• Home
  • News
  • Moda
  • Nuovo report della Efa sulle esigenze di un'industria della moda sostenibile, equa e creativa

Nuovo report della Efa sulle esigenze di un'industria della moda sostenibile, equa e creativa

La European fashion alliance ha stilato 63 raccomandazioni da presentare alle autorità dell'Unione Europea.
Moda
Immagine generata dall'IA a scopo illustrativo. Immagine: FashionUnited
Scritto da Simone Preuss

loading...

Automated translation

Leggi l'originale de o da nl pl tr
Scroll down to read more

La European fashion alliance (Efa), una rete europea di associazioni e istituzioni nazionali della moda, ha pubblicato oggi, giovedì, un report di settore sulle esigenze dell'industria della moda europea a vocazione creativa 2025 ("On the needs of the european creativity-driven fashion industry 2025"). Per la sua stesura sono stati intervistati 26 membri dell'Efa, con un'attenzione particolare alle piccole e medie imprese (pmi). Sono stati utilizzati anche i risultati del precedente sondaggio "Status of european fashion".

"Se l'Europa vuole assumere un ruolo di leadership a livello mondiale, dobbiamo dare forza ai creativi che ne stanno plasmando il futuro. Questo report indica la direzione da seguire per questo sostegno e mostra chiaramente dove sono necessari investimenti mirati, un allineamento delle politiche e miglioramenti strutturali", ha commentato in un comunicato stampa Scott Lipinski, ceo del Fashion Council Germany e presidente della European fashion alliance.

Il report individua sette aree chiave che necessitano di un sostegno sistemico per garantire che l'Europa rimanga una forza leader a livello mondiale nella moda sostenibile e creativa. A tal fine, sono state formulate 63 raccomandazioni da presentare alle autorità dell'Unione Europea. Le sette aree principali sono: sostenibilità, innovazione, formazione, comunicazione e distribuzione, consumo responsabile, sostegno sistemico all'industria della moda creativa e rafforzamento dell'intera catena del valore. FashionUnited ha riassunto i punti chiave e le raccomandazioni per ciascuna area.

1. Sostenibilità e approvvigionamento

Mentre l'88% dei rappresentanti del settore investe nella sostenibilità, il 59% delle aziende non dispone degli strumenti necessari per pratiche di alta qualità. Tra le barriere che le pmi devono affrontare ci sono i costi elevati dei materiali "sostenibili", un panorama confuso di etichette di certificazione inaffidabili e la mancanza di dati sui fornitori disponibili.

Il report raccomanda quindi una revisione della direttiva sull'Iva per consentire aliquote ridotte per i materiali sostenibili certificati. Inoltre, lo sviluppo di una piattaforma centrale dell'Ue con un elenco di fornitori di materiali sostenibili certificati per accorciare le catene di approvvigionamento. Si sottolinea anche la necessità di fornire voucher o sostegno finanziario alle pmi per accedere a costose certificazioni di sostenibilità.

2. Innovazione e tecnologia

L'innovazione nella moda è considerata un'arma a doppio taglio: una necessità per la trasparenza (tracciabilità), ma una minaccia per il know-how creativo immateriale. Tra le lacune attuali, il 75% delle aziende intervistate non utilizza attualmente soluzioni innovative per garantire la tracciabilità dei prodotti.

Il report propone quindi sovvenzioni per le pmi per l'implementazione di strumenti di valutazione del ciclo di vita (Lca), blockchain e il passaporto digitale del prodotto (Dpp). Allo stesso modo, il finanziamento di strumenti di monitoraggio della proprietà intellettuale basati sull'intelligenza artificiale per individuare e rimuovere le merci contraffatte in tempo reale. Sarebbe utile anche l'introduzione di crediti d'imposta per la ricerca e lo sviluppo specifici per la moda o di regimi di finanziamento speciali.

3. Formazione e competenze

Il settore si trova ad affrontare una carenza critica di competenze manifatturiere e un deficit di conoscenza delle nuove e complesse normative dell'Ue. Emerge una lacuna normativa: solo il 52% degli intervistati conosce il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr), una pietra miliare della futura legislazione sui prodotti tessili.

Il report raccomanda quindi il lancio di campagne a livello europeo per promuovere le carriere nel settore manifatturiero e dell'artigianato tradizionale, nonché la creazione di una mobilità transfrontaliera in "stile Erasmus" specifica per gli apprendisti delle professioni tecniche della moda. Si menziona anche lo sviluppo di una semplice lista di controllo della conformità normativa e di una tabella di marcia per le pmi.

