Global fashion summit: Azzurra Morelli, ceo di Pellemoda, parla di adattamento climatico
loading...
L'adattamento climatico è una questione di filiera e non può essere risolto dal singolo marchio. Questo uno dei messaggi lanciati da Azzurra Morelli, ceo di Pellemoda (Holding Morelli), azienda manifatturiera italiana del lusso e società benefit impegnata nell’integrazione della sostenibilità nei processi industriali, durante il Global fashion summit, forum internazionale dedicato alla sostenibilità nel fashion system, che si è svolto a Copenaghen dal 5 al 7 maggio.
Nel suo intervento, come anticipato, Azzurra Morelli ha posto l’attenzione sulla necessità di affrontare il climate adaptation come una questione di filiera e non come responsabilità del singolo brand o fornitore. “L’adattamento climatico non può essere risolto azienda per azienda: deve essere affrontato come una sfida dell’intera value chain”, ha ribadito la manager sottolineando come il futuro del lusso dipenda dalla capacità delle filiere produttive di mantenere continuità industriale in uno scenario globale caratterizzato da crescente instabilità climatica, energetica e geopolitica.
Morelli: la resilienza non si costruisce solo nei brand, ma nelle fabbriche, nei laboratori, nei distretti industriali e nelle imprese
Secondo Morelli, il concetto di adattamento deve evolvere da semplice tema legato alla compliance normativa a vera e propria strategia industriale per la competitività futura del made in Italy. Un approccio particolarmente rilevante per il sistema moda italiano, fondato su una rete altamente specializzata di brand, manifatture, distretti produttivi, artigiani e aziende tecnologiche. “La resilienza non si costruisce solo nei brand, ma nelle fabbriche, nei laboratori, nei distretti industriali e nelle imprese che ogni giorno trasformano i materiali”, ha spiegato.
Vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa con delega a parità di genere e cultura d’impresa e rappresentante di Confindustria Moda, Azzurra Morelli è oggi riconosciuta a livello internazionale come espressione di una nuova generazione di imprenditori capaci di guidare la trasformazione responsabile del sistema moda, coniugando tradizione manifatturiera, innovazione e sostenibilità.
La partecipazione di Azzurra Morelli si è inserita all’interno del panel “Climate adaptation in luxury value chains”, un momento di confronto strategico dedicato ai nuovi modelli produttivi resilienti, alle sfide climatiche che interessano le filiere del lusso e alle soluzioni concrete per garantire continuità, innovazione e sostenibilità nel settore fashion.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’acqua e alla vulnerabilità delle filiere tessili e conciarie rispetto agli effetti del cambiamento climatico. Morelli ha evidenziato come acqua, energia e materie prime siano oggi elementi strategici per garantire continuità produttiva e competitività economica. In questo contesto, ha ribadito l’importanza di una governance collettiva delle risorse, fondata su partnership pubblico-private, metriche condivise e innovazione tecnologica.
Armonizzazione degli standard tra brand e fornitori, digitalizzazione e tracciabilità sono tra le priorità strategiche
Nel delineare una roadmap pratica per il futuro delle filiere del lusso, Morelli ha indicato quattro priorità strategiche: armonizzazione degli standard tra brand e fornitori, digitalizzazione e tracciabilità attraverso strumenti come il Digital product passport, sviluppo di partnership pubblico-private e sperimentazione concreta di modelli circolari e resilienti.
Moderato da Guy Morgan, director of sustainability for fashion division di Chanel, il panel ha visto la partecipazione di figure internazionali tra cui Leonardo Volpi, general director di Volfoni Spa, e Tilly Leeman, corporate sustainability research lead di Global water intelligence.