Milan fashion week: prove generali di cambiamento

Una fashion week, quella che si è conclusa ieri, che ha gettato i semi per un cambiamento che sicuramente ci sarà ma al momento ha ancora contorni poco definiti. Come ha detto il presidente di Camera della moda, Carlo Capasa, il calendario non è rigido ma flessibile per andare incontro alle esigenze dei marchi. Alcuni marchi, infatti, stanno riflettendo sull'opportunità di accorpare uomo e donna in una unica sfilata, altri, come Gucci e Bottega Veneta, già lo hanno fatto.

Milano moda donna, dunque, è in trasformazione e offre, da un lato, marchi e griffe che sfilano nelle varie location messe a disposizione da Camera della moda oppure nei quartier generali aziendali, dall'altro saloni ready to wear, occhialeria, pelle e pelletteria e pellicce con White, Super, Mido e TheOne, la fiera che ha accorpato Mifur e Mipel.

Il risultato della settimana appena conlclusa, comunque, si è rivelato piuttosto interessante, con un'offerta diversificata, con la giusta dose di creatività e con una presenza importante di stranieri.

Milano moda donna è andata in scena dal 22 al 27 febbraio con 70 sfilate, 88 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 37 eventi in calendario, per un totale di 174 collezioni.

Milan fashion week: prove generali di cambiamento

In passerella, nella nuova location di via Mecenate, un Gucci in grande forma che ha proposto sia la collezione donna, sia l'uomo. Sono stati 119 i look in passerella e tutti contraddistinti dalla nuova concezione "no gender". Il tutto condito con colori, citazioni d'antan e tanta fantasia, come nella migliore interpretazione di Alice nel paese delle meraviglie. Sulle stampe non mancano coleotteri, ninfee, larve, bruchi, rose, coccinelle, libellule, viole, farfalle, peonie, api, formiche, pipistrelli, scoiattoli, margherite, tigri, lupi, capre, iris, tori, rane, serpenti, lucertole. Glamour, sartoriale quanto basta e molto pulita la collezione no gender del marchio italiano EdithMarcel che ha presentato i capi per l'autunno inverno 2017-18 in una nuova location di Camera della moda: la sala delle Cavallerizze, al museo della scienza e della tecnica.

Molto interesse anche intorno al marchio cinese Ricostru, fondato in Cina nel 2011 da Manchit Au, che ha portato in passerella una collezione dal gusto retrò: completi eleganti, pantaloni da uomo, giubbotti e pantaloni in pelle, scialli, corsetti e abiti dalla scollatura generosa.

Le combinazioni cromatiche vanno dal nero tenue e misterioso, ai colori brillanti, come argento metallizzato, ruggine e grigio cemento.

Prada, invece, ha portato in passerella abiti aderenti, fiorellini, gonne a balze ma anche tailleur maschili in velluto con reggiseno in mostra, abiti con le frange, cappellini in pelle. Miuccia Prada ha pensato a una donna che ha voglia di combattere, divisa tra casa a collettivo femminista. Una donna che cerca di combinare la sua parte femminile con quella maschile e combattente.

Lana, tweed, mohair, pelle convivono nella collezione autunno inverno 2017, presentata nel quartier generale della maison, in via Fogazzaro.

Le donne e i loro diritti sono stati al centro della sfilata Missoni. Angela Missoni, infatti, ha regalato agli ospiti del fashion show un cappello rosa con le orecchie da gatto: i pussyhat, sono il simbolo delle women's march in tutto il mondo contro il sessismo di Donald Trump. "Vi invito a salire in passerella accanto a me e alla mia famiglia", ha detto la stilista, "mostriamo a tutti che il mondo della moda è unito e senza paura".

Più giocosa la sfilata di Kristina Ti che, come accade da diverse stagioni, sfila nelle sontuose sale di palazzo Bovara, in corso Venezia. E' la "donna cigno" la musa ispiratrice della collezione autunno inverno 2017-18 di Kristina Ti, marchio fondato dalla stilista torinese Cristina Tardito. Capace di tirare fuori il massimo della sua femminilità e di giocare con i capi del suo guardaroba, la donna che veste i capi dell'etichetta, si spinge oltre se stessa, ha obiettivi sempre più lontani che la animano. Un cigno in technicolor, più contemporanea, meno naïf. Femminile e provocatoria.

Sui tessuti sono stampati stormi di cigni che volano in coro e micro fiori su velluto devoré. Non mancano fantasie con motivi floreali su crêpe de chine. I passepartout di collezione sono immancabili: dolcevita, serafino, tute in costina di jersey. Le camicie over spuntano da micro gonne di lana ricamata traforata, ma si usano anche semplicemente come abiti. Le gonne longuette in tessuti pesanti di lana si possono indossare con camicie chiuse o aperte.

