Vertenze della moda: la Toscana presenta una proposta di legge sulle crisi aziendali
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E' stato presentato ieri, 5 ottobre, a Firenze, un provvedimento che definisce in modo organico il sistema di gestione e prevenzione delle vertenze. Istituito anche un fondo specifico, finanziato nell'immediato con 10 milioni di euro. La proposta di legge è una iniziativa inedita nel panorama legislativo regionale italiano. Come riporta Toscana Notizie, agenzia di informazione della Giunta Regionale Toscana, sulla proposta, condivisa con le parti sociali e presentata ieri a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dall’assessore al lavoro Alberto Lenzi, dall’assessore alle attività produttive Leonardo Marras e dal consigliere speciale per le crisi industriali Valerio Fabiani, sta lavorando da tempo un gruppo interdirezionale degli uffici regionali.
“Puntiamo a rendere il nostro modello regionale di intervento sempre più capace di operare sui diversi fronti della tutela del lavoro e del nostro sistema produttivo e industriale”, ha spiegato il presidente Giani, riporta Toscana Notizie. “Per questo abbiamo ritenuto utile, unica Regione in Italia, adottare un provvedimento che introduca nuove leve per fronteggiare le emergenze occupazionali, per prevenirle, per attrarre nuovi investitori”.
La proposta arriva in una fase di riposizionamento di settori come la moda e l’automotive
“In una fase caratterizzata dal riposizionamento di importanti settori dell’economia regionale, come tra gli altri la moda e l’automotive, l’intervento normativo si rende quanto mai necessario alla luce dei numerosi tavoli attivi e delle caratteristiche del nostro sistema economico, contraddistinto da un tessuto produttivo di piccole e medie imprese che quindi non presentano i criteri per l’apertura di tavoli nazionali, richiedendo pertanto risposte e strumenti di gestione interamente radicati sul territorio regionale”, ha aggiunto l’assessore Alberto Lenzi.
In base all’ultimo aggiornamento del report sulle attività dell’Unità di crisi lavoro, la struttura tecnica che affianca la Giunta nella gestione dei tavoli di salvaguardia, dall'inizio dell'attuale legislatura sono stati 62 i casi risolti positivamente (o con soluzioni occupazionali parziali), a tutela di 7.500 lavoratori. Venti i casi di crisi aziendali attive o di recente convocazione del tavolo regionale di negoziato, che coinvolgono complessivamente 7.350 lavoratori in organico, incluso l'indotto. “In transizione” (720 lavoratori), con possibili sviluppi positivi, ci sono 7 vertenze, mentre 24 sono i tavoli di monitoraggio preventivo (oltre 6mila lavoratrici/lavoratori coinvolti). Infine sono 18 i tavoli chiusi (700 lavoratori), per i quali è attivo l'impegno regionale alla ricollocazione.
Lo scorso luglio, i lavoratori toscani hanno incrociato le braccia per lo sciopero proclamato in seguito alla crisi della moda. "Sfidiamo le griffe a venire al tavolo per riprogettare insieme il distretto, la crisi non la possono pagare i lavoratori, il capitalismo non può essere solo estrattivo, bisogna ricostruire insieme la qualità di questo distretto", diceva il segretario fiorentino della Cgil, Bernardo Marasco, in un video registrato prima dello sciopero.
“Una delle fasi più difficili della storia industriale recente del nostro territorio”, sottolinea Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, per immortalare la situazione di una regione che sta vivendo un declino e una crisi della manifattura senza precedenti e che ha spinto i sindacati, al culmine di una lunga stagione di denuncia e mobilitazione, a indire lo sciopero regionale del 9 luglio, “per chiedere politiche industriali vere, difendere il lavoro e rilanciare le filiere produttive della Toscana, colpite da una crisi che mette a rischio migliaia di posti di lavoro”, come riportava Collettiva, la testata della Cgil.
La proposta prevede la creazione di un fondo da 10 milioni di euro
La proposta prevede la creazione di un fondo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali, “attualmente pari a circa 10 milioni di euro stanziati dall’assessorato al lavoro” ha detto Lenzi, in cui far convergere le risorse destinate alle misure per la ricollocazione o il reinserimento occupazionale dei lavoratori coinvolti nelle crisi.
Arti, l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà a punto servizi specifici innanzitutto attraverso la leva della formazione per accompagnare il tentativo di rilancio delle aziende in difficoltà e scongiurare eventuali esuberi. Soprattutto in caso di ricollocazione esterna, obiettivo, specifica Toscana Notizie, è operare per salvaguardare saperi e competenze collettive dei gruppi di lavoratori investiti dagli effetti delle vertenze, ovvero un patrimonio, che appartiene alla economia toscana e alla comunità, e che non può essere disperso.
Strumenti per la prevenzione e monitoraggio permanente delle crisi di impresa al fine di consentire l’intervento prima che lo stato di difficoltà aziendale diventi irreversibile sono altri snodi focali della proposta.
Altre misure riguardano il rafforzamento delle attività di scouting pubblico e accompagnamento istituzionale per attirare nuovi investimenti e rilanciare i siti produttivi in caso di cessazione delle attività, la promozione e il sostegno dei percorsi di Workers buyout (rigenerazione di un’impresa attraverso l’acquisizione da parte dei lavoratori), il richiamo e la valorizzazione del principio della responsabilità sociale d’impresa.