Prevenzione, riuso e corretta raccolta leve prioritarie per limitare i rifiuti tessili
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Fare attenzione alla composizione complessa dei capi che presentano un mix di fibre sintetiche, difficili da separare, rendendo il riciclo costoso e complicato, quando non impossibile, e curare la manutenzione: seguire le indicazioni di lavaggio riportate in etichetta, limitare i trattamenti aggressivi e intervenire quanto prima su macchie e piccoli danni. Questi due suggerimenti pratici per assicurare la duarata dei capi e limitare i rifiuti degli stessi.
I consigli arrivano da Ecotessili, Consorzio italiano nato nel 2021 per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili (abbigliamento, accessori, biancheria, calzature), per fronteggiare il problema dello smaltimento dei capi.
Secondo la Ellen MacArthur Foundation, infatti, tra il 2000 e il 2015 la produzione mondiale di abbigliamento è raddoppiata, mentre il numero medio di volte in cui un capo viene indossato è diminuito del 36%. E dopo la pandemia il trend è peggiorato: uno studio dell’Agenzia Europea per l’ambiente (Eea) il consumo tessile pro capite nella Ue è aumentato da 17 chili a 19 chili di tessuti all’anno tra il 2019 e il 2022, con circa 12 kg, abbastanza per riempire una valigia, buttati ogni anno.
La riduzione del rifiuto comincia prolungando la vita utile di indumenti e calzature
Un modello di consumo direttamente collegato al forte aumento dei rifiuti tessili generati ogni anno, che è uno dei fattori che sta mettendo in crisi la filiera del recupero in Italia e in Europa. "La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire" osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili, consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito Epr.
Tra gli altri suggerimenti del consorzio figura la scelta di qualità e durabilità: privilegiare prodotti realizzati con materiali resistenti e progettati per durare nel tempo.
Riparare prima di sostituire: sistemare bottoni, cerniere o suole può evitare la dismissione anticipata; riutilizzare e condividere: donare, scambiare o acquistare usato consente di estendere la vita dei prodotti e ridurre la domanda di nuovi articoli, sono altri consigli pratici.
Conferire correttamente a fine vita: quando un capo non è più riutilizzabile, è fondamentale destinarlo alla raccolta differenziata tessile per favorirne il recupero dei materiali, è un'altra azione caldeggiata.
"L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi", ha aggiunto Dezio. "Fare acquisti pensando alla durata dei capi, utilizzarli il più possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza di azioni che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili".
Ecotessili è un consorzio, parte del Sistema Ecolight (network che include anche i consorzi Epr Ecolight, Ecopolietilene, Ecoremat, e la società Ecolight Servizi), dedicato alla gestione dei rifiuti tessili in un’ottica di responsabilità estesa del produttore (Epr). Supporta le aziende nell’adempimento degli obblighi ambientali, promuovendo modelli organizzativi orientati alla circolarità, al recupero e al riciclo. In attesa del decreto attuativo che disciplinerà in Italia il regime di Epr per il settore tessile, sono già numerose le imprese che stanno scegliendo di consorziarsi per farsi trovare pronte al nuovo quadro normativo.