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Marco Gobbetti lascia Burberry per Salvatore Ferragamo

Scritto da Isabella Naef

28 giu 2021

Persone

Marco Gobbetti lascia Burberry per Salvatore Ferragamo. Oggi la società a capo del Gruppo Salvatore Ferragamo, e Ferragamo Finanziaria, azionista di controllo della Salvatore Ferragamo spa, attraverso una nota, hanno comunicato che è stato raggiunto un accordo con Marco Gobbetti per il suo ingresso nella Salvatore Ferragamo spa in qualità di direttore generale e amministratore delegato.

Il manager prenderà il posto di Michaela le Delivec.

Gobbetti, attuale ceo di Burberry, "è un manager italiano che vanta un lungo e rilevante percorso professionale nel settore luxury e fashion. Già amministratore delegato di Moschino, ha speso 13 anni nel gruppo Lvmh dove ha ricoperto il ruolo di ceo di Givenchy e di Celine, prima di ricoprire l'attuale incarico nella società britannica quotata al London stock exchange", specifica il management nella nota.

Gobbetti assumerà l’incarico non appena libero dai suoi obblighi contrattuali. Un consiglio di amministrazione straordinario della Salvatore Ferragamo spa è previsto per giovedì primo luglio 2021 per gli adempimenti necessari.

Il manager prenderà il posto di Michaela le Delivec.

I ricavi del primo trimestre 2021 del Gruppo Salvatore Ferragamo sono risultati in crescita del +10,3 per cento rispetto al primo trimestre 2020, a quota 245 milioni, il risultato operativo (Ebit) è stato pari a 7 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta è positiva ed è pari a 169 milioni di euro. I ricavi retail sono risultati in aumento del 20,8 per cento a tassi di cambio costanti rispetto al primo trimestre 2020 e il canale digitale ha segnato una crescita a tripla cifra.

Al 31 marzo 2021 la rete distributiva del Gruppo, composta da un totale di 638 negozi, poteva contare su 390 punti vendita diretti e 248 punti vendita monomarca operati da terzi nel canale wholesale e travel retail, nonché sulla presenza nei principali department store e specialty store multimarca.

Il canale Wholesale ha riportato, al 31 marzo 2021, ricavi stabili (-0,7 per cento a cambi correnti e +0,3 per cento a tassi di cambio costanti), nonostante il persistente andamento negativo del canale travel retail.

L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi per il gruppo, in aumento del 50,6 per cento (+51,7 per cento a tassi di cambio costanti), rispetto al primo trimestre 2020. I negozi diretti nella Greater China hanno registrato un incremento delle vendite di oltre il 105 per cento rispetto al primo trimestre 2020 a tassi di cambio costanti e del 6,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. In particolare, i negozi diretti in Cina, nel primo trimestre 2021, hanno registrato un aumento delle vendite di oltre il 128 per cento a tassi di cambio costanti rispetto al primo trimestre 2020, portando la performance al +39,4 per cento a tassi di cambio costanti rispetto al primo trimestre del 2019.

Anche i negozi diretti in Corea hanno riportato un solido incremento delle vendite nel primo trimestre 2021 (+33,7 per cento rispetto al primo trimestre 2020 e +25,4 per cento rispetto al primo trimestre 2019 a cambi costanti). Il mercato giapponese nel primo trimestre 2021 ha riportato una diminuzione dei ricavi del 9,3 per cento (-6,5 per cento a tassi di cambio costanti), penalizzato dall’andamento della pandemia e dalle conseguenti restrizioni.

L’intero Continente Asiatico rappresenta pertanto oltre il 51 per cento delle vendite totali del Gruppo per l’intero anno.

L’area Emea ha registrato nel primo trimestre 2021, un calo dei ricavi del 20,5 per cento (-22,5 per cento a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ancora fortemente impattato dalle chiusure dei negozi e dall’assenza dei flussi turistici nel periodo, a causa delle restrizioni e dei divieti imposti dai governi per fronteggiare la pandemia di Covid-19.

Foto: Salvatore Ferragamo website

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