4. Comunicazione e distribuzione

Il report rileva notevoli differenze di sostegno tra gli Stati membri, in particolare tra l'Europa occidentale e quella orientale. Tra le sfide del mercato c'è il fatto che molti marchi scelgono di rimanere piccoli e locali per ragioni di sostenibilità, ma hanno bisogno di una migliore visibilità digitale per competere con l'"ultra-fast fashion".

Le raccomandazioni principali includono quindi sussidi per la digitalizzazione, compreso lo sviluppo di siti web e la formazione per un ecommerce sostenibile. Vengono anche proposte sovvenzioni per i marchi dei mercati più piccoli per partecipare a fiere e showroom di moda internazionali.

5. Consumo responsabile

Il report sottolinea che un cambiamento nel comportamento dei consumatori è essenziale per sostenere i marchi creativi. Per quanto riguarda il sentiment dei consumatori, il 66% degli intervistati ritiene che l'immagine pubblica dell'industria della moda sia attualmente piuttosto negativa o negativa.

L'istituzione di un sigillo Ue "made in Europe" è quindi una buona idea per i prodotti in cui il design, l'artigianato e la produzione avvengono nell'Ue.

Anche l'introduzione di sistemi di "bonus riparazione" a livello europeo per ridurre i costi di riparazione degli abiti per i consumatori è considerata utile. Infine, si menziona il finanziamento della ricerca per valutare la "durata estrinseca" (cioè il legame emotivo con i capi) e l'etichettatura sociale.

6. Sostegno sistemico e catena del valore

L'Efa chiede che la moda sia trattata con la stessa flessibilità culturale e normativa di altri settori, come la musica o il teatro.

Come iniziativa strategica, viene proposto un "European fashion hub", una piattaforma digitale centrale per fornire consulenza normativa, toolkit e networking a tutti i marchi creativi.

In base alle regole de minimis, la moda creativa dovrebbe essere inclusa nelle esenzioni culturali del regolamento generale di esenzione per categoria (Gber) per consentire un livello più elevato di sostegno pubblico. Nell'ambito dell'inclusione finanziaria, dovrebbero essere introdotti prestiti a basso interesse e microfinanziamenti specifici per i piccoli produttori con sede nell'Ue.

7. Rafforzamento dell'intera catena del valore

Il report sostiene che è essenziale rafforzare l'ecosistema in cui operano le aziende di moda creative per sostenere questa prospettiva sistemica. Ciò include la facilitazione dell'accesso a materiali responsabili per i piccoli produttori, la conservazione e la modernizzazione del know-how artigianale e tecnico di produzione in tutta Europa e la promozione di catene di approvvigionamento più trasparenti, tracciabili ed eque, sia all'interno dell'Ue, sia attraverso partnership con fornitori fidati di Paesi terzi. Rafforzando ogni anello della catena del valore, l'Ue può creare le condizioni per un'economia più competitiva, circolare e culturalmente diversificata.

"Per i designer emergenti e le etichette indipendenti, questo report mostra chiaramente cosa è necessario per una carriera sostenibile nell'industria della moda europea. La promozione dei giovani talenti attraverso misure mirate, finanziamenti facilmente accessibili e condizioni eque è al centro del lavoro dell'Austrian Fashion Association, e questo report riafferma con forza questa missione. Allo stesso tempo, il raggiungimento di questi obiettivi richiede un impegno chiaro e sostenuto da parte dei responsabili politici a livello europeo e nazionale per tradurre le raccomandazioni del report in quadri efficaci e strutture di supporto a lungo termine per l'industria della moda", ha riassunto Camille Boyer, presidente dell'Austrian fashion association.

Per saperne di più sul report, consultare il sito web della European fashion alliance.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

FashionUnited ha implementato strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare la traduzione degli articoli sulle nostre piattaforme. Con una rete globale di giornalisti attivi in oltre 30 mercati, forniamo business intelligence e contenuti aggiornati in 9 lingue.

Questo permette ai nostri giornalisti di dedicare più tempo alla ricerca di notizie e alla stesura di articoli esclusivi.

Prima della pubblicazione, le traduzioni assistite dall'intelligenza artificiale vengono sempre riviste da un redattore. Se avete domande o commenti su questo processo, contattateci pure all'indirizzo info@fashionunited.com.

European Fashion Alliance
Sostenibilita
UE