Le undici proposte di Cnmi per la competitività della moda italiana

Camera della moda italiana ha presentato al Governo e al Parlamento un pacchetto di undici proposte in vista della Legge di bilancio 2027
Moda
Il piano spazia dai crediti d'imposta fino a misure per contenere i costi energetici Credits: Pexels, Hannah Armstrong
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Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) ha presentato al Governo e al Parlamento un pacchetto di undici proposte in vista della Legge di bilancio 2027, con l'obiettivo di rafforzare la competitività dell'industria tessile e dell'abbigliamento e guidarne lo sviluppo sui mercati esteri. L'iniziativa punta a sostenere un comparto che genera esportazioni annue vicine ai 90 miliardi di euro, fornendo un contributo determinante alla bilancia commerciale del Paese. Il piano di interventi spazia dai crediti d'imposta per la creatività e la formazione fino a misure per contenere l'impatto dei costi energetici, dei dazi doganali americani e per gestire la transizione ecologica e i passaggi generazionali.
Carlo Capasa Credits: Courtesy of Camera della moda, Credit: Sgp

"La moda italiana è uno dei grandi patrimoni industriali, creativi e culturali del nostro Paese, un’eccellenza che continua a distinguersi nel mondo per qualità, innovazione e capacità manifatturiera. In uno scenario internazionale in continua trasformazione, è fondamentale valorizzare questi punti di forza e creare le condizioni per cogliere nuove opportunità di crescita. Le undici proposte che presentiamo si inseriscono nel dialogo costruttivo con il Governo e intendono offrire un contributo concreto a una visione industriale di lungo periodo, capace di rafforzare la competitività delle nostre imprese e la presenza del made in Italy sui mercati internazionali. Investire nella moda significa investire nella crescita e nel futuro del Paese», ha sottolineato, attraverso una nota, Carlo Capasa, presidente di Camera nazionale della moda italiana.

Previsto anche il sostegno alle imprese maggiormente esposte ai dazi statunitensi

Ecco le 11 proposte: creatività e design: investire nel futuro del made in italy; formazione e competenze: sostegno alle academy aziendali; internazionalizzazione: incentivare l’apertura di nuovi mercati; sostegno alle imprese maggiormente esposte ai dazi statunitensi; energia e transizione sostenibile; tutela dell’occupazione e salvaguardia delle competenze manifatturiere; economia circolare e valorizzazione dei prodotti invenduti; valorizzazione dei materiali rinnovabili sostenibili; consolidamento della filiera e sostegno alle imprese strategiche; continuità delle imprese familiari e tutela della proprietà del made in italy; certezza fiscale e tutela delle imprese.

Per la formazione, Cnmi richiede l'istituzione presso il Mimit di un Albo delle Academy aziendali

Sul fronte dell'innovazione, la prima proposta prevede la proroga fino al 2030 del credito d'imposta per le attività di design e ideazione estetica, con un'aliquota del 10% e uno stanziamento stimato in 200 milioni di euro all'anno. Per la formazione, Cnmi richiede l'istituzione presso il Mimit di un Albo delle Academy aziendali, abbinato a una compensazione fiscale del 30% dei costi ammissibili, con un tetto di un milione di euro per azienda.

Per incentivare l'espansione internazionale e la diversificazione dei sbocchi commerciali, l'associazione propone un credito d'imposta del 10% sull'incremento delle esportazioni verso l'area del Mercosur e il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) nel biennio 2027–2028, fino a un massimo di 300.000 euro per impresa. A tutela del mercato nordamericano, viene invece ipotizzato un credito d'imposta straordinario per il solo 2027, pari al 50% dei costi aggiuntivi derivanti dalle barriere tariffarie degli Stati Uniti, riservato alle aziende con una quota di ricavi Usa di almeno il 15%.

Cnmi richiede la proroga fino a sei mesi, nel biennio 2027–2028, della Cassa integrazione guadagni (Cig)

Relativamente al capitolo energia, il piano stanzia idealmente 70 milioni di euro per il 2027: 20 milioni per un credito d'imposta del 30% sull'acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili (subordinato a un rincaro del prezzo medio energetico di almeno il 20% rispetto al 2026) e 50 milioni per un'agevolazione pari al 30% sugli investimenti in nuovi impianti di produzione rinnovabile e sistemi di accumulo dedicati alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) della filiera.

In materia di lavoro e ammortizzatori sociali, Cnmi richiede la proroga fino a sei mesi, nel biennio 2027–2028, della Cassa integrazione guadagni (Cig) e degli altri trattamenti di integrazione salariale per le imprese che abbiano subito un calo del fatturato o degli ordini di almeno il 20% su base annua.

Sul tema della sostenibilità ambientale e dell'adeguamento ai regolamenti dell'Unione europea (Ue), il documento affronta la gestione delle rimanenze di magazzino e dei prodotti invenduti. Viene richiesta la definizione di norme documentali chiare per escludere la presunzione di cessione fiscale in caso di conferimento per il riutilizzo, agevolazioni fiscali per le donazioni ad enti del terzo settore e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale tramite la rimozione dei marchi. Inoltre, si propongono criteri premiali nei contributi di Responsabilità estesa del produttore (Epr) per l'uso di materiali rinnovabili e fibre naturali.

Le ultime misure toccano la struttura societaria e la fiscalità

Infine, le ultime misure toccano la struttura societaria e la fiscalità. Per favorire l'integrazione produttiva, si ipotizza un credito d'imposta del 30% per le acquisizioni di quote in imprese strategiche della filiera, vincolato al mantenimento dell'occupazione in Italia per almeno 36 mesi. In materia di aziende a conduzione familiare, si richiede la possibilità di valutare unitariamente le partecipazioni dei componenti dello stesso nucleo per agevolare i passaggi generazionali tramite il regime del realizzo controllato. Sul piano del contenzioso fiscale, infine, Cnmi sollecita una definizione agevolata per la risoluzione della disciplina legata ai crediti d'imposta per ricerca e sviluppo maturati tra il 2015 e il 2019.

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