Antonio Marras nominato Accademico d'onore dell'Accademia di Belle arti di Frosinone
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Antonio Marras è stato nominato Accademico d'onore dell'Accademia di Belle arti di Frosinone. Il 18 maggio, presso l’Accademia di Belle arti di Frosinone, si è svolta la cerimonia di conferimento del titolo di Accademico d’onore ad Antonio Marras come figura tra le più intense e riconoscibili del panorama creativo contemporaneo, autore di una visione capace di attraversare moda, arte e memoria in un continuo dialogo tra linguaggi.
La direttrice dell’Accademia, Stefania Di Marco, ha sottolineato come il conferimento rappresenti “un omaggio a una figura che ha saputo abbattere i confini tra le discipline, restituendo alla moda una dimensione profondamente culturale e narrativa”.
"L’accademia ha voluto rendere omaggio a un percorso umano e artistico che, nel corso degli anni, ha trasformato il gesto creativo in racconto, la materia in emozione, l’abito in narrazione. Una poetica profondamente identitaria, costruita intrecciando frammenti di memoria personale e collettiva, suggestioni letterarie, arte visiva, teatro, musica e cultura mediterranea", si legge in una nota.
Originario di Alghero, Marras ha dato vita fin dagli esordi a un universo estetico libero dalle convenzioni, alimentato dal legame viscerale con la Sardegna e da una sensibilità capace di custodire il passato per trasformarlo continuamente in visione contemporanea. Autodidatta per vocazione, ha fatto della contaminazione il centro della propria ricerca, costruendo collezioni che evocano storie, paesaggi e ricordi, sospese tra rigore e istinto, fragilità e forza.
“C’è chi mi definisce artista o designer o poeta. Io sono solo uno che ama curiosare e comunicare, dire, narrare utilizzando anche linguaggi diversi. Sicuramente sono attratto dalla poesia e dal lavoro del poeta. Il poeta rifiuta le regole logiche di conoscenza della realtà, viola i codici, libera tutti i sensi, tutte le facoltà immaginative e dà voce all’inesprimibile", ha detto, nella nota, Marras.
"Sento molto vicino uno dei tratti distintivi del linguaggio poetico: lo scarto linguistico, la violazione delle regole grammaticali e sintattiche, l’uso libero e personale delle parole, scelte, combinate, accostate in modo inconsueto così da creare giochi, analogie, sinestesie, ossimori e provocare esplosioni, insospettati cortocircuiti semantici. Il poeta lavora con le parole. Io lavoro con gli “stracci”, con gli oggetti abbandonati, scartati, dimenticati", ha aggiunto lo stilista.