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Vestiaire Collective ha pubblicato il suo primo Impact report

Scritto da Isabella Naef

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Moda

Courtesy of Vestiaire Collective
Vestiaire Collective ha pubblicato il suo primo Impact report in collaborazione con Pwc, rivelando i benefici del suo modello di business innovativo per l’industria della moda.

Numeri alla mano, "acquistare moda di seconda mano su Vestiaire Collective permette di diminuire del 90 per cento l’impatto ambientale rispetto a un articolo nuovo. Il 70 per cento dei clienti afferma che fare shopping su Vestiaire Collective ha evitato l’acquisto di un capo di prima mano (una cifra superiore del 17 per cento rispetto agli studi precedenti)", si legge in una nota.

Il calcolo monetizzato dell’impatto ambientale, una tecnica innovativa e relativamente nuova per l’industria della moda, permette di misurare diversi fattori ambientali allo stesso modo. Il costo ambientale calcolato per ogni acquisto di seconda mano su Vestiaire Collective è di 0,39 euro, solo un decimo del costo ambientale di un acquisto nuovo. In termini di emissioni, ogni articolo acquistato sulla piattaforma permette di risparmiare 17 kg di Co2 rispetto a uno nuovo, ossia l’equivalente delle emissioni prodotte da un’auto media per 100 km percorsi.

Per la creazione dell’Impact report, Vestiaire Collective, che ha ottenuto la certificazione B Corp, ha intervistato 2.363 consumatori in 57 paesi.

Il rapporto ha anche messo in luce che l'azienda, concentrandosi su articoli di alta gamma, incoraggia i consumatori a investire in acquisti di qualità superiore, che possono essere rivenduti meglio perché fatti per durare. "Questo effetto “upscale” porta a un minor numero di nuovi acquisti poiché i consumatori adottano un approccio “meno ma meglio”. Infatti, le ricerche hanno dimostrato che pochissimi consumatori (solo il 10 per cento) usano i profitti delle loro vendite di seconda mano per pagare nuovi acquisti. Il ruolo delle piattaforme di rivendita è fondamentale nel determinare questo cambiamento nel comportamento d’acquisto: il 50 per cento dei venditori su Vestiaire Collective afferma che non avrebbe rivenduto articoli senza la piattaforma", specifica il management nella nota.

“È estremamente incoraggiante vedere l’influenza che le piattaforme di rivendita di moda di fascia alta come Vestiaire Collective possono avere nel promuovere l’economia circolare. Speriamo che il nostro lavoro possa ispirare sia le aziende che i consumatori ad adottare un approccio “meno ma meglio”, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale dell’industria della moda”, ha detto Fanny Moizant, co-fondatrice e presidente di Vestiaire Collective.

“Il modello di business di Vestiaire Collective è davvero unico e il ruolo del sustainability & inclusion team è quello di fornire solidi dati per sostenere questa affermazione. Vogliamo continuare a rimetterci alla prova e a migliorarci, spingendo il settore della moda verso una transizione più veloce. Siamo consapevoli del fatto che la rivendita ha ancora il potenziale di contribuire alla cultura del sovraconsumo. Perciò è importante per noi lavorare con la nostra community per promuovere un allontanamento dal fast fashion, per assicurarci di poter avere il maggior impatto possibile”, ha aggiunto Dounia Wone, chief sustainability and inclusion officer della società.

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PWC
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