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Sarti e ricamatori a mano tra le professioni "introvabili"

Scritto da Isabella Naef

12 giu 2020

Moda

Sarti, tagliatori e modellisti sono tra gli "introvabili", vale a dire appartengono alle categorie di professionisti che le aziende della moda faticano a trovare e per le quali sono disposte a pagare molto, molto bene. Una informazione che può tornare utile di questi tempi, soprattutto a quanti si accingono a scegliere la scuola superiore.

I laureati in economia trovano lavoro sicuramente

Infatti, secondo i dati del volume "Il lavoro dopo gli studi 2019” di Sistema Informativo Excelsior, appena pubblicato, sul versante delle professioni per cui viene richiesta la qualifica o il diploma professionale, tra le più difficili da trovare si trovano ai primi tre posti i saldatori, elettrici e a fiamma, e gli attrezzisti di macchine utensili e diverse figure del settore tessile: i confezionatori, sarti, tagliatori, modellisti e biancheristi, ossia gli addetti alla confezione della biancheria personale, da tavola, da letto. Introvabili anche ricamatori a mano.

La richiesta di laureati è in aumento

Dallo studio emerge, inoltre, che abbigliamento e moda sono tra i settori che offrono maggiori opportunità di lavoro. In totale, tenendo conto delle entrate programmate nel 2019 dalle aziende, industrie tessili, dell'abbigliamento e calzature costituiscono il 13 per cento del totale, pari a 117.740 unità.

Guardando, invece, i dati relativi ai laureati le entrate previste per questa categoria nel 2019, sono in aumento rispetto al 2018, ossia 586mila, pari al 13 per cento del totale.

Sei laureati su dieci sono richiesti in Lombardia, Lazio, Emilia‐Romagna e Piemonte

Gli indirizzi di laurea più richiesti dalle imprese sono quelli dell’ambito economico, con 150mila posti domandati. Seguono le lauree che portano a insegnamento e formazione (57mila), ma le lauree di ingegneria (elettronica e dell’informazione, industriale, gestionale e altri indirizzi, rispettivamente al terzo, quinto e sesto posto, più ingegneria civile e ambientale) contano insieme 143mila posizioni, quindi poco meno dell’indirizzo economico. L’indirizzo sanitario e paramedico, con 42mila posti, è al quarto posto, mentre per l’indirizzo chimico‐farmaceutico ci sono 25mila posti. In coda troviamo poi l’indirizzo linguistico (21mila) e, con 19mila, l’indirizzo politico‐sociale e quello scientifico, matematico e fisico.

Sei laureati su dieci sono richiesti in Lombardia, Lazio, Emilia‐Romagna e Piemonte

I dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro (Anpal), mettono poi in evidenza che i lavori disponibili per persone prive di qualificazione sono pochi, meno del 10 per cento del totale. Infatti, le imprese richiedono ai propri candidati almeno la qualifica professionale in 9 casi su 10. La quota dei lavori offerti ai diplomati e ai laureati è in costante crescita. Il diploma è richiesto dalle imprese a più di un terzo (35%) delle entrate programmate.

Quasi la metà dei laureati sono assunti a tempo indeterminato, a fronte di circa un diplomato su tre e ancora meno per chi ha un titolo più basso. Il motivo è semplice: chi è meno qualificato è più facilmente sostituibile.

Foto: Pexels