Per Cna Federmoda l'integrazione scuola-impresa è un asse strategico per il futuro

Moda
Il confronto tra Matteo Secoli, Beppe Pisani e Caterina Mazzei Credits: Cna Federmoda
Scroll down to read more

Il tema del confronto tra aziende e scuole è sempre più centrale per il settore manifatturiero e per la moda.

Si è tenuto ieri, domenica 13 settembre, presso Milano Fashion&Jewels, la fiera internazionale business to business dedicata ad accessori moda, gioielli e abbigliamento in corso a Fiera Milano (Rho), il panel "Integrazione scuola-impresa, asse strategico per il futuro del settore manifatturiero e creativo italiano", promosso da Cna Federmoda.

L'incontro, moderato da Caterina Mazzei, esperta sostenibilità ed economia circolare di Cna Federmoda, ha messo a confronto due protagonisti che rappresentano i due lati del rapporto tra formazione e mondo del lavoro nel settore moda: Beppe Pisani, fondatore di Serikos e presidente Nazionale Cna Filiera Moda, e Matteo Secoli, ceo e presidente di Istituto Secoli nonché presidente di Piattaforma Sistema formativo moda, l'associazione nata a Milano nel 2008 che riunisce le principali accademie, università e istituti di formazione italiani del settore.

Aprendo i lavori, Mazzei ha inquadrato il tema del confronto come sempre più centrale per il settore, in un momento in cui le imprese cercano competenze specializzate e i giovani percorsi concreti verso il lavoro.

Pisani ha descritto uno stato dell'arte non semplice, segnato da un malessere diffuso che si riflette anche sulle aziende. Gli artigiani, ha spiegato, vivono spesso in un mondo a parte pur collaborando con le grandi realtà del settore: il prodotto nasce da un sapere e un saper fare che va tramandato, ed è proprio qui che si annida il problema del ricambio generazionale. Secondo Pisani i giovani non hanno perso la sensibilità e l'anima artigiana, ma devono innovare, con idee, macchinari, tecnologie e digitale, mantenendo intatta l'anima del prodotto. "Serve una vera trilogia tra impresa, artigiano e scuola", ha sintetizzato, "che deve formare, ma anche far avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro".

Secoli ha offerto una prospettiva storica, raccontando di conservare gli atti costitutivi di alcuni istituti di formazione risalenti agli anni '50: già allora gli artigiani lamentavano l'assenza di giovani.

Il tema del ricambio generazionale, stagisti, garzoni, esiste da sempre in questo settore, così come la ricerca di persone che si innamorino del prodotto e dell';azienda. Un mondo difficile ma bello, ha osservato, dove il saper fare si costruisce con le mani, la pazienza, il tempo e gli errori.

Secoli ha poi allargato la riflessione: non è tanto il giovane di oggi a essere cambiato, quanto la demografia, non siamo più in un mondo in espansione, e i giovani sono sempre meno. Un tema centrale, ma anche una opportunità: le aziende sono oggi più disposte ad accoglierli e a costruire rapporti duraturi.

Pisani ha richiamato le attività di Cna Federmoda, a partire dal concorso di moda organizzato dall' che il prossimo anno raggiungerà la 37esima edizione, e dalle collaborazioni con diverse fiere, tra cui Fiera Milano e Maredamare. Ha ricordato le serie difficoltà che oggi attraversano il settore, con circa 500.000 addetti mancanti e una forte richiesta di personale specializzato: attraverso il concorso e le proprie aziende, Cna Federmoda mette a disposizione dei ragazzi occasioni di pratica concreta, sia per chi è già inserito in azienda sia per chi è ancora in formazione.

In chiusura del confronto, Mazzei ha osservato come sia ormai diffusa la percezione di un gap incolmabile tra scuola e impresa, che terrebbe distanti le generazioni di giovani professionisti e gli imprenditori del settore. Le esperienze raccontate da Pisani e Secoli, ha aggiunto, restituiscono invece l'immagine di un mondo in grande movimento, dove queste distanze si stanno davvero accorciando.

Cna Federmoda