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Smi: la moda ha bisogno di modellisti e specialisti ecommerce

Scritto da Isabella Naef

9 gen 2020

La moda ha bisogno di modellisti, di disegnatori industriali, di tecnici del controllo del prodotto finito e di specialisti ecommerce. Per quanto riguarda i manager mancano responsabili di produzione, figure commerciali e marketing e responsabili It.

Queste alcune delle figure professionali più gettonate dal fashion system nei prossimi tempi, come è emerso dalla ricerca di Sistema moda Italia presentata ieri, a Firenze, nell'ambito di Pitti Uomo, kermesse che si concluderà domani, 10 gennaio.

Nel dettaglio ecco i professionisti di cui le aziende hanno bisogno: per l'area manageriale mancano responsabili di produzione, responsabili commerciale e marketing, responsabili stile e prodotto, responsabili It.

Per l'area tecnica servono modellisti, disegnatori industriali (tessile e fashion), tecnici del controllo del prodotto finito, specialista ecommerce. Per l'area operativa: addetti alla produzione nobilitazione e stampa tessuto (finissaggio), addetti alla produzione (tessitura), addetti alla produzione (tintura tessile) e prototipisti.

La ricerca è stata promossa da Smi, finanziata da Fondirigenti, e realizzata in collaborazione con il centro di ricerca e consulenza PtsClas di Milano.

"Ben difficilmente le 48mila assunzioni previste nel settore moda allargato (cioè comprensivo di accessori, occhiali, gioielli, concia) nei prossimi 4 anni, potranno essere coperte dai ragazzi che oggi frequentano le scuole tecniche e professionali, gli Its e le scuole di moda perché il loro numero è fortemente insufficiente", ha sottolineato il management di Smi, durante la presentazione.

L’indagine sui fabbisogni professionali è stata presentata da Smi ieri, a Firenze, nell'ambito di Pitti Uomo

Più del dato quantitativo preoccupa anche la qualità dell’offerta formativa che il sistema di istruzione e formazione nazionale sarà in grado di fornire al sistema produttivo. "Per questo, per supportare con dati affidabili e aggiornati l’alleanza che in questi mesi è stata costruita tra Smi e le istituzioni formative (tramite le loro reti e le loro associazioni), Sistema moda Italia ha chiesto direttamente alle proprie imprese associate di esprimersi", ha aggiunto Smi.

L’indagine ha coinvolto un campione molto ampio di imprese del settore tessile-abbigliamento di tutte le dimensioni e di tutti i comparti produttivi: sono pervenute circa 250 risposte, per oltre 300 imprese rappresentative di circa 500 unità produttive sparse su tutto il territorio nazionale, per oltre 44mila dipendenti.

Le imprese hanno fornito indicazioni strutturate sulle previsioni sull’andamento della produzione nel prossimo triennio; sulle previsioni di attivazione di nuovi contratti di lavoro, con indicazione delle aree ritenute di maggior sviluppo; sulle modalità di selezione del personale e sul grado di soddisfazione sulla preparazione dei neo assunti ai vari livelli di professionalità.

L’indagine ha sollecitato le imprese a esprimersi sui profili professionali ritenuti più importanti (e critici) del presente e per il futuro prossimo: sono stati loro proposti 37 profili, selezionati tramite un panel di esperti aziendali, 6 di area manageriale, 22 di area tecnica e 9 profili dell’area operativa. Per ogni profilo ritenuto “critico” le aziende hanno anche indicato le competenze più importanti richieste per un efficace inserimento nei processi produttivi e organizzativi delle aziende. Ne sono scaturite oltre 1000 schede, che nel loro insieme danno una rappresentazione del futuro delle principali figure professionali del settore.

“La formazione nel futuro del nostro settore deve riuscire a coniugare “l’arte dei nostri vecchi mestieri”, elemento sostanziale del successo del made in Italy nel mondo, con l’evoluzione sempre più veloce dello scenario digitale. La sfida è appassionante, decisamente accattivante per i nostri giovani, che saranno artefici del loro futuro, in base alle scelte “fuori dagli schemi” che faranno. Le nuove esigenze professionali che si stanno delineando, tenendo presente le necessità legate alla sostenibilità di materiali e processi aprono la strada a nuove professionalità. Gli specialisti di domani dovranno saper dare risposte a nuove richieste in ambito di prodotti e processi legati all’utilizzo di materie prime sostenibili e seconde, provenienti da fonti tracciate. Quindi le potenzialità di professionisti sempre più specializzati sono infinite e ancora tutte da codificare", ha detto il presidente di Smi, Marino Vago.

"Con questa ricerca Fondirigenti ha voluto ancora una volta mettersi a disposizione del sistema industriale italiano per sostenerne la crescita attraverso la migliore conoscenza dei fabbisogni non solo in Termini di competenze manageriali. Ciò avviene grazie alle cosiddette Iniziative Strategiche che Fondirigenti, unico fondo interprofessionale a prevederle, promuove con continuità e che indirizza verso tutti i settori industriali. Il Sistema moda è uno dei più importanti in Italia e gli esiti dell'indagine in ordine ai bisogni manageriali più critici ci confortano sulle scelte assunte dal Fondo anche relativamente ai temi formativi manageriali individuati per recenti avvisi. Da questa importante ricerca traiamo conferme ed ulteriori stimoli per la nostra attività di sostegno alla formazione manageriale necessaria per l’ulteriore creazione di valore per le imprese”, ha affermato Carlo Poledrini, presidente Fondirigenti.

Foto: Pexels