Patagonia fa causa alla drag queen e attivista Pattie Gonia per violazione del marchio
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E' in corso una disputa legale tra il marchio sportivo di abbigliamento e accessori Patagonia e la drag queen americana Pattie Gonia.
I due nomi sono foneticamente molto simili e Patagonia ha dichiarato nella sua denuncia presso il tribunale federale della California che l'artista, il cui nome di battesimo è Wyn Wiley, utilizza il nome Pattie Gonia su abbigliamento e per servizi pubblicitari che si sovrappongono a quelli del brand, inclusi "servizi di conferenze motivazionali a sostegno della sostenibilità ambientale" e "organizzazione e conduzione di eventi di trail e trekking".
Pattie Gonia è una drag queen acclamata dalla critica, ambientalista e sostenitrice dell’inclusività e della diversità negli spazi aperti
Pattie Gonia è fondatrice del Queer outdoor and environmental job board: uno strumento gratuito dedicato alle persone queer per facilitarne l'assunzione e, di conseguenza, diversificare questi settori professionali.
Nel diritto dei marchi, quando i nomi sono molto simili e i beni o servizi si sovrappongono, i tribunali riscontrano generalmente una probabilità di confusione per il consumatore.
Sta di fatto che il 21 gennaio, Patagonia ha intentato una causa per violazione del marchio contro la drag queen, attivista e imprenditrice Pattie Gonia. "Sebbene avremmo preferito evitare questa azione, e ci siamo confrontati attivamente con Pattie per diversi anni proprio per scongiurarla, si è reso necessario intervenire per proteggere il marchio che abbiamo costruito negli ultimi 50 anni", spiega l'azienda, attraverso una nota.
"Non siamo contrari all'arte, all'espressione creativa o ai commenti sul nostro brand. Desideriamo che Pattie abbia una carriera lunga e di successo e che faccia progressi sulle questioni che contano, ma in un modo che rispetti la proprietà intellettuale di Patagonia e la nostra capacità di utilizzare il marchio per vendere prodotti e sostenere la causa ambientale. Per oltre tre anni, Patagonia ha mantenuto un dialogo aperto con Pattie Gonia per discutere i modi in cui avrebbe potuto continuare la sua attività di sensibilizzazione ambientale e sociale, i contratti con i brand e altri lavori senza violare i nostri marchi. Pensavamo di aver raggiunto un accordo e, per un certo periodo, ha funzionato", sottolinea il management.
Secondo l'azienda, alla fine del 2024, Pattie Gonia ha iniziato a vendere abbigliamento a marchio "Pattie Gonia" online e ha continuato a creare e utilizzare versioni del logo di Patagonia. "Il nostro tentativo di contattare Pattie per chiederle di attenersi all'accordo è stato respinto. Una nota successiva, in cui chiedevamo di discutere possibili vie d'uscita, non ha ricevuto risposta. Poi, nel settembre del 2025, Pattie Gonia ha depositato una domanda di registrazione di marchio per ottenere il diritto esclusivo di utilizzare il nome "Pattie Gonia" per vendere capi di abbigliamento, promuovere l'attivismo ambientale, effettuare marketing online e sponsorizzazioni, e altro ancora. Questi diritti si sovrapporrebbero direttamente al lavoro che svolgiamo e ai prodotti che forniamo, per i quali vantiamo diritti di lunga data e registrazioni di marchi", spiega Patagonia.
"Per mantenere i nostri diritti, dobbiamo impedire ad altri di copiare i nostri marchi e i nostri loghi. Se non lo facessimo, rischieremmo di perdere del tutto la capacità di difendere i nostri marchi. Per essere più precisi, non possiamo scegliere se far valere i nostri diritti in base alla nostra condivisione o meno di un particolare punto di vista. Un'applicazione incoerente della legge potrebbe impedirci di fermare entità come le lobby del petrolio e del gas, i contraffattori, i gruppi d'odio o altri attori negativi che utilizzano il nome e il logo Patagonia", sottolinea, ancora, l'azienda.
"Per queste ragioni, l'uso commerciale da parte di Pattie Gonia di un nome che è quasi una copia del nostro, anche come marchio per l'attivismo ambientale, e la sua domanda di registrazione per ottenere il diritto esclusivo di usare quel nome in futuro, rappresentano minacce a lungo termine per il marchio Patagonia e per il nostro attivismo", conclude la nota.
Come riporta Lux Juris, Patagonia richiede un risarcimento simbolico di un dollaro. I principali rimedi richiesti sono di tipo ingiuntivo (inibitorio).
Questi includono un ordine che impedisca l'ulteriore utilizzo di Pattie Gonia, il rifiuto o la cancellazione della domanda di marchio, la distruzione della merce contraffatta e un'ingiunzione permanente contro futuri usi simili. Il caso è quindi impostato come un'azione di tutela del brand piuttosto che come una richiesta di risarcimento danni.