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Visti al fuorisalone: dal progetto No seasons di Stone Island alla collezione di H&M Home con Kelly Wearstler

Tènua ha presentato Scent scapes, mentre Giorgio Armani ha dato il via al secondo capitolo di Armani Archivio
Moda
Stone Island ha presentato il nuovo capitolo di No seasons Credits: Stone Island
Scritto da Isabella Naef

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Il fuorisalone è alle spalle e così l'orgia di eventi, le lunghe code e la fiumana di persone che ha invaso Milano per una settimana. Se l'attrattività del fuorisalone è più che evidente, una riflessione va fatta sulla qualità degli eventi, sui loro contenuti, sull'interesse che questi suscitano presso gli addetti ai lavori della moda e del design. Sicuramente, infatti, se un "giro al fuorisalone" se lo concedono tutti e se è comprensibile che i marchi decidano di sfruttare questo momento per esserci e raccogliere l'attenzione, una valutazione più mirata potrebbe portare a eliminare il "troppo di tutto" in favore di una maggiore qualità. Ciò detto, molte sono state le installazioni, le mostre, le collaborazioni e gli eventi degni di nota.

Stone Island, per esempio, ha presentato il nuovo capitolo di No seasons, portando avanti un progetto di Massimo Osti, originariamente esistito dal 1989 al 1994. La capsule fa dell’atemporalità tipica di Stone Island il proprio cardine, promuovendo un approccio che ha a che fare con l’evoluzione delle cose tanto quanto con il loro perdurare, dando forma a nuovi archetipi di outerwear radicati nell’heritage del brand e altrettanto rivolti al futuro. Presentata per la prima volta alla Milano design week 2026, la capsule No seasons, quindi, detta i codici dell’installazione dedicata, concepita in collaborazione con lo studio di interior design di Milano Nm3. Il progetto si inserisce nel contesto più ampio di Capsule Plaza, un concept ibrido, a metà tra fiera e mostra collettiva, riconosciuto a livello internazionale per il suo forte legame con il mondo del design e della creatività in senso ampio.

La capsule fa dell’atemporalità tipica di Stone Island il proprio cardine Credits: Stone Island

Sempre in concomitanza con la Milano design week, ha preso il via nella boutique Giorgio Armani di via Sant’Andrea, il secondo capitolo di Armani Archivio. Lanciato nel 2025 per celebrare i cinquant’anni della fondazione della Giorgio Armani, il progetto concepito per preservare e valorizzare l’eredità del marchio, una piattaforma interattiva che raccoglie e organizza le collezioni storiche, offrendo un’esperienza che fonde heritage e innovazione.

La boutique Giorgio Armani di via Sant Andrea ha ospitato il progetto Armani Archive Credits: Giorgio Armani

Ora, per la prima volta, tredici look uomo e donna appartenenti alle collezioni Giorgio Armani dal 1979 al 1994, sono stati riprodotti fedelmente per essere messi in vendita presso le boutique. Sono abiti selezionati per la loro intramontabile attualità, esempi emblematici di un percorso stilistico che si è evoluto in modo coerente e continuo nel corso degli anni.

Il marchio lifestyle Tènua, invece, ha presentato Scent scapes al Fuorisalone 2026.

La presentazione si è sviluppata all'interno di “Bubbles of time", un'installazione immersiva di Kaldewei, sviluppata in collaborazione con Parasite 2.0. L'opera è stata esposta a Palazzo Crespi che, progettato negli anni '20 dall'architetto Piero Portaluppi, ha fatto da sfondo a un progetto che ha esplorato l'evoluzione della stanza da bagno come spazio di benessere e design, snodandosi come una narrazione stratificata tra passato, presente e futuro.

La presentazione di Tènua si è sviluppata all'interno di “Bubbles of time", un'installazione immersiva di Kaldewei Credits: Tènua
Il brand milanese-giapponese di fragranze e home textile ha portato la propria visione: anche il beauty può entrare a pieno titolo nel linguaggio del design. È un principio che già appartiene profondamente all’identità del brand dove, per esempio, i flaconi dei profumi, porta-incensi, il packaging vengono studiati minuziosamente dal punto di vista del design e si completano nella propria espressione olfattiva. In questo intervento, la percezione del profumo è diventata parte integrante dell’esperienza dello spazio, contribuendo a costruire un dialogo naturale e contemporaneo tra oggetto, atmosfera e memoria.

