Da Pomellato a Kering Italia: Sabina Belli alla guida della filiale italiana del gruppo

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Sabina Belli, Kering Italia Credits: Giovanni Mocchetti
Scritto da Diane Vanderschelden

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A partire dal 15 settembre 2026, Sabina Belli assumerà la presidenza di Kering Italia, mantenendo al contempo la direzione della Kering Accademia per le Eccellenze.

Dopo oltre dieci anni alla guida di Pomellato, questa nomina proietta una dirigente storicamente radicata nella gioielleria al centro dell'intero ecosistema industriale e istituzionale del gruppo. Una scelta politica e strategica in un momento in cui Kering cerca di consolidare il proprio apparato produttivo e il proprio savoir-faire transalpino.

Kering cambia focus in Italia. Nominando Sabina Belli alla presidenza della sua filiale italiana, a diretto riporto del direttore generale Luca de Meo, il gruppo va oltre il ruolo di pura rappresentanza istituzionale. La sua missione consisterà nel fluidificare il dialogo con le istituzioni pubbliche e le associazioni di settore, supervisionando al contempo i progetti cruciali di formazione, innovazione e sostenibilità industriale.

La traiettoria di Sabina Belli spiega questa scelta. Arrivata in Kering nel 2015 per guidare il gruppo Pomellato dopo un percorso in L'Oréal Luxe e Lvmh (Dior Parfums, Veuve Clicquot, Bulgari), oggi passa dalla gestione di un marchio a quella di un territorio.

Una presidenza su misura per il cuore operativo del gruppo

L'Italia concentra il cuore della forza industriale di Kering. Il Paese ospita oltre un quarto dei dipendenti globali del gruppo e costituisce la culla creativa e logistica di molti dei suoi fiori all'occhiello, come Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato, DoDo, Ginori 1735 e Kering Eyewear. Presentando Sabina Belli come una figura in grado di creare ponti tra il mondo dell'impresa, l'istruzione e il settore pubblico, Luca de Meo sottolinea una priorità assoluta.

Per Kering, guidare i marchi in Italia non è più sufficiente; ora è necessario preservare il tessuto industriale che consente loro di produrre, assumere e creare. Questa nomina prosegue la svolta avviata lo scorso aprile, quando il gruppo le ha affidato le redini della Kering Accademia per le Eccellenze. Questo hub di formazione transdisciplinare, che copre pelletteria, gioielleria e abbigliamento, integrando al contempo l'IA e i materiali del futuro, avvierà i suoi primi corsi questo mese.

Sabina Belli lascia così la gestione quotidiana del conto economico di un marchio per intervenire direttamente sulla rete produttiva del gruppo.

L'industria dietro i marchi: la risposta alla sfida del savoir-faire

Questo cambiamento accompagna il piano di semplificazione e di efficienza operativa promosso da Luca de Meo dalla primavera del 2026. L'Italia ne costituisce la chiave di volta, riunendo fornitori, laboratori partner, maestri artigiani e infrastrutture logistiche. La roadmap assegnata alla nuova presidente, incentrata sulla creazione di partnership pubblico-private, mira a difendere la competitività di un ecosistema del lusso italiano sotto pressione sul fronte delle competenze. Le maison del lusso si scontrano con un collo di bottiglia critico: è necessario continuare a valorizzare la rarità del gesto artigianale, evitando al contempo la carenza di manodopera qualificata.

Unendo la conservazione dei mestieri d'arte e l'integrazione delle nuove tecnologie, la Kering Accademia cerca di modernizzare gli strumenti senza snaturarne il patrimonio. Siamo lontani da un semplice ruolo di ambasciatrice. La presidenza affidata a Sabina Belli assume una connotazione politica nel senso più industriale del termine. Riunendo sotto la sua guida la gioielleria, la rete di influenza italiana e l'apparato formativo del gruppo, Kering colloca una profonda conoscitrice del settore nel punto di congiunzione esatto tra i suoi marchi e la sua catena del valore.

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