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Riciclo dei rifiuti tessili: la Ue stanzia 2,8 milioni e coinvolge anche Prato

Next Technology Tecnotessile e il Museo del Tessuto di Prato sono coinvolte nel progetto Waste2Fashion
Moda
Waste2Fashion punta a trasformare i rifiuti tessili in una risorsa e a creare nuove opportunità circolari e socio-economiche nella regione mediterranea Credits: FashionUnited, immagine generata con l'ausilio dell'Intelligenza artificiale
Scritto da Isabella Naef

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Finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Interreg Next Med (2,8 milioni di euro), il progetto riunisce partner provenienti da Spagna, Italia, Tunisia, Egitto e Libano per sviluppare e testare soluzioni innovative e replicabili per la gestione dei rifiuti tessili post-consumo e per la moda circolare. A Prato sono coinvolte nel progetto la società di ricerca nazionale Next Technology Tecnotessile e il Museo del Tessuto di Prato.

Next Technology Tecnotessile, costituita a Prato nel 1972, è un organismo di ricerca iscritto all’albo dei laboratori del ministero dell’Università e della ricerca (Mur), che opera per il miglioramento dell’innovazione tecnologica e della competitività delle aziende.

Il progetto si svolgerà con un budget complessivo di circa 2,8 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea

Nei giorni scorsi il progetto Waste2Fashion è stato ufficialmente avviato con il primo incontro tenuto In Spagna al Barcelona Circular hub. L’evento ha riunito partner provenienti da tutta l’area mediterranea, segnando l’inizio di uno sforzo congiunto per affrontare il problema dei rifiuti tessili post-consumo attraverso approcci innovativi di economia circolare. Ospitato da MedWaves, Centro di attività regionale Unep/Map per il Consumo e la produzione sostenibili e lead partner del progetto, l’incontro ha posto le basi per una collaborazione proficua nei prossimi mesi.

Waste2Fashion, “Sviluppo di un sistema pilota circolare per i rifiuti tessili post-consumo nel Mediterraneo”, affronta uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita a livello globale: il tessile. Il progetto si svolgerà dal 2025 al 2028 con un budget complessivo di circa 2,8 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg Next Med (con un contributo Ue dell’88,5%).

L’obiettivo è progettare, testare e validare sistemi circolari che migliorino la raccolta e il pre-riciclo dei rifiuti tessili post-consumo

L’obiettivo è progettare, testare e validare sistemi circolari che migliorino la raccolta, la selezione e il pre-riciclo dei rifiuti tessili post-consumo, promuovendo al contempo modelli di business sostenibili e pratiche di eco-design adattate ai territori mediterranei. Le due realtà pratesi, come anticipato, avranno un ruolo attivo nel progetto.

Next Technology Tecnotessile, nel dettaglio, si legge in una nota, "si occuperà di favorire il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti tessili post-consumo e di sviluppare modelli di business circolari e sostenibili nei cinque territori target del progetto (Toscana, Catalogna, Egitto, Tunisia e Libano). In particolare la società nazionale di ricerca si concentrerà sulla definizione di sistemi di selezione e classificazione automatica dei materiali tessili su piccola scala. Di fatto, ogni territorio, grazie a Waste2Fashion, si doterà di un dispositivo volto a incrementare il volume di rifiuti tessili avviati a nuova vita, favorendo al contempo l’integrazione sociale e occupazionale".

L’altro partner è il Museo del Tessuto di Prato che ricopre il ruolo di coordinatore del Wp4, Transnational Eco-design academy e Circular acceleration lab.

Il suo compito consiste nel guidare, in collaborazione con i partner MedWaves, Ftth e Mesmeda, la progettazione e l’erogazione di due strumenti, ossia l’Eco-design fashion academy e il Circular acceleration lab. Il primo è un programma di formazione transnazionale rivolto a 60 designer e startup provenienti dai quattro paesi partecipanti. Il secondo è un percorso di accelerazione per startup innovative che valorizzano materiali tessili riciclati da rifiuti post-consumo.

Il museo si occupa in particolare di sviluppare i contenuti formativi, organizzare sessioni di matchmaking tra le realtà produttive locali e i designer, e ospitare l’evento transnazionale finale nel distretto tessile di Prato. L’obiettivo complessivo è rafforzare le competenze in eco-innovazione ed eco-design e favorire l’integrazione dei principi dell’economia circolare nei modelli di business del settore moda.

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