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Pandemia: Gucci dona 2 milioni e Armani produce camici monouso

Scritto da Isabella Naef

27 mar 2020

Moda

Continua la mobilitazione delle griffe della moda italiane per gli ospedali e per la popolazione colpita dalla pandemia.

Gucci si è attivata per combattere la pandemia legata al Covid-19 con due donazioni a favore di due specifiche campagne di crowdfunding: in Italia, dove l’azienda ha sede, a favore del dipartimento della protezione civile, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Gucci mette i suoi account sui social media, con oltre 70 milioni di follower, a disposizione dell'Organizzazione mondiale della sanità per informare i cittadini

A livello globale, Gucci contribuirà con 1 milione di euro al Covid -19 Solidarity Response Fund della Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dell'Organizzazione mondiale della sanità, attraverso la campagna di matchmaking di Facebook. L'obiettivo del fondo è di supportare il lavoro dell’Oms nei diversi Paesi, aiutare a monitorare e raccogliere dati sulla diffusione del virus, rafforzare le unità di terapia intensiva in tutto il mondo, fornire dispositivi di protezione al personale sanitario e accelerare lo sviluppo di vaccini e terapie. .

Il Gruppo Armani ha già donato 2 milioni di euro agli ospedali italiani

"Gucci chiede a tutti i membri della sua community presente in ogni parte del mondo, e che condividono valori di giustizia sociale per la diversità, l'uguaglianza e la libertà, di intervenire al suo fianco per raccogliere fondi per alleviare questa crisi, aiutando i servizi sanitari a dotarsi delle attrezzature mediche necessarie e sostenendo gli scienziati che stanno lavorando su vaccini e trattamenti", si legge in una nota.

I siti produttivi interessati dall’integrale riconversione produttiva di Armani sono quattro: Trento, Carré, Matelica e Settimo

L'iniziativa segue le donazioni di Kering, di cui Gucci fa parte, in Cina, Italia e Francia, e l’annuncio della produzione di oltre 1 milione di maschere e camici per il personale sanitario in risposta all’appello della Regione Toscana.

“Questa pandemia ci chiama a un compito inaspettato, ma è una chiamata alla quale rispondiamo con decisione, supportando il lavoro straordinario del personale sanitario, dei medici e degli infermieri che sono ogni giorno in prima linea nella lotta contro l’epidemia di Covid-19, in Italia e nel resto del mondo", hanno scritto Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e Marco Bizzarri, presidente e ceo del marchio. in una lettera che annuncia l’iniziativa ai dipendenti dell’azienda in tutto il mondo.

“We are all In this together” è il claim che accompagnerà la campagna di crowdfunding della griffe insieme a un'illustrazione donata per l’occasione dall'artista di Roma Mp5, che raffigura una persona che tiene la mano sul cuore in un simbolo di solidarietà.

A partire da oggi, Gucci metterà anche i suoi account sui social media, con oltre 70 milioni di follower, a disposizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, per contribuire ad amplificare le informazioni ufficiali del servizio pubblico a tutela della salute, della sicurezza e del benessere della comunità.

Grande impegno per combattere la pandemia è arrivato anche dal gruppo Armani che, dopo aver donato 2 milioni di euro agli ospedali Luigi sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma, all’ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, ha deciso di produrre camici monouso per gli ospedali..

Il Gruppo ha comunicato la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus. I siti produttivi interessati dall’integrale riconversione produttiva dell’azienda sono quattro: Trento, Carré, Matelica e Settimo.

Foto: Armani e Gucci, dai rispettivi uffici stampa