Sburlati (Confindustria Moda): capitale umano, tecnologia e regole per tutelare il made in Italy
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Venezia. Tecnologia, capitale umano, politica industriale di lungo periodo, almeno fino al 2035: sono queste le tre direttrici su cui fare leva per tutelare il made in Italy, oggi più che mai. Di fronte a chi pensa che in Italia sia difficile produrre e che il futuro della moda sia altrove, bisogna reagire forti di numeri che attestano che il 70% delle produzioni di alto valore mondiali vengono ancora fatte qui: parole con cui Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha aperto, oggi, a Venezia, la quinta edizione del Venice Sustainable fashion forum, dal titolo “Shaping tomorrow”, in programma fino a domani, 6 novembre, sull’Isola di San Giorgio, presso la Fondazione Giorgio Cini.
"Noi dobbiamo difendere l'ecosistema ma non possiamo fermarci a difendere quello che stato, quello che è stato è vecchio", ha raccontato Sburlati, reduce da un viaggio in Brasile, dove la presenza di Confindustria Moda ha confermato l’interesse dell'industria italiana per il mercato brasiliano, un territorio dove le competenze, la qualità e l’innovazione delle imprese del made in Italy possono favorire nuove collaborazioni industriali e dove, al contempo, la ricchezza di materie prime e semilavorati disponibili in Brasile, dal cotone alla seta, offre interessanti opportunità di sourcing.
In apertura dei lavori del forum veneziano, Sburlati si è soffermato anche sull'importanze dell'adeguamento delle imprese italiane alla normativa europea, in primis al Digital product passport, una grande opportunità per i marchi italiani. "Bisogna pensare che se lo facciamo male, lo facciamo a favore di qualcun altro". Insomma, in tema di competitività l'Italia deve usare gli artigli: tecnologia, politiche industriali lungimiranti, cura dei talenti e regolamentazione.
Nulla a che vedere con il protezionismo, ma solo reciprocità a livello europeo, senza scorciatoie per nessuno.
Promosso da Confindustria Moda e Confindustria Veneto Est, con Teha Group in qualità di advisor scientifico, il forum assume quest’anno una dimensione ancora più ampia come iniziativa di sistema confindustriale, coinvolgendo direttamente le rappresentanze dei settori collegati alla moda e agli accessori - pelletteria, calzatura e occhialeria, con l’obiettivo di ampliare il perimetro di osservazione e integrare queste filiere in una visione e in una strategia di crescita più ampie. L’evento, infatti, riunisce imprese, istituzioni, esperti e protagonisti dell’innovazione per confrontarsi sulle condizioni necessarie a costruire oggi la filiera della moda di domani.