La griffe fiorentina di casa Kering ha presentato Gucci Memoria, una nuova esposizione curata da Demna. La mostra ha proposto una rilettura simbolica dei 105 anni di storia della maison, restituendone le molteplici sfaccettature, evoluzioni ed espressioni creative.

Allestita negli storici Chiostri di San Simpliciano, la mostra ha invitato il pubblico a immergersi in una narrazione che mette in dialogo passato e presente.

Al centro di Gucci Memoria si trovava un ciclo di dodici arazzi, concepiti come una cronaca visiva della maison. Radicati in una tradizione artigianale storicamente legata a Firenze, ciascun arazzo traduceva un momento significativo della storia di Gucci in una composizione ricca e articolata. A partire dagli anni formativi di Guccio Gucci a Londra presso l’hotel The Savoy, la serie ripercorre la fondazione della prima bottega fiorentina, la definizione dell’identità visiva della Maison e la sua affermazione come simbolo internazionale del lusso.

Gucci Memoria Credits: Gucci

Le scene successive riflettevano le principali epoche creative, dall’emergere di design iconici come le borse Jackie 1961 e Bamboo 1947 fino alle visioni distintive dei direttori creativi che si sono succeduti, tra cui Tom Ford, Frida Giannini, Alessandro Michele e Sabato De Sarno.

Nel chiostro piccolo, una serie di distributori automatici progettati su misura introduceva una dimensione interattiva. Distribuendo bevande in lattina create da Gucci Giardino, il caffè e cocktail bar della maison situato in Piazza della Signoria a Firenze, l’installazione si ispirava agli archetipi de La Famiglia, un insieme di personaggi che incarnano diverse sfaccettature dell’identità Gucci. Ogni bevanda, distribuita casualmente, corrispondeva a una personalità distinta, tra cui Fashion icon, Drama queen, Super incazzata e Mega pesantone.

Arket ha collaborato con l’artista newyorkese Laila Gohar per la sua prima collezione ready to wear

Il brand di lifestyle nordico Arket, invece, ha collaborato con l’artista newyorkese Laila Gohar per la sua prima collezione ready to wear, in uscita per la stagione primavera estate 2026. La collaborazione comprende 27 capi, che traducono l’estetica singolare di Gohar in un guardaroba ricco e stratificato, pensato per momenti che oscillano tra la quotidianità e l’eccezionale.

Arket x Laila Gohar Credits: Arket

Nata al Cairo e residente a New York, Laila Gohar unisce cibo spettacolare, installazioni artistiche e design giocoso per creare un mondo delicatamente surreale, in cui non esistono confini netti tra vita e bellezza. Unendo l’interpretazione idiosincratica della bellezza di Gohar con l’attenzione di Arket per il design funzionale, la collezione prende inizio dall’interazione dinamica tra opposti, maschile e femminile, morbido e rigido, trasparente e opaco, così come dal gioco personale e intuitivo tra queste dicotomie.

"Il suo lavoro nasce da un mondo di ispirazioni ricco e variegato, e il guardaroba che ne deriva supera cat egorie come abiti da occasione o da tutti i giorni, pur rimanendo naturalmente indossabile e radicato nella vita quotidiana", ha spiegato Ella Soccorsi, head of design and creative di Arket.

I 27 capi spaziano da ispirazione workwear, come il completo in canvas bianco ricamato, una classica henley in jersey e una smock blouse ispirata alle uniformi femminili, a espressioni più delicate, tra cui una blusa con fiocco basata sulla forma di un grembiule e una gonna coordinata con bra top in organza di seta color ecru caldo. Accessori all’uncinetto e con perline completano la collezione, mentre un abito modulare distintivo, quasi scultoreo, con gonna staccabile, realizzato in cotone compatto con inserti in seta, rappresenta una delle espressioni centrali della collaborazione.

Bottega Veneta ha collaborato con l’artista coreanoKwangho Lee

Per la Milano design week 2026, Bottega Veneta, invece, ha collaborato con l’artista coreanoKwangho Lee. Il progetto ha incluso un’installazione luminosa nello store della maison in via Sant’Andrea, insieme a una serie di attivazioni diffuse in diversi luoghi della città.

L'installazione Lightful Credits: Bottega Veneta

Intitolata Lightful, l’installazione ha unito una forma sospesa intrecciata, cifra distintiva della pratica di Lee a nuove sculture luminose realizzate intrecciando fettucce in pelle Bottega Veneta. In tonalità su misura di nero e verde, selezionate dalla direttrice Creativa Louise Trotter, ogni scultura assume una forma unica e organica, evocando le possibilità intrinseche ai processi artigianali dell’artista. Attraverso il dialogo tra intreccio, luce e ombra, Lightful amplia la ricercar di Lee sulla combinazione dei materiali, introducendo la dimensione dell’illuminazione come ulteriore linguaggio espressivo.

