guardando più in dettaglio alla composizione dei consigli di amministrazione, nel 2025 la presenza femminile ha raggiunto il 25,4%, crescendo di 4,1 punti percentuali dalla prima edizione del 2020. Nonostante ciò, dal 2023 la quota di donne nei consigli di amministrazione è lievemente decresciuta.
L’analisi delle visure di 97 aziende associate alla Camera nazionale della moda Italiana evidenzia una partecipazione femminile del 31,4% negli organi societari dei grandi marchi nel 2025 (+3,2 punti percentuali rispetto alla prima edizione del Barometro di sei anni fa). Sono questi alcuni dei dati dell'Osservatorio “Donne e moda: il barometro 2026”, promosso dall’Ufficio Studi di PwC Italia in collaborazione con “Il Foglio della moda”, l’inserto mensile di cultura e industria della moda del “Foglio”, curato da Fabiana Giacomotti.
La moda italiana è fortemente al femminile nella manodopera e nelle pmi artigiane
“Questi dati raccontano una moda italiana fortemente al femminile nella manodopera e nelle piccole e media imprese artigiane, dove tre ceo su quattro sono donne, ma ancora molto maschile nelle posizioni di vertice e nei consigli di amministrazione delle grandi aziende. Il 31,4% di presenza femminile negli organi societari è un segnale di progresso, ma resta un gender gap da superare, soprattutto nei ruoli dirigenziali e nelle fasce manageriali più giovani", ha sottolineato Erika Andreetta, partner PwC Italia Emea luxury community leader.
"Le imprese ci dicono di garantire pari opportunità e parità salariale, ma gli strumenti di welfare e di diversity e inclusion restano deboli: è il passo successivo che il settore deve compiere per trasformare il talento femminile in leadership strutturale”, ha specificato, attraverso una nota, Andreetta.
La ricerca, giunta alla sesta edizione, fotografa la presenza femminile e le mansioni ricoperte dalle donne lungo tutta la filiera del sistema moda, sia in termini quantitativi che qualitativi. Per realizzarla, PwC ha condotto un’analisi su più livelli coinvolgendo le principali associazioni di categoria: le visure di 97 aziende associate alla Camera nazionale della moda Italiana che evidenziano la partecipazione femminile negli organi societari, gli ultimi dati disponibili di Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda che mappano le mansioni della manodopera femminile nell’industria tessile e abbigliamento e nel settore conciario e degli accessori e, infine, un indagine su 105 piccole e medie imprese artigiane associate a Cna Federmoda e Confartigianato Imprese che rileva la presenza femminile nei comparti produttivi della filiera moda.
L'analisi mette in evidenza anche che le donne che hanno ricoperto posizioni apicali negli organi societari sono più giovani di oltre tre anni rispetto agli uomini nelle stesse posizioni. L’età media delle donne è infatti di 52 anni, rispetto a una media di circa 56 anni per gli uomini.
Nel 2025 la presenza femminile ha raggiunto il 25,4% nei consigli di amministrazione
Guardando più in dettaglio alla composizione dei consigli di amministrazione, nel 2025 la presenza femminile ha raggiunto il 25,4%, crescendo di 4,1 punti percentuali dalla prima edizione del 2020. Nonostante ciò, dal 2023 la quota di donne nei consigli di amministrazione è lievemente decresciuta.
Aumenta, invece, nel 2025 la presenza femminile nei collegi Sindacali e tra i procuratori, raggiungendo rispettivamente il 28,2% (+0,8 pp rispetto al 2024) e il 36,9% (+1,3 punti percentuali rispetto al 2024).
L’occupazione femminile nel tessile e abbigliamento è al 59,1%
Secondo le rielaborazioni PwC sui dati raccolti da Confindustria Moda e Confindustria Moda Accessori sulle imprese della filiera, nel 2024 nei settori del tessile e abbigliamento presi complessivamente l’impiego di manodopera femminile è stato pari al 59,1% (contro il 59,3% del 2023). La media dell’industria manifatturiera mostra un’incidenza molto inferiore, pari al 29,0% nello stesso anno.
