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Work in fashion: per il ceo di Kooomo “la motivazione fa la differenza”

Quali sono i profili professionali più gettonati nelle aziende della moda? Quali sono i percorsi formativi che offrono maggiori chance a tal fine? E’ vero che l’ecommerce, ritenuto dagli esperti come il settore che presenta enormi potenzialità nel fashion, è un bacino occupazionale molto interessante? Come ci si deve comportate in sede di colloquio per guadagnarsi l’interesse degli etailer e delle piattaforme di ecommerce che sviluppano e gestiscono i negozi online dei brand? Con la serie Work in fashion, che è pubblicata ogni giovedì, FashionUnited intende cercare di rispondere a queste domande.

Questa settimana tocca a Giovanni Meda, ceo di Koomo, piattaforme di commercio elettronico inserita da Gartner nell’edizione 2017 del “Magic Quadrant for Digital Commerce”, internazionalmente riconosciuto come una selezione delle migliori piattaforme al mondo per l’ecommerce, spiegare come funziona questo mercato. Tra i clienti della piattaforma ci sono aziende della moda come Blauer, Havaianas, Blumarine, Slam, Carpisa. L’azienda ha sedi in Italia, Irlanda, Stati Uniti, Regno Unito e Singapore

Quante persone siete nella sede italiana di Kooomo e quali sono le caratteristiche professionali e personali di chi lavora con voi ?

Al momento nella sede italiana siamo in 12 persone, a Dublino, invece, lavorano una settantina di persone. Abbiamo recentemente introdotto un general manager che si è fatto affiancare da un marketing manager. Il nostro è un settore relativamente nuovo ed esiste una carenza impressionante di risorse. Una delle cose fondamentali per operare in questo mercato è la mentalità aperta. Posso dire che a livello formativo sono preferibili la laurea e un Mba. Essere madrelingua inglese o averne una conoscenza di questo livello è determinante per lo sviluppo delle nuove tecnologie.

A livello di esperienza quali sono le carte migliori da giocare?

Il background tecnologico con una visione aziendale del modo di lavorare fa la differenza. Mi spiego meglio: anche le figure con i profili più prettamente It devono comunicare e interagire proficuamente con il resto delle funzioni, devono essere abituate alla conversazione. I programmatori, per esempio, devono essere in grado di trasformare le cose complesse in soluzioni di facile utilizzo.

Quindi sono i programmatori e gli sviluppatori i profili più gettonati?

Sì, developer, developer, developer.

Che tipo di formazione hanno i programmatori?

Dipende: molto spesso sono laureati in fisica, in matematica. Magari il chief technology manager .è un ingegnere ma spesso il team è formato da persone che hanno alle spalle percorsi formativi anche diversi, talvolta si tratta di persone che non sono laureate. Come dicevo prima è fondamentale avere una mente aperta e comunicativa e la passione per l’it.

Qual è l’approccio giusto per lavorare e crescere in un’azienda come la sua?

Oggi giorno l’elemento fondamentale nel lavoro è la motivazione. Quando la persona è motivata la qualità del lavoro varia totalmente. A questo proposito devo dire che nei Paesi Nordici e anglosassoni esiste maggiore responsabilizzazione: chi prende una decisione si prende onore e onere. In Italia, invece, spesso il manager che dovrebbe prendere la decisione non fa altro che costruire dei percorsi, studiare un ventaglio di possibilità e lascia che sia il board a selezionarne una. Sicuramente è una strada penalizzante perché non è che l’amministratore delegato possa comprendere tutto.

Quali sono i canali giusti per candidarsi?

Dipende dal Paese. In Irlanda, per esempio, se non vai dall’head hunter non trovi nessuno. In Italia è più semplice: metti l’annuncio in università, sul sito e su Linkedin. Voglio sottolineare che non esisti se non sei sui social network e noi controlliamo e analizziamo quello che i professionisti scrivono su di loro.

Quanto si guadagna a lavorare nell’ecommerce?

Bisogna dire che noi abbiamo un sistema che prevede una parte fissa e dei bonus legati ai risultati sia per il singolo, sia per i team. A grandi linee, per la parte fissa, si può partire da uno stipendio loro annuo di 30mila euro e arrivare a 70-80mila euro.

Work in fashion: per il ceo di Kooomo “la motivazione fa la differenza” Nel mese di agosto FashionUnited si concentrerà sui lavori della moda. Per leggere sul tema clicca qui.

Foto: Giovanni Meda, ceo di Kooomo