Domus Academy, scuola internazionale di eccellenza nei settori del design e della moda, è tornata al fuorisalone con il progetto espositivo Unfold, negli spazi di Base. I progetti degli studenti coinvolti, valutati e selezionati dalla faculty di design di Domus Academy, hanno indagato come trasformare tensioni e divergenze in catalizzatori di cambiamento.

Il background multiculturale del progetto, ha visto la partecipazione di 20 università provenienti da 14 paesi, insieme agli studenti di Domus Academy, ambisce a portare nuove prospettive e punti di vista diversificati al centro dell’esposizione. I designer sono stati incoraggiati a sviluppare progetti creativi e stimolanti capaci di confrontarsi con le tensioni che attraversano società, tecnologia e ambiente, trasformando i contrasti in un’occasione di riflessione e in un possibile motore di cambiamento positivo.

Nuova accademia di belle Arti e Freitag, pionieri svizzeri dell’upcycling, hanno presentato “The messenger is on the table"

Nuova accademia di belle Arti e Freitag, pionieri svizzeri dell’upcycling, hanno presentato “The messenger is on the table": una mostra presso il negozio Freitag di Milano ha esposto dieci reinterpretazioni della F11 Lassie, l'iconica borsa messenger disegnata originariamente nel 1995, rivisitata dagli studenti delle aree design e fashion design di Naba. I lavori sperimentali sono stati presentati all'interno di un allestimento immersivo ideato dagli studenti del biennio specialistico in interior design dell'accademia.

Naba, Nuova accademia di belle arti, collabora con Freitag Credits: Naba

In occasione della Milano design week 2026 Louis Vuitton ha presentato la sua nuova collezione Objets Nomades in una mostra che celebra l'Art Déco e il design contemporaneo.

Svelata nel cuore di Palazzo Serbelloni, in corso Venezia, la nuova collezione Louis Vuitton Objets Nomades ha sottolineato, più che mai, il dialogo tra patrimonio, arte e creazione contemporanea. A seguito della celebrazione del centenario dell'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne del 1925, alla quale la maison partecipò, la Hommage collection Pierre Legrain offre una nuova visione delle opere del decoratore, illustratore, rilegatore e ebanista francese, figura di spicco dell'Art Déco.

Collaboratore artistico della maison negli anni '20, Legrain iniziò a lavorare con Louis Vuitton come illustratore e proseguì creando il primo mobile della maison, una toeletta in ebano laccato, che ora viene rieditato in edizione speciale. Accanto a creazioni tratte dagli archivi di Pierre Legrain e Charlotte Perriand, sono stati presentati anche nuovi pezzi contemporanei di Estudio Campana, Raw Edges e Franck Genser. Queste opere audaci combinano estetiche e tecniche uniche con i codici distintivi e l'artigianato di Louis Vuitton, spingendo continuamente i confini dell'innovazione.

H&M Home ha debuttato quest’anno alla Milano design week 2026 insieme alla designer americana Kelly Wearstler, presentando una collaborazione esclusiva.

Una selezione curata di oggetti e arredi della collezione sarà svelata durante il fuori salone, segnando un doppio debutto per H&M Home e per la designer di Los Angeles. L’esposizione ha offerto un’anteprima degli oggetti della collaborazione, acquistabile dal prossimo settembre, insieme a pezzi personalizzati su misura in colori e dimensioni. I materiali protagonisti della collezione includono legno, metallo, ceramica, marmo e tessuti. Questo traguardo segna un’evoluzione audace per il brand, introducendo per la prima volta all’interno di una designer collaboration arredi di grandi dimensioni affiancati da oggetti più contenuti.

H&M home Credits: H&M

L’installazione è stata svelata a Palazzo Acerbi, un palazzo barocco del XVII secolo dal fascino quasi leggendario, rimasto a lungo chiuso al pubblico. Dietro la sua facciata austera si celava una magnificenza architettonica: colonne imponenti e affreschi opulenti creano un contrasto sorprendente con l’estetica contemporanea e audace della collezione.