Complessivamente nel settore tessile e abbigliamento, l’11% delle lavoratrici ha al massimo 29 anni, il 16,6% tra i 30-39 anni, il 27,6% tra i 40-49 anni, il 36,1% tra i 50-59 anni. L’8,7% ha oltre 60 anni.
Nel tessile nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate
Guardando nel dettaglio al settore tessile, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (59,3% del totale impiegati), seguite dalle operaie (45,5% del totale operai) e dalle apprendiste (48,9% del totale apprendisti). Le donne quadro rappresentano il 28% del totale, contro il 72% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali ammontano al 19,3% del totale, contro l’80,7% maschile.
Nell’abbigliamento, nel 2024 le donne erano prevalentemente impiegate (73,6% del totale), seguite dalle apprendiste (71,1% del totale apprendisti) e dalle operaie (63,4% del totale). Le donne quadro raggiungono il 46,2% del totale, contro il 53,8% degli uomini, mentre nelle posizioni dirigenziali la quota femminile sale al 31,6% (contro il 68,4% maschile). Anche in questo segmento, la presenza femminile diminuisce nei quadri e nei ruoli dirigenziali.
Nel settore conciario e degli accessori (calzaturiero, pelletteria, pellicceria, concia) si stima che il 50% degli occupati siano donne, pari a 72.564 addette. Di queste, l’8,4% ha un inquadramento contrattuale a tempo determinato, il 2,1% ricopre un ruolo esecutivo/dirigenziale, il 70,6% svolge mansioni operative e la restante parte si divide tra ruoli amministrativi e “altro”.
Per completare la ricerca sull’occupazione femminile lungo l’intera filiera della moda, il Barometro 2026 di PwC include i risultati di un’indagine condotta su 105 piccole medie e imprese dell’artigianato italiano associate a Cna Federmoda e Confartigianato Imprese.
L’80% delle aziende del campione ha una percentuale di lavoratrici donne pari o superiore al 60% (vs. 85% nel 2025, 77% nel 2024). Nell’ultimo anno nel 28% dei casi il campione intervistato ha visto aumentare la quota di donne dipendenti nella propria azienda, mentre nel 3% dei casi ha visto aumentare la quota di donne dirigenti. Guardando al futuro, il 24% delle imprese prevede un aumento di dipendenti donne nel prossimo anno, mentre il 9% prevede un aumento di dirigenti donne.
Nelle imprese artigiane del settore della moda intervistate, 3 ceo su 4 sono donne
Nelle imprese artigiane del settore della moda intervistate, 3 ceo su 4 sono donne (in lieve crescita rispetto al 2025 e in netta crescita rispetto al 2024). Secondo i rispondenti, le principali qualità che contraddistinguono le donne che occupano una posizione nel consiglio di amministrazione sono le abilità organizzative (39%), le competenze tecniche (36%) e la visione strategica (33%).
Per quasi la totalità degli intervistati (96%) non è presente una disparità salariale tra uomini e donne (un punto percentuale in più rispetto a 2024 e 2025). L’86% dei rispondenti dichiara che ci sono pari opportunità nei processi di selezione, dato in decrescita rispetto al 97% registrato nel 2025. Resta stabile, invece, rispetto all’anno scorso la quota di coloro che dichiarano parità di opportunità in termini di avanzamento di carriera (93%).
Circa il 47% delle aziende artigiane ha dichiarato di non avere strumenti di welfare a sostegno della genitorialità. Tra chi dichiara di avere almeno uno strumento, la flessibilità oraria e di smart-working risulta lo strumento maggiormente diffuso (34%).
In tema di diversity e inclusion: il 13% ha dichiarato di aver messo a punto una strategia sulla diversità e l'inclusione all’interno della propria azienda e il 33% ha affermato di tenere conto di questi valori nella scelta di relazioni di business con clienti e fornitori.