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Lo spagnolo Diego Teijeiro lascia Inditex per guidare l'area tecnologica globale di H&M

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Negozio H&M sulla Gran Via di Madrid Credits: H&M
Scritto da Alicia Reyes Sarmiento

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H&M rafforza il suo impegno nella trasformazione digitale con l'ingresso di Diego Teijeiro come nuovo chief information officer (cio) globale del gruppo.

Secondo quanto anticipato da Modaes, il dirigente spagnolo, con oltre due decenni di esperienza in Inditex, assumerà l'incarico a partire dal prossimo 25 maggio. In questa posizione, Teijeiro entrerà a far parte del comitato esecutivo dell'azienda svedese e riporterà direttamente a Daniel Ervér, ceo di H&M.

L'assunzione si inserisce in una fase in cui la tecnologia ha assunto un ruolo centrale nella strategia del gruppo con sede a Stoccolma. H&M prevede di intensificare i propri investimenti in infrastrutture tecnologiche nel corso del 2026, come parte della sua roadmap di trasformazione, con l'obiettivo di modernizzare i sistemi e costruire una base operativa più flessibile per i prossimi anni. L'azienda ritiene che questa evoluzione sarà fondamentale per accelerare i processi, migliorare la gestione dei dati e rafforzare la sua capacità di risposta in un ambiente sempre più esigente.

Laureato all'Università di Vigo, Teijeiro è entrato in Inditex nel 2007 dopo aver lavorato in aziende come Deloitte e Mapfre. All'interno del gruppo galiziano ha ricoperto diverse responsabilità in ambito tecnologico fino a essere nominato, nel 2018, responsabile globale di data & analytics.

Questo cambiamento coincide con un contesto finanziario segnato da un andamento disomogeneo all'inizio dell'esercizio 2025/26. Nel primo trimestre, H&M ha ridotto il suo fatturato del 10%, a 49.600 milioni di corone svedesi (4.600 milioni di euro), penalizzato principalmente dall'impatto del tasso di cambio, anche se in valuta locale il calo è stato di appena l'1 per cento.

Nonostante il calo dei ricavi, l'azienda è riuscita a migliorare la propria redditività grazie a una minore intensità promozionale e al controllo dei costi, aumentando il risultato operativo del 26% e l'utile netto del 23%, segno che il gruppo cerca di sostenere la propria trasformazione basandosi su una struttura finanziaria più efficiente.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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