Anche il marchio di casa BasicNet, K-Way, era presente al Salone del mobile di Milano attraverso una collaborazione artistica e di prodotto sviluppata insieme al salone. Il progetto si è articolato in diverse attivazioni, a partire dalla collaborazione con Bianca Felicori, ricercatrice, autrice e fondatrice di Forgotten Architecture. Nato nel 2019 come community digitale dedicata alla riscoperta di architetture dimenticate, Forgotten Architecture è oggi un punto di riferimento internazionale, grazie a un lavoro di ricerca che unisce archivi, documenti storici e fotografia contemporanea.

Il progetto K-Way Forgotten Architecture presso la a Casa a Tre Cilindri Credits: K-Way

Per K-Way, Bianca Felicori, attraverso Forgotten Architecture, ha curato una selezione di edifici iconici e significativi di Milano, dando vita a un itinerario urbano che ha celebrato la visione dei grandi maestri dell’architettura. La narrazione ha preso forma attraverso una serie di scatti fotografici ambientati in cinque edifici simbolo del capoluogo meneghino, l’iconica Biblioteca Sormani, il Collegio di Milano, la Casa a Tre Cilindri, la Chiesa di San Giovanni Bono e il building di corso Italia 13.

L’itinerario era raccolto in un leaflet in edizione omaggio, disponibile presso il flagship store K-Way di corso Garibaldi e all’interno di un’attivazione speciale nel cuore della città. Fulcro dell’iniziativa è stata un’edicola in piazza Sant’Eustorgio, realizzata in collaborazione con il Salone del Mobile Milano: uno spazio interamente personalizzato K-Way e Salone che, per tutta la settimana, diventerà un punto di racconto del progetto attraverso talk dedicati e la distribuzione dei leaflet.

Apartamento e Jil Sander hanno ospitato un intimo reading circle

Sempre durante il fuorisalone, Apartamento e Jil Sander hanno ospitato un intimo reading circle in occasione di Reference Library, insieme al designer nigeriano Nifemi Marcus-Bello, alla cantante spagnola Maria Arnal e al curatore australiano Dan Thawley, moderati dalla scrittrice e regista canadese Durga Chew-Bose. L’incontro ha riflettuto su come la lettura plasmi i modi di vedere, pensare e creare attraverso diverse discipline, con una speciale installazione progettata da studioutte.

Simone Bellotti, all'evento Jil Sander Credits: Jil Sander

Luciana Teixeira, architetta e designer, che vive e lavora tra Brasile e Spagna, ha esposto al fuorisalone la collezione “Saudade”, ispirata a memorie personali e collettive, e il tappeto “Rio dos Cocares”, che rende omaggio alle etnie indigene e ai biomi del Mato Grosso do Sul.

Luciana_Teixeira poltrona Saudade Credits: Luciana_Teixeira

Recuperando memorie affettive dell’infanzia, valorizzando tecniche artigianali radicate nella cultura brasiliana, come macramè e uncinetto, e adottando un processo creativo e produttivo rispettoso dell’ambiente, Teixeira ha sviluppato una collezione ricca di significato emotivo e impatto sociale.

Prodotta con l’expertise di Bel Metais, di Santa Catarina, nel Sud del Brasile, la poltrona “Saudade” si distingue per l’eleganza precisa e compatta. Il pezzo è una sintesi di design d’autore, artigianato e fattibilità industriale. L’elemento in macramè, realizzato con maestria dall’artigiana locale Tassiana Kellner con filo 100% cotone, è applicato manualmente sullo schienale tubolare, conferendo autenticità e valore.

E' stata aperta fino a ieri, domenica 26 aprile, a palazzo Giureconsulti, infine, la decima edizione di Masterly The Dutch in Milan. Nicole Uniquole, la fondatrice e curatrice, ha allestito le 25 sale affacciate su piazza Duomo che da quattro anni ospitano la manifestazione.

Distribuiti sui quattro piani del palazzo storico, oltre 100 partecipanti fra designer indipendenti, aziende storiche, nuove realtà imprenditoriali, artigiani, artisti e scuole di formazione hanno dato vita a installazioni individuali e progetti collettivi.

I partecipanti hanno condiviso una visione comune: il design è concepito come uno strumento strategico capace di ispirare e stimolare una riflessione che, a volte, va oltre l’oggetto stesso. Ne è esempio l’installazione al piano sotterraneo firmata da Mecanoo in collaborazione con Bert Plantagie. Al centro, il sistema modulare di sedute Macaron, sviluppato a partire da un’analisi dei comportamenti umani in diversi contesti. Ne deriva una soluzione flessibile, pensata per rispondere a bisogni reali più che a esigenze formali.

Il sistema modulare di sedute Macaron Credits: Masterly The Dutch, ph. N.Marnati
Arket
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