Per la sera la stilista ha pensato a effetti lurex, glitter multicolor a pois su camicie dal taglio maschile, da colori accesi come fragola e menta abbinati a toni corvini. Le calzature sono clogs chiuse o aperte oppure stivali in cavallino o vinilico.

Milan fashion week: prove generali di cambiamento

La moda chiude il 2016 a quota 84,05 milioni con una crescita dell'1,9 percento rispetto allo scorso anno

Guardando ai numeri, come anticipato, questa fashion week ha attirato gli stranieri. TheOneMilano, alla sua prima edizione, per esempio, ha totalizzato 11.154 visitatori provenienti da 82 nazioni. Nella classifica dei Paesi esteri di riferimento si sono confermati ai primi posti gli stati Extra-europei con in testa la Russia (1.362) seguita da Cina (921), Corea del Sud (447) e Ucraina (376). Sul fronte europeo guida la classifica la Grecia (355), a seguire Spagna (282) e Germania (279). Alla kermesse, che si è svolta nella sede storica della Fiera, hanno partecipato 286 brand.

“Abbiamo lavorato per far nascere il salone che non c’era e che oggi è una realtà", ha detto Norberto Albertalli, presidente di TheOneMiilano, "e non sono affatto sorpreso del successo. Con oltre 11mila visitatori di cui 7.027 stranieri ci affermiamo punto di riferimento internazionale del settore. Questi numeri sono stati il risultati di un lungo lavoro; fondamentale è il prodotto che gioca un ruolo di prima linea: in mostra abbiamo avuto collezioni che si sono distinte per concretezza, qualità e capacità di essere realmente posizionate nel mercato". Ed effettivamente concretezza e possibilità di trovare una collocazione sul mercato ha contraddistinto l'offerta in fiera, destinata a un pubblico mirato e sicuramente meno attento alla ricerca rispetto a quello che ha varcato la soglia degli altri due saloni presenti in città nei giorni della moda: Super e White.

White Milano ha messo a segno un + 14 percento di compratori stranieri (rispetto all’edizione di febbraio 2016). I visitatori sono stati 23.129, con un incremento totale di +4 percento. Lato buyer la kermesse ha registrato un aumento globale del 6 percento. I buyer esteri hanno segnato un +14 percento. L’Italia ha fatto registrare un + 4 percento (paragonati a febbraio 2016). "L’energia profusa a ogni edizione del salone e la volontà di fare sistema al fianco delle istituzioni milanesi, sono il motore che ci fa raggiungere nuovi traguardi a ogni stagione", ha detto Massimiliano Bizzi, fondatore di White. A questa edizione molti i marchi di ricerca, di avanguardia e di nicchia capaci di incuriosire e interessare buyer in cerca di talento e innovazione. La kermesse si è aperta con la sfilata dello special guest Situationist, brand disegnato dallo stilista georgiano Irakli Rusadze.

Le aree speciali del salone hanno sottolineato la vocazione internazionale del salone, ospitando, con allestimenti dedicati, le espressioni creative provenienti dal Kazakhstan, i talenti del fashion portoghese, del Belgio, e Sofie D’Hoore, il design francese ma prodotto in Italia di Pierre-Louis Mascia, accanto al made in Italy di Labo.Art, di Stefano Mortari e Faliero Sarti

Super, il salone accessori e prêt-à-porter donna di Pitti Immagine ha concluso la sua nona edizione nella nuova sede del The Mall in Porta Nuova, ospitando le nuove collezioni di 144 brand donna (metà italiani, metà esteri). Alla kermesse hanno partecipato circa 5.100 compratori, di cui quasi il 20 percento esteri, provenienti da più di 50 paesi esteri.

"Il totale dei compratori dovrebbe attestarsi sugli stessi livelli dell’edizione di settembre. I buyer hanno apprezzato la proposta di brand mix del salone, molto ben calibrata e ricca di spunti decisivi per la loro ricerca: tra nuovi brand, aziende di grande qualità e nomi emergenti dai nuovi scenari internazionali", ha detto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ieri, a fiera appena conclusa.

Tra i progetti speciali più divertenti e glamour messi a punto da Super, la collaborazione di Kartell con Paula Cademartori e N°21, e quella di vintage futuribile proposta da Atelier & Repairs. Tra le novità assoulute della fiera, la volontà del management di Pitti di avvicinare le startup digitali alle aziende del fashion. L'iniziativa chiamata The digit bar ha visto protagonista una selezione di start up digitali, che presentano i loro servizi dedicati alle aziende, ai clienti e al fashion business. Brand Land, I Live You; Listupp; Pop Up Mob; Roialty; Salesoar; Stentle sono le starup che saranno presenti al salone.

Foto: Gucci (credit Milano moda donna), White, credit White press office, TheOne, credit TheOne press office

 

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